Colombia: il presidente incontra l’opposizione

Pubblicato il 7 maggio 2021 alle 20:35 in America Latina Colombia

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Il presidente della Colombia, Ivan Duque, ha avviato una serie di incontri con alcuni gruppi della società civile e oppositori politici che chiedono la realizzazione di misure contro la povertà e la disoccupazione e la fine della violenza tra polizia e manifestanti. Nel Paese, sono salite a 24 le persone morte durante le proteste contro la riforma fiscale promossa settimane fa dal governo Duque. Il bilancio delle vittime è stato riferito dall’ufficio del Difensore civico della Colombia, sottolineando che, sul totale, 20 persone sarebbero decedute per colpi di arma da fuoco, mentre in 11 casi la polizia sarebbe stata la diretta responsabile. L’Ong Human Rights Watch ha dichiarato che sarebbero 36 i morti e ha definito la violenza della polizia “allarmante”.

Le manifestazioni sono iniziate il 28 aprile in opposizione ad una riforma, ora annullata, che avrebbe aumentato l’Iva e le tasse sui redditi medi. Da quel momento, le proteste si sono allargate e sono arrivate a includere altre richieste, tra cui l’istituzione di un reddito di base e il ritiro di una riforma sanitaria che gli oppositori ritengono inadeguata e troppo vaga. 

Duque si è incontrato, venerdì 7 maggio, con i principali leader politici, compresi i potenziali candidati alle elezioni presidenziali del 2022, ma diversi parlamentari e analisti ritengono che sarà dura, per il capo di Stato, arrivare ad un accordo con la società civile e gli oppositori politici su una serie di questioni sociali urgenti. Il presidente è già stato costretto a ritirare il progetto di riforma e il suo ministro delle Finanze a dimettersi in seguito alle manifestazioni, ma i gruppi di protesta, in particolare i sindacati, nutrono perplessità sulle richieste di dialogo avanzate dal capo di Stato e sulla sua effettiva volontà di aprirsi ai negoziati. 

“Il governo è bifronte. Di giorno offre dialogo e conciliazione, ma di notte mostra solo repressione”, ha detto deputata del partito dei Verdi, Katherine Miranda. “Senza chiarezza su ciò che il governo vuole veramente e senza certezza sul fatto che le sue parole corrispondano alle sue azioni, un dialogo con i gruppi sociali e l’opposizione al Congresso sarà molto difficile”, ha aggiunto.

Una delle principali richieste dei manifestanti è lo scioglimento della squadra di polizia antisommossa ESMAD. Tuttavia, nonostante Duque abbia specificato che gli abusi della polizia non saranno tollerati, ha più volte escluso l’eliminazione dell’ESMAD.

“È necessario parlare della smilitarizzazione delle proteste sociali, della fine dei massacri e delle uccisioni contro i manifestanti”, ha dichiarato in un video Francisco Maltes, presidente dell’Unione centrale dei lavoratori (CUT), aggiungendo: “Le proteste continueranno finché non ci sarà alcun risultato dal dialogo”.

Secondo il parlamentare del Democratic Center, Edward Rodriguez, i colloqui offriranno invece una via d’uscita dalla crisi. “Il successo del dialogo dipende dall’ascolto di tutti, dei giovani, degli insegnanti, dei sindacati, degli studenti, delle imprese e degli agricoltori, e questo porta alle politiche pubbliche”, ha affermato Rodriguez.

Duque manca di una solida maggioranza al Congresso e persino alcuni membri del suo partito, il Democratic Center, si sono opposti ad alcune parti della riforma fiscale, ora ritirata. Nonostante abbia fatto marcia indietro sulla misura, il presidente ha però più volte ribadito che un provvedimento del genere risulta vitale per stabilizzare le finanze della Colombia, mantenere il suo rating di credito e finanziare i programmi sociali. Il Paese sudamericano sta affrontando la sua peggiore recessione in mezzo secolo, con un calo del PIL del 6,8% nel 2020. I manifestanti hanno affermato che le modifiche fiscali, inclusa l’espansione dell’imposta sul reddito, renderebbero più povera la popolazione, già in difficoltà a causa della pandemia di coronavirus. La Colombia, dove vivono circa 50 milioni di persone, ha registrato finora il terzo numero più alto di infezioni del Sud America. La povertà e la disoccupazione, inoltre, sono aumentate durante le restrizioni imposte per arginare i contagi, aggravando le disuguaglianze sociali, già esistenti. Secondo le statistiche del governo, 21 milioni di colombiani già vivevano in povertà alla fine del 2020.

Secondo gli esperti, la situazione attuale in Colombia potrebbe avere delle ripercussioni sulle prossime elezioni presidenziali. “Quello che sta accadendo avrà un impatto sulle elezioni del 2022. Il malcontento nei confronti di questo governo è assoluto a causa della sua disconnessione con la gente e con la realtà. Ci sarà un cambiamento nel modello di governance del Paese”, ha sostenuto Miranda, del Partito dei Verdi. Duque non potrà candidarsi l’anno prossimo, ma il malcontento della popolazione potrebbe danneggiare il suo partito e ridurre la sua base elettorale. “Ciò che sta accadendo, con le proteste, non è positivo nè per il governo, né per il suo partito, né per il suo destino elettorale nel 2022”, ha osservato l’analista Sergio Guzman, di Colombia Risk Analysis.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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