Pechino interrompe il dialogo economico strategico Cina-Australia

Pubblicato il 6 maggio 2021 alle 9:35 in Australia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Cina ha annunciato la sospensione a tempo indefinito di tutte le attività previste dal meccanismo del dialogo economico strategico Cina-Australia, il 6 maggio. Il ministro del Commercio australiano, Dan Tehan, ha commentato la notizia affermando che l’Australia resterà disponibile per organizzare il dialogo e agire a livello ministeriale.

La decisione è stata presa dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme della Cina che ha rilasciato una dichiarazione in merito. Nel testo è stato affermato che, recentemente, basandosi su una “mentalità da guerra fredda” e su pregiudizi ideologici, alcuni individui interni al governo federale dell’Australia hanno promosso una serie di misure che hanno interferito e danneggiato nella cooperazione e negli scambi tra i due Paesi. Sulla base dell’attitudine del governo australiano nei confronti dei legami Cina-Australia, la Commissione nazionale per lo sviluppo e le riforme della Cina ha quindi deciso di interrompere indefinitamente tutte le attività previste dal meccanismo del dialogo economico strategico.

Il dialogo strategico Cina-Australia rientra in una serie di canali di dialogo bilaterali per facilitare la cooperazione tra le parti, soprattutto nel commercio. Il meccanismo era stato inaugurato nel mese di giugno 2014 e a tale evento erano seguiti altri due incontri, rispettivamente nel 2015 e nel 2017.

L’ultima decisione cinese è da inserire in un quadro di progressivo deterioramento delle relazioni commerciali tra la Cina e l’Australia iniziato il 13 febbraio 2020, quando, la Commissione anti-dumping australiana aveva valutato una possibile proroga dei dazi anti-dumping su alcuni prodotti cinesi e aveva avviato indagini sulle loro vendite, giungendo alla decisione finale di prorogare i dazi, il 28 febbraio successivo. A tale episodio sono seguite una serie di altre indagini su prodotti provenienti dalla Cina che si sono concluse con il mantenimento di dazi su più beni cinesi. Da parte sua, dall’11 maggio 2020, la Cina aveva quindi bloccato le importazioni di carne da quattro grandi mattatoi australiani per problemi di etichettatura, provocando un notevole danno al settore. Da allora, Pechino ha bloccato importazioni o scoraggiato l’acquisto di più prodotti australiani come cereali, carbone termico, coke, cotone, legname, alcolici e crostacei.

Lo scorso 16 dicembre, l’Australia aveva quindi richiesto consultazioni formali con la Cina attraverso l’Organizzazione mondiale del commercio (WTO) ma, lo scorso 28 aprile, Pechino le ha respinte.

Parallelamente alle tensioni commerciali, a livello politico, il 21 aprile 2020, il primo ministro australiano, Scott Morrison, aveva richiesto un’indagine indipendente sulle origini della pandemia di coronavirus all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), insieme ad altri leader mondiali, provocando lo scontento della Cina. Oltre a questo, Canberra aveva sospeso l’accordo di estradizione con Hong Kong e aveva esteso i visti per circa 10.000 abitanti della città che si trovano già in Australia, a causa della nuova legge per la sicurezza nazionale imposta da Pechino sull’isola il 30 giugno 2020. L’Australia è poi andata contro a Pechino nel dibattito internazionale sulle questioni relative alle dispute nel Mar Cinese Meridionale e al trattamento delle minoranze etniche, primi fra tutti gli uiguri, nello Xinjiang.

Tale situazione, ha portato Canberra a decidere di revocare la partecipazione dello Stato australiano di Victoria al progetto delle Nuove Vie della Seta, promosso da Pechino a partire dal 2013, in quanto non in linea con la politica estera australiana, il 21 aprile scorso. La Cina aveva risposto annunciando contromisure non specificate. Secondo quanto riferito dal quotidiano cinese Huanqiu il 6 maggio, dopo aver sospeso l’accordo dello Stato di Victoria, alcuni membri del governo australiano potrebbero colpire anche l’accordo di cooperazione strategica dello Stato dell’Australia Occidentale con la Cina, risalente al 2011.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.