Yemen: diminuiscono i raid sauditi a Ma’rib, ma la situazione umanitaria peggiora

Pubblicato il 7 maggio 2021 alle 11:07 in Medio Oriente Yemen

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Nonostante un calo dei raid aerei perpetrati dalla coalizione a guida saudita, la situazione nel governatorato yemenita di Ma’rib, situato a Est della capitale Sana’a, è ancora tesa. Secondo le Nazioni Unite, a livello umanitario si è “sull’orlo del precipizio”.

A riportare le notizie è il quotidiano al-Araby al-Jadeed, venerdì 7 maggio. In particolare, secondo quanto riferito da fonti mediatiche affiliate alle milizie Houthi, tra cui l’emittente al-Masirah, negli ultimi tre giorni la coalizione internazionale ha condotto 21 attacchi aerei in totale, con una media di 7 al giorno. La cifra rivela una diminuzione nel numero dei raid, se si considera che in precedenza se ne registravano circa 20 quotidianamente, in risposta all’intensificarsi degli attacchi via terra dei ribelli sciiti sui fronti di Sirwah, al-Mashajeh e Kassara, nell’Ovest di Ma’rib. È dal 7 febbraio che il governatorato è teatro di una violenta offensiva, lanciata dagli Houthi al fine di conquistare una regione che, oltre ad essere situata in una posizione per loro strategica, è ricca di risorse petrolifere e, pertanto, rappresenta una “carta vincente” da ottenere prima di eventuali negoziati di pace.

Al momento, gli scontri via terra continuano, ma, secondo al-Araby al-Jadeed, il calo dei raid aerei sta a indicare un declino delle incursioni degli Houthi sul campo, in quanto la coalizione guidata da Riad è solita effettuare attacchi aerei per frenare l’avanzata dei ribelli verso i giacimenti di gas e petrolio. Ad ogni modo, non è ancora chiaro che cosa abbia spinto gli Houthi a rallentare la propria offensiva. È possibile che sia stata la recente mobilitazione internazionale a favorire una diminuzione degli attacchi, così come la “minaccia” di tenere una sessione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu nei prossimi giorni, al fine di adottare una risoluzione per frenare le operazioni degli Houthi a Ma’rib.

Fonti militari hanno poi rivelato ad al-Araby al-Jadeed che, nelle ultime ore, le battaglie sul campo sono state limitate e che vi sono stati soltanto scambi di artiglieria tra le forze filogovernative, sostenute da tribù locali, e i combattenti Houthi sui due fronti a Sirwah e al-Mashajeh. Secondo il Ministero della Difesa yemenita, le milizie ribelli sono state costrette a indietreggiare verso la periferia di Ma’rib, dopo che non sono riuscite a raggiungere gli obiettivi prefissati. Inoltre, a detta di un comandante militare dell’esercito yemenita, le proprie truppe hanno inflitto gravi perdite anche nel corso di “imboscate ben pianificate”.

Nel frattempo, il portavoce delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, il 6 maggio, ha affermato che la situazione umanitaria in Yemen continua a peggiorare. In particolare, sono circa 20 milioni gli yemeniti che necessitano di assistenza, mentre si prevede che altri 16 milioni soffriranno di fame nel corso del 2021, aggiungendosi alle decine di migliaia che vivono attualmente in condizioni di carestia. Non da ultimo, nei fondi internazionali volti a finanziare aiuti in Yemen mancano 2.5 miliardi di dollari. A tal proposito, le organizzazioni e le squadre di assistenza necessiterebbero di 3.85 miliardi di dollari per far fronte a carestia, pandemia di Covid-19 e altre crisi in Yemen, ma i donatori internazionali hanno fornito solo un terzo di tale somma.  Anche Dujarric ha poi rivolto l’attenzione verso Ma’rib, evidenziando che sono circa 20.000 gli yemeniti già costretti a sfollare a seguito dell’offensiva degli Houthi, mentre altre migliaia vedono minacciata la propria sicurezza.

A livello politico, Dujarric ha fatto riferimento ai recenti incontri dell’inviato speciale dell’Onu, Martin Griffiths, con le parti coinvolte nella crisi yemenita, volti a trovare una soluzione al perdurante conflitto. Il portavoce ha affermato che l’Onu è impegnata a trovare punti di convergenza tra i diversi attori, ma l’organizzazione non è parte dei negoziati. Ad ogni modo, ha sottolineato Dujarric, anche le Nazioni Unite desiderano che i combattimenti finiscano, che l’accesso agli aiuti umanitari aumenti, che il porto di Hodeidah e l’aeroporto di Sana’a siano aperti e che cessino gli attacchi a Ma’rib. Tuttavia, si è di fronte a una situazione “molto complessa e piena di ostacoli”. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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