Russia: il Tribunale accetta la causa di Navalny contro il portavoce del Cremlino

Pubblicato il 6 maggio 2021 alle 6:48 in Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Tribunale Presnensky di Mosca ha accolto, mercoledì 5 maggio, la causa che il dissidente russo, Alexey Navalny, ha intentato contro il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Come ha rilevato l’addetta stampa del Tribunale, Lela Kokaya, l’oggetto della controversia è stata la dichiarazione che Peskov ha rilasciato ai giornalisti, nell’ottobre 2020. Il portavoce, in tale occasione, ha accusato il dissidente russo di collaborare con l’intelligence statunitense, la Central Intelligence Agency (CIA). In risposta, Navalny ha chiesto al Tribunale di riconoscere come false le parole pronunciate dal portavoce del Cremlino e di pubblicare una nota sul sito ufficiale dell’Amministrazione che smentisca la veridicità della dichiarazione. Inoltre, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa RIA, la preparazione preliminare per il reclamo è prevista per il 27 maggio. 

La suddetta causa è stata intentata, per la prima volta, il 16 novembre 2020,  ma il Tribunale di Mosca non aveva accolto la controversia, lasciandola cadere per due volte. Il portavoce del Cremlino, dal canto suo, ha rifiutato di commentare la vicenda, secondo quanto riferito dal quotidiano russo Kommersant.

Navalny, mentre si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk a Mosca, il 20 agosto 2020, ha iniziato ad accusare malori, costringendo l’aereo ad un atterraggio d’emergenza ad Omsk, dove è stato trasferito in ospedale. Due giorni dopo, il dissidente è stato portato a Berlino, dove è stato curato nella clinica di Charité della capitale tedesca e ha passato la convalescenza in un villaggio nella Black Forest, in condizioni di massima sicurezza. 

Un laboratorio d’analisi militare tedesco ha determinato che il suo malore era dovuto ad un avvelenamento tramite un agente nervino sviluppato dalla casa russa Novichok. Dopo essere guarito, Navalny ha accusato le autorità russe di essere responsabili dei fatti, avvalorando tale teoria con alcune prove incriminanti. Tali accuse sono state respinte da Mosca, che si è rifiutata di aprire un’indagine criminale rispetto all’episodio.

Dopo la sua permanenza di 5 mesi in Germania, il 17 gennaio 2020 ha fatto ritorno nella capitale russa. Le autorità di Mosca hanno dirottato il volo in cui si trovava il dissidente, facendolo atterrare in un altro aeroporto, lo Sheremetyevo, dove è stato arrestato subito dopo. A distanza di breve tempo, il 2 febbraio, il Tribunale distrettuale di Simonovsky ha condannato Navalny a 3 anni e 5 mesi di lavori forzati per appropriazione indebita nell’ambito del processo Yves Rocher del 2014. Tuttavia, la giudice che ha presieduto l’udienza, Natalya Repnikova, ha deciso di ridurre la pena che il dissidente trascorrerà nella colonia penale a 2 anni e 3 mesi poiché l’imputato aveva già scontato un anno di detenzione domiciliare. Successivamente, il 28 febbraio, Navalny è stato trasferito dal carcere giudiziario di Mosca, Matrosskaya Tishina, in una colonia penale del Servizio Penitenziario Federale russo, situata nella regione di Vladimir, a 200 km dalla capitale.

Il 19 aprile, Navalny è stato trasferito all’ospedale penitenziario IK-3 della regione di Vladimir, a 200 km da Mosca, dopo che, il 18 aprile, la sua portavoce , Kira Yarmish, ha reso nota la criticità delle sue condizioni di salute, affermando che la vita di Navalny è appesa a un filo. I medici del dissidente, ai quali non è consentito visitarlo, hanno riferito di essere estremamente allarmati perché Navalny ha perso 50 kg e rischia di avere un arresto cardiaco. Le condizioni di salute dell’oppositore sono peggiorate dal 31 marzo, data in cui ha avuto inizio il suo sciopero della fame per protestare contro le mancate cure mediche della struttura penitenziaria. Dall’altra parte, la colonia penale russa continua a negare la gravità della situazione e a definire “soddisfacenti” le condizioni dell’oppositore.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.