Blinken a Kiev, USA e Ucraina uniti contro la “minaccia russa”

Pubblicato il 7 maggio 2021 alle 9:24 in Russia USA e Canada Ucraina

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Il segretario di Stato degli USA, Anthony Blinken, ha incontrato, giovedì 6 maggio, il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, a Kiev. I due funzionari hanno discusso della sicurezza nel Donbass e nelle aree del Mar Nero e Mar d’Azov, del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2 e delle riforme da attuare in Ucraina per favorire l’ingresso alla NATO.

Come era stato annunciato dalla stampa internazionale prima dell’arrivo di Blinken, quella della sicurezza è stata una delle questioni principali che i leader hanno affrontato. Zelensky ha ringraziato gli Stati Uniti per il sostegno offerto durante l’escalation del conflitto nell’Est dell’Ucraina, nel Donbass, quando la Russia ha dispiegato circa 100.000 militari lungo la linea di contatto. Blinken ha reso noto che le truppe russe che stazionano lungo il confine con l’Ucraina dell’Est sono ancora copiose nonostante sia stato annunciato, il 22 aprile, il ritiro dei soldati. Zelensky, in accordo con il funzionario statunitense, ha riferito che l’intelligence ucraina, la SBU, monitora costantemente la situazione nell’area di crisi e ha reso noto che 3.500 militari hanno lasciato il territorio della Crimea. Tuttavia, nelle altre zone lungo il confine, non è stata registrata alcuna diminuzione della presenza russa.

È importante ricordare che, a partire dall’ultima settimana di marzo, la Federazione ha iniziato a trasferire il proprio arsenale militare e le proprie truppe lungo il confine dell’Ucraina dell’Est. In risposta, Kiev ha denunciato una potenziale provocazione russa nella regione di conflitto. Per il Cremlino, tale gesto è legittimo perché finalizzato a proteggere le linee di frontiera russe. Dall’altra parte, l’intelligence ucraina, l’SBU, sostiene che le truppe moscovite avrebbero l’obiettivo prendere il controllo sulle autoproclamate Repubbliche Lugansk e Donetsk, servendosi del pretesto di proteggere i residenti russi nella zona. Nonostante ciò, il 22 aprile, la Russia ha sorpreso la comunità internazionale e ha annunciato il ritiro delle truppe lungo la linea di contatto con l’Ucraina dell’Est.

Le parti hanno altresì affrontato la questione della sicurezza nelle aree marittime del Mar d’Azov e del Mar Nero. Secondo quanto riferito dalla stampa russa, Zelensky e Blinken hanno concordato su un progetto congiunto per i suddetti territori marittimi. Nonostante ciò, Zelensky ha annunciato che non avrebbe rivelato nulla prima di sottoscrivere un accordo bilaterale USA-Ucraina. In tale contesto, è importante ricordare che, il giorno precedente, il 5 maggio, il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, aveva affermato che il nuovo dispiegamento della flotta russa nel Mar d’Azov rappresentava una “grande minaccia” per la sicurezza dell’Ucraina.

Nel corso del vertice, i due leader hanno discusso “dell’occupazione russa” dei territori ucraini, soprattutto la Crimea. Entrambi hanno rinnovato il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale di Kiev, sottolineando l’illegalità del referendum che, il 16 marzo 2014, si è tenuto in Crimea per l’annessione alla Russia.

La Crimea è diventata una regione russa a seguito di un referendum in cui il 96,77% degli elettori della Repubblica e il 95,6% degli abitanti di Sebastopoli votò per l’annessione alla Russia. Il referendum si è tenuto un mese dopo il colpo di stato che ha avuto luogo in Ucraina, il quale ha innescato un conflitto armato interno nel Sud-Est del Paese. Mosca ha ribadito più volte che gli abitanti della penisola hanno votato nel pieno rispetto del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite e hanno fatto “una scelta consapevole a favore della Russia”. L’Ucraina, dal canto suo, considera la Crimea territorio ucraino temporaneamente occupato. In seguito all’annessione illegale della Repubblica, Kiev portò Mosca davanti alla Corte Europea dei diritti dell’Uomo (CEDU). Nella sentenza europea, emessa il 14 gennaio, si attribuiva alla Federazione Russa la responsabilità per le violazioni dei diritti umani in Crimea. Nel conflitto, sono state riportate quasi 13.000 vittime.

Per quanto riguarda il contestato gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2, Zelensky ha definito la questione “estremamente delicata per l’Ucraina”, aggiungendo che, sebbene la posizione del blocco europeo differisca da quella di Kiev, gli Stati Uniti e l’Ucraina si trovano, anche in questo caso, su un fronte comune.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti esistenti al mondo. Passando attraverso il Mar Baltico, viene utilizzato per trasportare il gas dalla Russia all’Europa.  Sono numerosi gli Stati a contestare il progetto, in particolare Polonia, Ucraina e Stati baltici, ovvero i Paesi direttamente interessati al transito di gas russo attraverso i loro territori. Questi ultimi temono di perdere le entrate derivanti dai diritti di transito del gas russo a causa del collegamento diretto istituito tra Mosca e Berlino dal Nord Stream 2. Tra i principali oppositori ci sono anche gli Stati Uniti, che hanno definito  il Nord Stream 2 come un “cattivo affare” per l’Europa perché non farebbe altro che incrementare l’influenza russa sul blocco. Un altro fattore che spiega i numerosi tentativi degli USA di interrompere il progetto è legato agli interessi riguardanti il Gas Naturale Liquefatto (GNL). Washington sperava di poter penetrare nel mercato europeo con il proprio GNL, sostituendo così il gas di Mosca. Tuttavia, nonostante il GNL possa essere meno inquinante rispetto al normale gas, il prezzo non è tanto competitivo quanto quello del gas russo. Pertanto, gli USA non sono riusciti a prendere il posto della Federazione. Gli strumenti maggiormente utilizzati dalla Casa Bianca per ribadire l’opposizione al progetto sono le sanzioni economiche, imposte, a partire dal 21 dicembre 2019, al fine di bloccare la realizzazione del Nord Stream 2.

Infine, un’altra questione che, nell’ultimo periodo, ha assunto un’importanza principe è quella dell’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza Atlantica, che è stata ampliamente discussa nel corso del vertice ucraino-statunitense. Gli USA hanno rinnovato il loro sostegno all’ingresso di Kiev nella NATO, ribadendo, però, che il Paese deve attuare una serie di riforme interne che permetteranno di consolidare le istituzioni democratiche e rafforzare lo stato di diritto in Ucraina. Questi, secondo la NATO, sono fattori che permetteranno all’Ucraina di far sì che il suo sistema di Difesa sia conforme agli standard imposti dall’Alleanza Atlantica.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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