Lampedusa: sbarcano quasi 1000 migranti

Pubblicato il 9 maggio 2021 alle 11:52 in Immigrazione Italia

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La mattina del 9 maggio, 415 migranti sono sbarcati a Lampedusa su due imbarcazioni. Poco dopo, altri tre mezzi con 98, 16 e 398 persone a bordo sono stati portati a riva.  

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa ANSA, i primi 415 migranti sono arrivati su due barconi, nella prima mattinata. Successivamente, alle 8.30, sul molo Favarolo, sono sbarcati 98 uomini, quasi tutti del Bangladesh, intercettati a circa 3 miglia e mezzo da Lampedusa su un’imbarcazione di legno con motore fuoribordo. Alle 8.45 una motovedetta della Guardia di Finanza ha scortato altri 16 migranti di nazionalità tunisina, tutti uomini, su una imbarcazione in legno di circa 6 metri, anche questa con un motore fuoribordo e lasciata alla deriva.

Più tardi, le motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza hanno fatto sbarcare, sempre sul molo Favaloro, 398 migranti di varie nazionalità, tra cui c’erano 24 donne e 6 bambini. Il peschereccio in ferro in avaria, intercettato a circa tre miglia da Lampedusa, è stato poi recuperato dalla Guardia di Finanza. Il totale è di 927 i migranti giunti a Lampedusa nelle ultime ore su quattro imbarcazioni. Tutti sono stati trasferiti nell’hotspot dell’isola.

Per quanto riguarda i recenti sbarchi in Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, rispetto all’aprile 2020, in cui erano sbarcati 1.585 migranti, i dati relativi all’aprile 2021 segnano un lieve aumento, pari a 1.712 arrivi. Le prime cinque nazionalità dei migranti in entrata in Italia sono: sono tunisina, ivoriana, bangladese, guineana, ed egiziana. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 1.373.

L’ultimo sbarco risale alla notte tra il 30 aprile e il primo maggio, quando 4 diverse imbarcazioni, con a bordo 532 migranti, hanno raggiunto le coste di Lampedusa. Su una delle quattro imbarcazioni soccorse c’erano 297 africani subsahariani, fra cui due donne e due minori. Poco prima, a 5 miglia dall’isola, era stata intercettata una “carretta” di 10 metri con a bordo 56 persone, di cui 27 donne e 4 minori, mentre a 12 miglia era stata bloccata un’altra imbarcazione con a bordo 85 africani subsahariani. Infine, poco dopo le 8, sono arrivati altri 94 migranti di diverse nazionalità, fra cui due donne e un minore. 

La Libia rimane una delle aree di transito più utilizzate dai migranti che intendono raggiungere l’Europa. I trafficanti di esseri umani, la maggior parte operanti nel Paese nordafricano, lanciano in mare gommoni o barche da pesca affollate che sperano di raggiungere le coste europee. Alcuni migranti scappano da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Il Paese, teatro per anni di una lunga guerra civile, rappresenta un punto di transito fondamentale per diversi migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana. 

Almeno 50 migranti, tra cui numerosi cittadini egiziani, sono morti dopo che la loro imbarcazione è affondata al largo delle coste libiche, in prossimità della città di al Zawiya. Lo ha riferito l’agenzia di stampa italiana ANSA, il 3 maggio, citando un tweet del quotidiano arabo Al Arabiya. Il portavoce della Guardia Costiera libica, l’ammiraglio Masoud Ibrahim, ha tuttavia smentito la notizia, comunicando all’Ansa di non avere alcuna informazione riguardo al naufragio libico. Secondo Ibrahim, si sarebbe trattato di un’informazione errata. Poche ore prima, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) aveva riferito che circa 11 persone avevano perso la vita dopo il naufragio del loro gommone, nei pressi di al Zawiya. A bordo dell’imbarcazione, diretta verso l’Europa, vi erano, secondo l’IOM, 24 migranti. Dodici di loro sarebbero stati salvati dalla Guardia Costiera libica.

Uno degli ultimi naufragi al largo della Libia si era verificato proprio prima, il 21 aprile, quando un gommone si è capovolto nelle acque a Nord-Est di Tripoli, facendo perdere le tracce di tutte le 130 persone che si ritiene fossero a bordo. Diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno accusato le autorità di non aver fatto abbastanza per salvare le vite. Anche il Papa e l’Onu hanno condannato l’incidente. Tuttavia, la Guardia Costiera libica e l’Agenzia di frontiera europea, Frontex, hanno respinto le critiche.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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