Ucraina:  il trasferimento della Marina russa nel Mar d’Azov minaccia Kiev

Pubblicato il 5 maggio 2021 alle 11:15 in Russia Ucraina

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Il ministro degli Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha affermato, mercoledì 5 maggio, che il nuovo dispiegamento della flotta russa nel Mar d’Azov rappresenta una “grande minaccia” per la sicurezza dell’Ucraina.

Durante un’intervista, rilasciata alla stazione ucraina Radio Liberty, Kuleba ha riferito che il trasferimento della Marina russa dal Mar Caspio al Mar d’Azov è preoccupante perché si teme che Mosca intenda “prendere il controllo” del territorio marittimo. Poco dopo, Kuleba ha affermato che, in alcuni casi, la diplomazia non può fermare l’uso della forza ed è per questo che il Paese prevede di avviare un programma di ammodernamento e ristrutturazione della Marina. Si ricorda che, recentemente, l’8 aprile, la Russia aveva riferito che la flotta del Mar Caspio sarebbe stata trasferita dalla base navale di Machačkala a quella del Mar Nero.

È importante sottolineare che, in precedenza, il 17 aprile, la Russia aveva annunciato il blocco di alcuni tratti territoriali russi del Mar Nero con lo scopo di ridurre le tensioni nel Donbass. Le limitazioni di navigazione sono iniziate il 24 aprile e termineranno il 31 ottobre. Nello specifico, le sezioni che non saranno più accessibili alle imbarcazioni straniere sono tre. La prima riguarda il tratto marittimo della costa crimeana, che si estende da Sebastopoli a Gurzuf. La seconda fa riferimento all’area al largo della penisola di Kerch, non lontano dalla riserva naturale di Opuksky. Infine, la terza è la sezione marittima vicino all’estremo Occidentale della Crimea. Gli Stati Uniti, il 20 aprile, hanno definito “pericolosa” l’intenzione di Mosca di bloccare il traffico marittimo alle navi straniere in determinate aree del Mar Nero. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli USA, Ned Price, ha dichiarato che tale mossa rappresenta “l’ennesima escalation che conferma la volontà russa di destabilizzare l’Ucraina”.

È altrettanto rilevante ricordare che Mosca ha deciso di limitare il traffico marittimo a ridosso di due eventi significativi. Il primo fa riferimento all’esercitazione NATO e statunitensi, la Defender Europe 2021 (DE 21), la quale ha avuto inizio il 3 aprile e si concluderà a fine giugno. La mobilitazione degli USA, definita come la più grande a guida americana, coinvolgerà le truppe di 27 Stati, sia europei sia non europei. Le esercitazioni si svolgeranno su larga scala, coinvolgendo i territori dei Paesi baltici, quelli del Nord Africa, e passando per i Balcani. Secondo le stime, saranno circa 28.000 i militari a stazionare sul territorio di 16 Paesi europei.

Il secondo motivo è legato, invece, al fatto che gli Stati Uniti, il 9 aprile, avevano dichiarato di voler trasferire due navi da guerra nelle acque del Mar Nero come risposta al dispiegamento militare russo in Crimea. La sera del 9 aprile, Ankara aveva informato Mosca che, la settimana dal 12 al 18 aprile, Washington avrebbe inviato due navi da guerra che sarebbero rimaste nel Mar Nero fino al 4 maggio. Il Cremlino non aveva accolto positivamente la notizia, affermando che tale azione “avrebbe potuto aggravare ulteriormente la situazione nel Donbass”. Nonostante ciò, il 15 aprile, sulla base delle disposizioni della convenzione di Montreaux che regolano il traffico marittimo nel Mar Nero, Washington ha annullato l’ingresso delle due navi da guerra, Donald Cook e Roosvelt, nel Mar Nero.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione