Pescherecci francesi protestano nella Manica: tensioni tra Londra e Parigi

Pubblicato il 6 maggio 2021 alle 15:59 in Francia UK

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Nelle acque della Manica si è consumata, nella mattinata di giovedì 6 maggio, un’escalation tra Regno Unito e Francia per via di una controversia sui diritti di pesca innescata dallo scenario post-Brexit. Il governo di Londra ha inviato due motovedette della Royal Navy, Severn e Tamar, per pattugliare l’area di fronte all’isola di Jersey, dipendenza della Corona nel Canale, in modo da impedire il tentativo di blocco ingaggiato da decine di pescherecci francesi. Questi ultimi sono indignati per le restrizioni imposte dal governo locale di Jersey, che si sta rifiutando di consentire l’accesso a molti di loro nelle proprie acque di pesca, sullo sfondo di un’interpretazione restrittiva dell’accordo quadro sul post-Brexit. Come risposta alla mossa britannica, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha deciso di spedire due motovedette della flotta di Parigi nell’area.

Secondo i dati sul traffico marittimo, oltre 60 imbarcazioni, registrate come francesi, si sono radunate questa mattina davanti al porto principale di Jersey, Saint-Hélier, per protestare. Alcuni pescherecci sono riusciti anche ad entrare nel porto. Il Regno Unito ha detto di aver inviato le sue due navi da guerra per “monitorare la situazione” nelle acque che circondano l’isola, autonoma ma forte della tutela di Londra. “Il Regno Unito garantisce un sostegno senza equivoci all’isola di Jersey, nella sfida in corso con Parigi e con i pescatori della Normandia sulle limitazione d’accesso post Brexit nelle acque circostanti”, ha ribadito il premier britannico, Boris Johnson, durante i colloqui con il chief minister del governo di Jersey, John Le Fondre, il vice, Lyndon Farnham, e il ministro degli Esteri, Ian Gorst. 

Da parte sua, la Francia ha dichiarato di non essere “intimidita dalle manovre britanniche al largo di Jersey”. Queste le parole del segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune, il quale ha altresì riferito di aver parlato con il suo omologo britannico, David Frost, e di aver sottolineato di “non voler alimentare le tensioni, ma di pretendere un’applicazione rapida e completa dell’accordo post-Brexit sulla pesca”. Parigi, tuttavia, non ha fornito dettagli sull’invio delle sue navi militari nelle acque al largo del Jersey. Secondo il sito web di monitoraggio navale, marinetraffic.com, una delle due, l’Athos, si troverebbe a circa 20 km a sud-est dell’isola e ad almeno 20 km di distanza dalle due navi militari britanniche, che sarebbero stanziate sul lato sud-occidentale di Jersey. L’isola si trova a 14 miglia dalla costa settentrionale francese e circa 85 miglia a Sud dalle coste del Regno Unito.

I disaccordi tra il Regno Unito e la Francia sulla questione dei diritti di pesca dopo la Brexit continuano da settimane ma stanno ora aumentando, con entrambe le parti che inaspriscono la loro retorica. Parigi ha avvertito che potrebbe tagliare l’elettricità all’isola con un blocco navale al porto di Saint-Hélier, una minaccia che il Regno Unito ha descritto come “inaccettabile”. 

La Commissione europea, braccio esecutivo dell’UE, ha chiesto un ritorno della calma, giovedì 6 maggio. Una sua portavoce, citata dall’agenzia di stampa Ansa, ha tuttavia sottolineato che le nuove condizioni stabilite dall’isola, che ha ridotto drasticamente il numero di licenze rilasciate ai pescherecci francesi nelle acque britanniche in mancanza di una serie di documenti richiesti, “non rispettano le disposizioni dell’accordo” post Brexit sulla pesca. “Fino a quando non avremo ricevuto ulteriori giustificazioni dalle autorità britanniche, riteniamo che non debbano essere applicate”, ha aggiunto la portavoce.

La situazione di stallo è arrivata dopo che il governo di Jersey ha dichiarato di aver rilasciato permessi di pesca che includevano nuove condizioni per i titolari di licenza, in conformità con i termini commerciali post-Brexit concordati tra il Regno Unito e l’UE. In base all’intesa firmata tra Londra e Bruxelles, Jersey deve consentire alle navi europee di entrare nelle sue acque. I nuovi permessi di pesca rilasciati dall’isola, tuttavia, hanno scatenato la rabbia degli equipaggi dei pescherecci francesi e del governo di Parigi, secondo il quale i nuovi termini erano stati imposti unilateralmente e senza discussione e secondo il quale le restrizioni imposte ai pescherecci francesi erano ingiuste. I funzionari del governo di Jersey, dal canto loro, hanno affermato che le nuove restrizioni alla pesca sono in linea con gli accordi commerciali post-Brexit ma si sono comunque impegnati a incontrare i rappresentanti dei manifestanti per ascoltare le loro richieste e preoccupazioni.

I colloqui, avvenuti nel pomeriggio, sono stati definiti “positivi” dal ministro degli Esteri di Jersey, Gorst. In seguito alle consultazioni, i pescherecci francesi hanno cominciato a ritirarsi e la protesta ha iniziato a rientrare. I negoziati, ha aggiunto Gorst, stanno permettendo ora di “affrontare nel dettaglio le questioni tecniche” aperte relative all’applicazione del capitolo sulla pesca dell’accordo UE-Regno Unito sul dopo Brexit.

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Chiara Gentili

di Redazione

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