La Russia nei Balcani: i rapporti con la Serbia e la possibile concorrenza della Cina

Pubblicato il 7 maggio 2021 alle 8:46 in Balcani Russia Serbia

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Stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa russa TASS, il 3 maggio, il presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha tenuto due incontri con ambasciatori stranieri. Nel dettaglio, alle 9 del mattino il capo di Stato avrebbe incontrato la rappresentante cinese a Belgrado, Chen Bo, mentre alle 10 l’ambasciatore russo in Serbia, Aleksandr Bozan Kharchenko. Alla luce di ciò, TASS ha sottolineato le relazioni speciali che Belgrado intrattiene con Pechino e Mosca, nonostante queste ultime siano in concorrenza l’una con l’altra per il primato nei Balcani.

Analizzando i comunicati stampa successivi agli incontri, l’agenzia di stampa russa ha osservato che, di sette paragrafi del messaggio serbo-cinese, tre sono stati dedicati all’economia, due alla pandemia e altri due alle relazioni politiche bilaterali. Al contrario, la nota della riunione serbo-russa si è rivelata notevolmente inferiore. Su cinque paragrafi, uno è stato devoluto a congratularsi con il presidente della Federazione Russa per Pasqua, mentre gli altri hanno toccato i temi del coronavirus, della Giornata della Vittoria, delle questioni regionali, tra cui il Kosovo, e dell’economia. Tuttavia, proprio quest’ultimo aspetto ha evidenziato la differenza di approccio tra Cina e Russia, con Mosca che ricopre un ruolo nettamente marginale negli investimenti in Serbia. Le stime di investimenti totali nel Paese, di fatto, si aggirano intorno a 10 miliardi di euro per Pechino, contro i circa 4 miliardi di euro da parte della Federazione Russa.

L’influenza economica di Mosca a Belgrado è tradizionalmente rappresentata dagli idrocarburi. Il più grande investimento russo in tale settore è nella multinazionale serba Naftna Industrija Srbije (NIS), il cui principale azionista, con il 56,15% di quote, è Gazprom Neft, il quale opera con successo sul mercato e si sta sviluppando attivamente. Pertanto, la tradizionale “sfera russa” nella nazione è costituita da petrolio e gas. Nello specifico, il 90% degli investimenti di Mosca è concentrato nel settore energetico, mentre il 10% nell’agricoltura. Gazprom Neft ha acquistato NIS nel 2008 per 400 milioni di euro, con l’impegno di investirci 500 milioni. Al tempo, il debito della multinazionale serba era di 950 milioni di euro, con una perdita annua di 90 milioni. L’investimento totale dell’azienda russa in NIS è stato di circa 3 miliardi di euro e, ad oggi, la compagnia è diventata “un esempio da emulare”, a detta di diversi esperti.

Una tappa importante nel rafforzamento della cooperazione energetica tra Mosca e Belgrado è stata l’apertura del gasdotto Balkan Stream, la continuazione del Turkish Stream, con una lunghezza di 403 km e una capacità di progetto di 13,9 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Inoltre, la Russia ha altresì fornito alla Serbia un prestito per modernizzare e costruire la rete ferroviaria del Paese. Dal 2014, la compagnia statale della Federazione, RZD Holding, ha ricostruito le linee Belgrado-Pancevo, Resnik-Valjevo, le infrastrutture parte dello sviluppo del Decimo Corridoio Paneuropeo dei Trasporti. Parallelamente, la Russia occupa un posto significativo nel settore bancario della Serbia, con lo sviluppo di Sberbank e VTB. In tale contesto, i media serbi non fanno alcun riferimento negativo alle attività delle società cinesi sul territorio del Paese, mentre i pareri sull’operato delle imprese russe sono spesso negativi.

In linea di principio, le posizioni di Pechino e Mosca in Serbia hanno differenze storiche. Con la Federazione Russa esiste una fede comune e relazioni fraterne tra i popoli, ma non si può parlare di una strategia a lungo termine in cui i Balcani potrebbero svolgere un ruolo importante. Da parte sua, invece, la Cina mira ad entrare nel mercato europeo attraverso la regione, attraverso un impegno attivo iniziato poco più di un decennio fa. Al momento, gli interessi di Mosca e Pechino difficilmente si sovrappongono nel Paese, ad eccezione del progetto della metropolitana di Belgrado, su cui anche la Russia ha espresso interesse. Piuttosto, è possibile notare che le due nazioni operano nella regione nel rispetto degli interessi reciproci. Stando alle statistiche, la Federazione è in ritardo rispetto alla Cina in termini di scambi con la Serbia di quasi 1 miliardo di euro, con 2,19 miliardi di euro rispetto a 3,18 miliardi. Tuttavia, gli esperti di Belgrado hanno notato che la Mosca ha un grande vantaggio nei Balcani, ovvero il tradizionale sostegno storico del popolo serbo, di cui Pechino non gode.

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Mariela Langone

di Redazione

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