India e Regno Unito rafforzano il partenariato commerciale e non solo

Pubblicato il 6 maggio 2021 alle 10:59 in India UK

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Il primo ministro inglese, Boris Johnson, e il suo omologo indiano, Narendra Modi, hanno avuto un incontro online, il 4 maggio, durante il quale hanno concordato di approfondire la cooperazione bilaterale nei settori, commerciale, sanitario, climatico e della difesa.  Le parti hanno poi stabilito un “partenariato commerciale rafforzato” che porrà le basi per un futuro accordo commerciale di libero scambio e con il quale ambiscono a far raddoppiare il valore dell’interscambio bilaterale entro il 2030.

Johnson avrebbe dovuto recarsi in India di persona per condurre una visita commerciale ma la recente ripresa dei contagi di coronavirus nel Paese asiatico hanno indotto il premier inglese a cambiare i propri programmi. A conclusione dell’incontro del 4 maggio, il premier inglese ha affermato che il “partenariato commerciale rafforzato” ha segnato l’inizio di una nuova era nelle relazioni tra Regno Unito e India. Le parti si sono impegnate ad avviare dialoghi preparativi per un accordo di libero scambio, che ambiscono a concludere entro la fine dell’anno in corso.

Secondo quanto dichiarato dal governo inglese, le intese del 4 maggio creeranno 6.500 nuovi posti di lavoro nel solo Regno Unito e scambi commerciali e investimenti per un valore complessivo di un miliardo di sterline, corrispondenti a 1,39 miliardi di dollari. Tra questi, vi sono 240 milioni di sterline che il Serum Institute of India riverserà nel Regno Unito nel settore dei vaccini e nella creazione di un nuovo ufficio commerciale. Altri 446 milioni di sterline sono invece il valore stimato degli accordi per le esportazioni delle aziende inglesi, mentre sono stati previsti investimenti indiani nel Regno unito per 533 milioni di sterline.

L’India e il Regno Unito sono rispettivamente la sesta e la quinta economia mondiale e, per Londra, stringere ulteriori relazioni commerciali con Nuova Delhi sarebbe particolarmente importante, soprattutto alla luce della fase post-Brexit, ovvero dalla sua uscita dall’Unione europea (UE), il 31 dicembre 2020. Al momento, il commercio bilaterale tra le parti  ha un valore di 23 miliardi di sterline annue e genera oltre 500.000 posti di lavoro.

Oltre all’aspetto commerciale, il 4 maggio, India e Regno Unito hanno altresì concordato un patto sulle migrazioni che potrebbe contribuire a ridurre gli attriti tra le parti in merito a tale questione. Da un lato Londra sostiene che vi siano troppi immigrati illegali indiani sul proprio territorio, dall’altro Nuova Delhi sostiene che agli studenti indiani che si recano nel Regno Unito non siano offerte sufficienti opportunità lavorative. Modi e Johnson hanno poi stretto intese anche in materia di cambiamento climatico, tecnologia e nel settore farmaceutico.

Nella fase post-Brexit, Londra sta cercando di rinsaldare la propria posizione nella regione  dell’Indo-Pacifico, alla luce della strategia annunciata dal governo di Johnson il 22 marzo scorso che va sotto il nome di “Global Britain”. Quest’ultima ha delineato quello che sarà il ruolo del Regno Unito nel mondo nei prossimi 10 anni riservando particolare attenzione alla regione dell’Indo-Pacifico e anche alle sfide poste dalla Cina, i cui crescenti potere e fermezza a livello internazionale saranno il principale fattore geopolitico negli anni Venti del secolo in corso, secondo Londra. La Cina è stata poi indicata come la principale minaccia di natura statale alla sicurezza economica del Regno Unito. A tal proposito, Londra ha inviato il gruppo da battaglia della portaerei Queen Elizabeth in viaggio verso il Pacifico per un mese, a partire da maggio 2021, e nell’itinerario è prevista anche una fermata in India.

Quest’ultima è stata una colonia inglese fino al 15 agosto 1947. Da allora, i due Paesi hanno intrattenuto stretti legami. Al momento, Nuova Delhi sta affrontando una grave crisi legata alla rapida diffusione del coronavirus e il Regno Unito è uno tra i Paesi che hanno offerto aiuti in tal senso.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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