Nigeria: assalto contro la polizia nel Sud

Pubblicato il 9 maggio 2021 alle 16:24 in Africa Nigeria

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Un gruppo di uomini armati ha ucciso almeno 7 agenti di polizia, in una serie di attacchi nello Stato meridionale ricco di petrolio di Rivers, in Nigeria. 

La sera del 7 maggio, gli aggressori viaggiavano su due furgoni Toyota Hilux e, intorno alle 19:30, ora locale, hanno prima aperto il fuoco contro un posto di blocco, sul ponte Choba, causando la morte di due agenti. In seguito, hanno preso d’assalto due stazioni di polizia, uccidendo altri due uomini in servizio e hanno poi dato fuoco ad un’auto di pattuglia. Gli agenti hanno risposto al fuoco, uccidendo due degli uomini armati. I restanti aggressori hanno poi colpito la stazione di polizia di Elimgbu, uccidendo altri 3 agenti prima di fuggire sotto il fuoco della polizia. Gli uomini sono fuggiti “con ferite da arma da fuoco di vario grado” in un’auto rubata, ha detto Omoni. Gli uomini armati hanno rubato cinque fucili d’assalto e la polizia ha lanciato una caccia all’uomo per rintracciarli. 

Gli attacchi arrivano in un momento delicato per la sicurezza dello Stato di Rivers, tanto da portare le autorità locali ha vietare l’attraversamento dei confini di notte, a partire da aprile, nel tentativo di fermare le violenze di gruppi armati nella regione contro le forze di sicurezza. Anche il Parlamento nigeriano ha invitato la presidenza, le forze armate e la polizia ad affrontare la crescente insicurezza e la camera bassa ha esortato il presidente Muhammadu Buhari a dichiarare lo Stato di emergenza nel Paese. Da dicembre del 2020, gruppi armati hanno rapito più di 700 persone dalle scuole nel Nord-Ovest, gruppi armati hanno ucciso decine di soldati e civili nel Nord-Est e rapimenti e criminalità sono aumentati a livello nazionale.

In generale, tutta la regione del Sahel e dell’Africa occidentale è preda di una crisi di sicurezza causata dai continui attacchi di gruppi con legami con al Qaeda e lo Stato islamico contro le forze armate, ma anche contro i civili, nonostante l’intervento delle missioni supportate dalla Francia e dalle Nazioni Unite. L’ultimo episodio violento si è verificato il 25 aprile, quando un gruppo di militanti ha attaccato una base militare nella città di Mainok, nello Stato nord-orientale del Borno. Il bilancio delle vittime ammonta ad almeno 33 soldati. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, le autorità locali ritengono che i responsabili dell’assalto siano una sezione locale dello Stato Islamico, attiva nella regione. I militanti indossavano una mimetica militare e sono arrivati con circa 16 camion e 6 veicoli militari resistenti alle mine, secondo quanto ha riferito uno dei soldati. Dopo diverse ore, hanno preso il controllo della base, e i rinforzi inviati sul campo sono caduti in un’imboscata. Verso mezzanotte, con l’arrivo della copertura aerea, il gruppo è stato costretto a ritirarsi. 

Esistono numerose iniziative che cercando di arginare le violenze in questa area del mondo. A tale proposito, a marzo del 2020 è stata lanciata la “Task Force Takuba”. L’operazione era stata istituita dalla Francia e da altri 13 Paesi europei ed è finalizzata a contrastare le attività dei gruppi armati nella regione dell’Africa occidentale e del Sahel, in coordinamento con gli eserciti del Mali e del Niger. La missione sarà composta dalle forze speciali dei diversi Stati. I Paesi coinvolti, a parte l’Italia, sono Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Svezia e Regno Unito. In Italia, l’operazione è stata approvata con il Decreto Missioni del 16 luglio 2020, durante il governo guidato dall’ex premier Giuseppe Conte. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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