FIlippine: assalto armato sull’isola di Mindanao

Pubblicato il 9 maggio 2021 alle 9:04 in Asia Filippine

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I militanti di un  gruppo armato, noto come Bangsamoro Islamic Freedom Fighters (BIFF), hanno preso d’assalto una città nell’isola filippina meridionale di Mindanao, costringendo molti residenti a lasciare le proprie case. 

L’assalto si è verificato sabato 8 maggio e, secondo quanto riferito da Al-Jazeera English, che cita la televisione locale, circa 200 combattenti del BIFF sono entrati a Datu Paglas, una città nella provincia di Maguindanao, a Mindanao. Altre fonti riferiscono che il numero di combattenti era compreso tra 80 e 100 militanti. Nonostante siano stati uditi colpi di arma da fuoco, al momento non ci sono notizie di vittime. Secondo la Philippine News Agency (PNA) di proprietà statale, un camion da carico è stato utilizzato dal gruppo di uomini armati per bloccare l’autostrada che porta alla città. Il tenente colonnello John Paul Baldomar, un portavoce militare, ha dichiarato che i combattenti hanno occupato il mercato pubblico e vi hanno stabilito una “posizione difensiva”. I ribelli hanno anche impedito a venditori e civili di andarsene.

Un’altra fonte ha citato Baldomar, che ha dichiarato che i combattenti volevano solo prendere cibo dal mercato, ma la loro presenza ha spaventato i residenti, che poi li hanno denunciati alle autorità. Per rispondere all’assalto, le truppe governative hanno bloccato un’autostrada che porta a Datu Paglas. Un video ha mostrato un denso fumo nero che si alzava dalla città, mentre alcuni residenti sono stati visti fuggire dalla zona. Inoltre, centinaia di automobilisti e passeggeri sono rimasti bloccati a causa della chiusura della strada principale che attraversa la città. Esmael Mangudadatu, membro del Congresso ed ex governatore di Maguindanao, ha parlato alla stazione radio e ha dichiarato che la preoccupazione principale ora è garantire la sicurezza dei civili. Molti degli abitanti della città si stanno preparando per l’Eid al-Fitr, che segna la fine del mese sacro del Ramadan.

Il BIFF è un gruppo armato che si oppone all’accordo di pace nel Sud delle Filippine tra il principale gruppo ribelle islamista, il Moro Islamic Liberation Front (MILF) e il governo centrale. Tale intesa è stata causa di discussioni e ha portato ad una divisone interna che ha sancito la nascita dell’organizzazione. Secondo i militari, alcuni dei combattenti del BIFF avrebbero combattuto a fianco del gruppo Maute e di Abu Sayyaf nell’assedio di Marawi del 2017, durato cinque mesi. Secondo quanto riferito, alcuni membri del BIFF hanno anche giurato fedeltà allo Stato islamico dell’Iraq e del Levante. A tale proposito, il 21 marzo, l’Esercito delle Filippine ha annunciato di aver ucciso un leader del gruppo terroristico locale affiliato all’ISIS, noto come Abu Sayyaf. Il suo nome era Majan Sahidjuan, anche detto Apo Mike. In tale contesto, le autorità filippine hanno aggiunto di aver liberato 4 ostaggi indonesiani che erano stati rapiti dall’organizzazione da più di un anno.

Il generale luogotenente filippino Corleto Vinluan Jr. ha dichiarato che Sahidjuan è morto dopo essere stato ferito gravemente in uno scontro a fuoco con i marines della Filippine, nella notte del 20 marzo, nella cittadina meridionale di Languyan, nella provincia di Tawi-Tawi. Vinluan ha affermato di essere soddisfatto per la liberazione degli ostaggi indonesiani e la “neutralizzazione” di Sahidjuan e di altri due suoi collaboratori. L’uomo sarebbe stato l’ideatore di vari rapimenti condotti da Abu Sayyaf. Lo scorso 18 marzo, Sahidjuan e altri cinque membri di Abu Sayyaf avevano raggiunto Tawi-Tawi via mare dalla provincia di Sulu portando con sé i quattro indonesiani rapiti, ovvero il 30enne Arizal Kasta Miran, il 41enne Arsad Bin Dahlan, il 26enne Andi Riswanto e il 15enne Mohd Khairuldin. Tuttavia, l’imbarcazione a bordo della quale viaggiavano era stata rovesciata dalle onde e tre tra le quattro persone rapite erano state tratte in salvo dalle autorità filippine intervenute sul posto. Il più giovane del gruppo è stato poi trovato dai militari del governo filippino nello stesso villaggio in cui hanno avuto luogo le sparatorie.

I quattro indonesiani erano stati rapiti il 17 gennaio 2020 nell’isola di Tambisan, appartenente alla Malesia, insieme ad una quinta persona, che era stata però uccisa dai rapitori del gruppo Abu Sayyaf durante un suo tentativo di fuga. Il 18 marzo, i rapitori avevano iniziato uno spostamento delle persone tenute in ostaggio, con l’obiettivo finale di raggiungere la Malesia dove li avrebbero rilasciati a fronte di un riscatto dal valore tra gli 87.000 e i 104.000 dollari.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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