Russia-Turchia: colloqui telefonici tra Putin ed Erdogan

Pubblicato il 6 maggio 2021 alle 11:43 in Russia Turchia

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Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha tenuto, mercoledì 5 maggio, colloqui telefonici con l’omologo turco, Recep Tayyip Erdogan. I due leader hanno discusso del conflitto in Siria e del ruolo centrale svolto da Mosca e Ankara per la stabilizzazione del conflitto nel territorio. È stata anche affrontata la guerra civile in Libia.

Secondo quanto riportato dall’ufficio stampa del Cremlino, nel corso della conversazione è stato posto l’accento sul carattere costruttivo della cooperazione turco-russa per la normalizzazione del conflitto in Siria. I capi di Stato dei due Paesi hanno altresì ricordato l’importanza del Comitato costituzionale, istituito al fine di promuovere il dialogo inter-siriano tra le parti coinvolte nel conflitto. Erdogan e Putin hanno poi rinnovato il loro impegno per la lotta ai gruppi terroristici che continuano a destabilizzare il Paese.

È importante ricordare che, il 15 marzo del 2011, il governo siriano, legato al presidente Bashar al-Assad, ha assistito a una serie di proteste senza precedenti a favore sia della democratizzazione del Paese sia della fine del regime di Assad. Gli scontri si sono successivamente acuiti e, a partire da settembre 2011, si sono tramutati in una vera e propria guerra civile. Da una parte, si trova il governo e le forze affiliate a Bashar al-Assad, dall’altra i ribelli. Negli anni sono sorti sempre più movimenti anti-governativi, alcuni dei quali si sono radicalizzati in gruppi di fondamentalisti islamici sunniti. Tra gli i Paesi intervenuti nel conflitto, la Russia si è collocata sul fronte filogovernativo, a partire dal 30 settembre 2015, offrendo supporto al governo di Assad sia a livello economico che militare. Dall’altra parte, la Turchia si è posta al fianco dei gruppi ribelli. È altresì rilevante ricordare che la presenza russa in Siria non si limita a supportare le forze filogovernative, ma conduce operazioni contro lo Stato Islamico.

Nel corso dei colloqui telefonici del 5 maggio, Putin ed Erdogan hanno anche discusso della guerra civile in Libia, affermando di sostenere gli sforzi del Governo di Unità Nazionale il cui premier ad interim, Abdul Hamid Dbeibah, è stato eletto il 5 febbraio. Tra gli obiettivi del nuovo esecutivo libico, centrale è quello di unificare l’Est e l’Ovest del Paese.

 Prima dell’insediamento del governo di unità nazionale ad interim, in Libia hanno coesistito due esecutivi. Ad Ovest vi era il Governo di Accordo Nazionale (GNA), guidato da Fayez al-Sarraj, e riconosciuto dalle Nazioni Unite, mentre ad Est vi era un governo parallelo legato all’Esercito Nazionale Libico (LNA) di Khalifa Haftar. Le tensioni tra i due schieramenti armati hanno raggiunto il culmine quando, il 4 aprile del 2019, Haftar ha lanciato un attacco alla capitale del Paese, Tripoli. In tale contesto, la Russia ha supportato Haftar mentre la Turchia ha sostenuto Tripoli.

Le relazioni diplomatiche tra Turchia e Russia sono profondamente radicate e sono state ufficializzate dal Trattato del 1992, il quale ha posto le basi ai rapporti bilaterali tra i due Paesi. Nel dicembre 2004, Putin si è recato in visita ufficiale in Turchia. Tale incontro è stato particolarmente importante perché ha rappresentato la prima visita di Mosca in 30 anni. In tale occasione, i leader hanno sottoscritto una Dichiarazione congiunta incentrata sul partenariato multiforme tra la Federazione Russa e la Repubblica di Turchia. Gli anni successivi, l’asse Mosca-Ankara ha sviluppato i rapporti nel campo politico ed economico. Nel periodo tra il 2013 e il 2014, lo scambio commerciale tra i due Paesi è fortemente aumentato, arrivando a oltre 30 miliardi di dollari annui rispetto ai 23 registrati nel 2009. Tuttavia, i rapporti tra Russia e Turchia sono complessi e non sono sempre stati positivi. Uno dei principali punti di frizione tra i due Paesi è la questione siriana. I rapporti si sono freddati quanto, il 24 novembre 2015, un caccia turco ha abbattuto un bombardiere russo che volava nello spazio aereo siriano. Tale evento ha avuto profonde ripercussioni sui rapporti politici ed economici di Mosca e Ankara. Le sanzioni imposte da Putin in risposta all’incidente hanno limitato fortemente l’export e il business turco in Russia e hanno altresì ridimensionato la presenza turistica russa in Turchia. A sette mesi dall’interruzione dei rapporti diplomatici, nel giugno 2016, Erdogan, in un messaggio rivolto alla Federazione Russa, ha affermato di voler normalizzare i rapporti tra i due Paesi e si è scusato per la morte del pilota russo. Il Cremlino ha accolto positivamente le richieste della Turchia e, più tardi, il 29 giugno 2016, i due Paesi hanno avviato un processo per ripristinare gradualmente le relazioni bilaterali. Tale obiettivo è stato sancito a margine del vertice di alto livello tra Putin ed Erdogan che, il 9 agosto 2016, si è tenuto a San Pietroburgo. A partire dal 2016, gli incontri tra i presidenti dei due Paesi sono incrementati di anno in anno, tanto che, nel 2019, il leader turco si è recato in Russia 5 volte.

Parallelamente ai contatti di alto livello, è importante sottolineare che i Ministeri e i Dipartimenti centrali dei due Paesi interagiscono attivamente. Ad esempio, i rappresentanti russi e turchi si incontrano, a cadenza annuale, nel quadro della Commissione mista intergovernativa per il commercio e la cooperazione economica, nonché per il Forum pubblico russo-turco (RTFO). Entrambi i meccanismi sono stati istituiti per coordinare l’attuazione di progetti per la cooperazione politica, commerciale e culturale.

La Turchia è uno dei principali partner economici della Russia. Alla fine del 2018, il volume dell’interscambio commerciale tra Russia e Turchia ammontava a 25,5 miliardi di dollari, di cui 21,3 miliardi rappresentavano solo le esportazioni russe. L’export russo verso la Turchia è principalmente composto da risorse energetiche, metalli e derivati, derrate alimentari e materie prime agricole.

Infine, è opportuno sottolineare che la cooperazione tra Mosca e Ankara si sta anche ampliando al settore energetico. La Russia rappresenta uno dei principali fornitori di gas naturale per la Turchia, coprendo più della metà del suo fabbisogno energetico. Secondo i dati, nel 2018, Mosca ha consegnato 23,96 miliardi di metri cubi di gas al mercato di Ankara.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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