Immigrazione: i fatti più importanti di aprile 2021

Pubblicato il 7 maggio 2021 alle 11:31 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di aprile 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, circa 3.543 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere l’Italia, seguita da Spagna (7.857), Grecia (2.320), Cipro (484) e Malta (79). L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi quattro mesi del 2021 ammonta a 616, cifra superiore rispetto ai dati del 2020, quando, nello stesso periodo, persero la vita in mare 279 persone.

Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, rispetto all’aprile 2020, in cui erano sbarcati 1.585 migranti, i dati relativi all’aprile 2021 segnano un lieve aumento, pari a 1.712 arrivi. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono tunisina, ivoriana, bangladese, guineana, ed egiziana. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 1.373.

Aprile è iniziato con il naufragio, l’11 del mese, con un naufragio al largo delle isole Canarie, in prossimità di El Hierro, in cui hanno perso la vita 4 migranti. A bordo dell’imbarcazione c’erano 23 persone, di cui almeno 16 di loro in “gravi condizioni”, secondo quanto riportato dalla Croce Rossa. Il barcone era stato avvistato da un peschereccio, a circa 193 chilometri a Sud di El Hierro, una delle più piccole tra le Isole Canarie. Dopo aver ricevuto la comunicazione, le autorità hanno effettuato le operazioni di soccorso, schierando tre elicotteri per portare in sicurezza le persone in difficoltà.  Il numero di migranti e rifugiati arrivati, privi di documenti, sulle coste delle Isole Canarie, nell’Oceano Atlantico, è stato, nel 2020, più di otto volte superiore alle cifre del 2019. L’effetto del coronavirus in Africa settentrionale e nella regione subsahariana ha spinto un maggior numero di persone a intraprendere la traversata verso l’Europa. Nel 2020, almeno 23.000 persone sono arrivate nell’arcipelago a bordo di barconi, mentre circa 850 sono morte o scomparse lungo il tragitto, secondo i dati del Missing Migrants Project dell’IOM. Tra il primo gennaio e il 31 marzo di quest’anno, invece, sono approdati sulle coste delle isole Canarie circa 3.400 migranti, meno della metà di quelli arrivati sull’arcipelago nello stesso periodo del 2019.

Il 12 aprile, almeno 34 migranti sono annegati in seguito al naufragio del barcone sul quale stavano viaggiando, al largo delle coste del Gibuti, in prossimità della città portuale di Obock. Si è trattato del secondo incidente del genere in poco più di un mese. I sopravvissuti hanno riferito che la barca si è capovolta, a causa del mare mosso, intorno alle 4:00 del mattino, poco dopo aver lasciato le coste dello Yemen. A bordo c’erano circa 60 passeggeri. “I migranti venivano trasportati da trafficanti di esseri umani”, ha scritto su Twitter Mohammed Abdiker, direttore regionale dell’IOM per l’Africa orientale e il Corno. “Arrestare e perseguire i trafficanti e i criminali che sfruttano le vulnerabilità dei migranti deve diventare una priorità. Troppe vite sono state inutilmente perse”, ha concluso. Tra i corpi ritrovati sono stati individuati anche bambini.

Obock è importante snodo per il transito di migliaia di migranti africani che cercano di raggiungere il Golfo Persico. In un incidente simile, il 4 marzo scorso, 20 persone sono annegate dopo essere state gettate in mare dai trafficanti di esseri umani durante un viaggio tra il Gibuti e lo Yemen, nel Golfo di Aden. Almeno 200 persone erano state caricate a bordo di quell’imbarcazione, ma, dopo circa trenta minuti dall’inizio del viaggio, presi dal panico per il peso eccessivo, i contrabbandieri hanno abbandonato in mare almeno 80 passeggeri, costringendoli a scendere dal barcone.

Il 16 aprile, 41 persone sono morte in un altro naufragio al largo di Sidi Mansour, nel Sud-Est della Tunisia. I migranti, per la maggior parte provenienti dall’Africa subsahariana, stavano tentando di attraversare il Mediterraneo per raggiungere Lampedusa. Lo stesso giorno, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e l’IOM hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, dicendosi “profondamente rattristate dalla notizia del naufragio”.  Mouard Mechri, direttore della protezione civile tunisina, ha specificato che il barcone aveva iniziato la traversata nella tarda serata del 15 aprile, partendo dalla cittadina portuale di Sfax. Quest’ultima è diventata un importante punto di partenza per coloro che decidono di fuggire dai conflitti e dalla povertà e di lasciare il loro Paese in Africa o in Medio Oriente in cerca di una vita migliore in Europa.

Il 19 aprile, il ministro dell’Interno italiano, Luciana Lamorgese, si è recata in visita ufficiale in Libia, dove ha discusso del dossier migrazioni con i rappresentanti del governo unitario libico. Durante la permanenza nel Paese nordafricano, Lamorgese ha incontrato il presidente del Consiglio presidenziale dell’esecutivo libico ad interim, Mohamed Younis Ahmed al-Menfi, il primo ministro, Abdelhamid Dbeibah, e il ministro dell’Interno, Khaled Tijani Mazen. Nel corso dei colloqui, il capo del Viminale ha ribadito la solidità del legame tra Libia e Italia e la necessità di riconoscere il ruolo di fondamentale importanza affidato al nuovo governo di unità nazionale libico a garanzia della stabilità regionale e internazionale. A tale proposito, ad avviso di Lamorgese, “la Libia saprà sfruttare questo momento unico procedendo con convinzione verso la sua piena stabilizzazione”. A detta del ministro, inoltre, l’Italia è pronta a sostenere progetti di collaborazione a tutto campo, ma è necessario un maggior coinvolgimento dell’Unione Europea. L’Italia si è quindi proposta di discutere dell’intensificazione della presenza di tali organizzazioni in territorio libico in un incontro da organizzare a Roma. In questa prospettiva, Lamorgese ha confermato l’impegno del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno per realizzare una serie di progetti per la cooperazione allo sviluppo in Libia. Inoltre, l’Italia si è impegnata a aumentare gli sforzi per quanto riguarda i corridoi umanitari. Infine, Lamorgese ha parlato anche dell’esigenza di dare impulso ai programmi di collaborazione bilaterali in materia di sicurezza e di contrasto alla minaccia del terrorismo, esigenza condivisa dai vertici libici.

Il 21 aprile, un gommone si è capovolto nelle acque a Nord-Est di Tripoli, causando la morte di 130 persone. Diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno accusato le autorità libiche di non aver fatto abbastanza per salvare le vite. Anche il Papa e l’Onu hanno condannato l’incidente. Tuttavia, la Guardia costiera libica e l’agenzia di frontiera europea, Frontex, hanno respinto le critiche. Il 27 aprile, invece, almeno 236 persone sono state tratte in salvo dalla Ocean Viking, a 32 miglia nautiche dalla città di Zawiya, a Ovest di Tripoli.

Il 28 aprile, un barcone alla deriva al largo delle Isole Canarie è stato individuato e portato a riva, con 24 morti a bordo. L’imbarcazione di legno è stata rimorchiata fino al porto di Los Cristianos, sull’isola di Tenerife, da un’unità dei soccorsi marittimi spagnoli. Tra i corpi, anche quelli di due minori. Un aereo dell’aviazione spagnola aveva avvistato per la prima volta il barcone nella mattinata del 26 aprile, circa 500 chilometri a Sud-Est dell’isola di El Hierro. Un elicottero militare aveva poi soccorso e portato sulla terraferma gli unici 3 sopravvissuti, 2 uomini e una donna. I superstiti sono stati assistiti dal personale medico di un ospedale di Tenerife.

Infine, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, quattro diverse imbarcazioni, con a bordo 532 migranti, hanno raggiunto le coste di Lampedusa. Le motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza hanno soccorso i mezzi che si trovavano tra 1 miglio e 12 miglia nautiche dalla costa italiana. I migranti sono stati sottoposti ad un primo controllo sanitario sul molo Favaloro e sono stati poi portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove si trovano un totale di 572 persone. Su una delle quattro imbarcazioni soccorse, a 12 miglia da Lampedusa, c’erano 297 africani subsahariani, fra cui due donne e due minori. Il mezzo è stato scortato dalle motovedette fino alle coste italiane. Poco prima, a 5 miglia dall’isola, era stata intercettata una “carretta” di 10 metri con a bordo 56 persone, di cui 27 donne e 4 minori, mentre a 12 miglia era stato bloccato un’altra imbarcazione con a bordo 85 africani subsahariani. Infine, poco dopo le 8, sono arrivati altri 94 migranti di diverse nazionalità, fra cui due donne e un minore. Tutti i mezzi sono stati posti sotto sequestro.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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