Nepal: allarme coronavirus, aiuti dalla Cina

Pubblicato il 8 maggio 2021 alle 7:27 in Cina Nepal

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Di fronte al continuo aggravarsi del quadro relativo alla diffusione del coronavirus in Nepal, il 7 maggio, la Cina ha annunciato che fornirà materiale di assistenza e continuerà a fare del suo meglio per sostenere il Paese. In Nepal, i contagi sono in rapido aumento, gli ospedali hanno pochi posti disponibili e il governo sta chiedendo assistenza ai Paesi esteri.

In particolare, il portavoce del Ministero Affari Esteri cinese, Wang Wenbin, ha affermato che il Nepal è un amichevole vicino e un partner di cooperazione strategico della Cina. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, le parti hanno continuato a monitorare e ad aiutarsi a vicenda, lavorando insieme. Come già affermato dal ministro degli Esteri cinese, Wang Wenbin, la Cina invierà un nuovo carico di materiale per contrastare la pandemia che, al momento, è stato preparato e sarà presto consegnato. I beni sono stati donati dalle amministrazioni locali della Cina e da tutte le categorie della società. Pechino si è detta fiduciosa che, sotto la leadership del governo del Nepal e con gli sforzi di tutta la popolazione locale, il Paese potrà superare la pandemia presto.

In media, al momento, il Nepal sta registrando 20 casi di coronavirus giornalieri ogni 100.000 persone, ovvero la stessa proporzione dei casi registrati in India due settimane fa. Tale dato ha poi registrato una crescita di sette volte nel giro di quindici giorni e, tra il primo e il 2 maggio, il 44% dei test eseguiti per individuare il contagio è risultato positivo. L’aumento dei casi nel Paese è iniziato intorno alla metà del mese di aprile 2021, molte settimane dopo l’inizio della crisi iniziata in India che sta affrontando una grave crisi interna legata alla pandemia.

Di fronte a tale scenario il presidente della Croce Rossa locale, Netra Prasad Timsina, ha affermato che quanto sta accadendo in India non è altro che uno “spaventoso anticipo” del futuro del Nepal se l’ultima ondata di coronavirus non sarà presto contenuta. Il 3 maggio, un portavoce del Ministero della Salute locale, Samir Adhikari, ha affermato che la situazione in Nepal sta “peggiorando giorno dopo giorno e potrebbe andare fuori controllo in futuro”.

Secondo quanto riferito dalla CNN, il Nepal, che è uno tra i Paesi più poveri al mondo, ha un fragile sistema sanitario, meno dottori in rapporto alla popolazione rispetto all’India e anche un inferiore tasso di cittadini vaccinati. Inoltre, l’alto tasso di positività riscontrato sui test eseguiti suggerirebbe che molti casi non siano individuati dal sistema di tracciamento. Sempre secondo la CNN, quest’ultima ondata di contagi in Nepal sarebbe stata causata da grandi eventi pubblici di massa e da un basso livello di attenzione della popolazione e da una lenta risposta da parte del governo.

Al momento, il Nepal ha ristretto l’accesso ai propri confini, imposto misure di isolamento nelle aree maggiormente colpite, compresa la capitale Katmandu. In molti, però, hanno ritenuto che tali misure non saranno sufficienti a contenere il virus che è arrivato anche ai campi base dell’Everest. Secondo alcuni, l’ondata di contagi potrebbe essere arrivata dall’India che sta assistendo al più grave scenario pandemico al mondo. Al confine con l’India non sarebbe necessario mostrare documenti per entrare in Nepal e molte persone avrebbero legami economici tra i due Paesi, per questo il traffico transfrontaliero è alto.

In tale quadro, il premier del Nepal, K. P. Sharma Oli, ha più volte proposto rimedi alternativi al coronavirus sostenendo, ad esempio, che potesse essere curato con foglie di guava, come documentato dalla CNN.

Il Nepal ha una popolazione di 31 milioni di persone e, fino ad un mese fa, aveva una media quotidiana di casi che si attestava intorno alle 100 unità e che adesso è passata a 8.600. In totale, dall’inizio della pandemia al 7 maggio, il Nepal ha registrato 368.580 casi e 3,529 morti legati al coronavirus.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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