Iraq: attacco da remoto contro la base di Ain al-Asad

Pubblicato il 9 maggio 2021 alle 10:21 in Iraq USA e Canada Uncategorized

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L’8 maggio, un attacco effettuato con un sistema di sorveglianza aerea senza pilota ha preso di mira la base aerea irachena di Ain al-Asad, situata nell’Iraq occidentale, che ospita le forze armate statunitensi.

Il colonnello dell’esercito degli Stati Uniti, Wayne Marotto, portavoce della coalizione guidata dagli Stati Uniti in Iraq, ha scritto in un post su Twitter che l’assalto è avvenuto alle 2 del mattino, ora locale, e ha causato danni a un hangar, ma non ha causato feriti o vittime. Gli Stati Uniti accusano gruppi di milizie sostenuti dall’Iran di lanciare regolari attacchi missilistici contro le truppe della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico stanziate in Iraq. Tuttavia, non c’è stata alcuna rivendicazione immediata di responsabilità per l’attacco dell’8 maggio.

Il 3 maggio, sei razzi sono stati lanciati contro la base aerea irachena di Balad, a Nord di Baghdad, causando il ferimento di un appaltatore straniero che lavorava per un’azienda statunitense. È stato il secondo attacco contro gli interessi statunitensi in Iraq, in meno di 24 ore. Nella notte tra domenica 2 maggio e lunedì 3 maggio, due razzi  di tipo Katyusha sono stati lanciati nel perimetro dell’aeroporto internazionale di Baghdad, verso la zona in cui sono stanziate le truppe della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Un razzo è stato intercettato e distrutto e non ci sono state segnalazioni di danni o vittime. 

Almeno 30 attacchi hanno preso di mira obiettivi statunitensi in Iraq, da quando il presidente Joe Biden è entrato in carica, il 20 gennaio. L’assalto precedente a quelli del 3 maggio si era verificato il 22 aprile e aveva colpito sempre l’aeroporto internazionale di Baghdad. Invece, il 14 aprile, un attacco missilistico aveva colpito l’aeroporto internazionale di Erbil, nella regione del Kurdistan iracheno. Secondo il Ministero dell’Interno, anche in questo caso l’obiettivo era la sezione militare dell’aeroporto, dove sono stanziate le forze della coalizione internazionale a guida statunitense. 

Quest’ultimo assalto era stato rivendicato da un gruppo noto come Saraya Awlia al-Dam, ovvero i “Guardiani delle Brigate di Sangue”, già responsabili di un altro attacco con missili lanciato il 15 febbraio scorso, anch’esso perpetrato contro il medesimo aeroporto. In tale occasione, gli autori avevano specificato che il reale obiettivo erano i cittadini statunitensi presenti in Iraq e che, pertanto, il loro attentato era da considerarsi una forma di vendetta per la morte dei loro leader martirizzati. 

A proposito della presenza straniera nel Paese, durante l’ultimo round del dialogo strategico tra Baghdad e Washington, tenutosi il 7 aprile, i due Paesi hanno stabilito che le truppe da combattimento statunitensi, impegnate nella lotta allo Stato Islamico, abbandoneranno l’Iraq, mentre le forze degli USA continueranno a fornire consulenza e addestramento. In tale data, i delegati iracheni e statunitensi si sono incontrati nel quadro del cosiddetto “dialogo strategico”, promosso dal premier di Baghdad, Mustafa al-Kadhimi, proprio con l’obiettivo di definire il ruolo degli Stati Uniti nel Paese e discutere del futuro delle relazioni economiche, politiche e in materia di sicurezza tra le due parti. Il fine ultimo è creare una sorta di stabilità nell’asse Washington-Baghdad e rafforzare i legami tra i due Paesi sulla base di interessi reciproci.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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