Turchia-Arabia Saudita: colloqui telefonici per rilanciare le relazioni bilaterali

Pubblicato il 5 maggio 2021 alle 18:00 in Arabia Saudita Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha tenuto, martedì 4 maggio, un colloquio telefonico con il re saudita, Salman bin Abdulaziz al Saud, con l’obiettivo di rilanciare la cooperazione bilaterale dopo anni di tensioni.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Al Jazeera, i leader di Turchia e Arabia Saudita, durante la conversazione telefonica, hanno valutato questioni di interesse per entrambi i Paesi al fine di comprendere in quali modalità promuovere la cooperazione bilaterale. Secondo gli osservatori internazionali, questo rappresenterebbe un tentativo della Turchia di risanare i rapporti con l’Arabia Saudita dopo che si sono deteriorati a causa dell’omicidio del giornalista saudita, Jamal Khashoggi, avvenuto il 2 ottobre 2018. L’uomo, dopo essere entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul, in Turchia, sarebbe stato ucciso da una squadra saudita presso il consolato, secondo quanto riferito da Al Jazeera.

È rilevante menzionare che, nel 2020, l’Arabia Saudita ha imposto un embargo non ufficiale sulle merci turche nel Paese, scatenando proteste da parte di Ankara. Una prima distensione dei rapporti tra i due Paesi è avvenuta, il 16 marzo 2020, in occasione del G20, che è stato presieduto dall’Arabia Saudita. Tuttavia, è importante sottolineare che, il 5 gennaio 2020, la dichiarazione saudita ha posto fine all’embargo di oltre tre anni nei confronti del Qatar da parte del cosiddetto “quartetto arabo”, formato da Arabia Saudita, Bahrein, Emirati ed Egitto. A seguito di tale occasione, Ankara e Riad hanno intrapreso un percorso di riavvicinamento.

È importante ricordare che, in passato, la Turchia e l’Arabia Saudita erano legate da relazioni bilaterali stabili. Tra i fattori che hanno maggiormente contribuito a freddare i rapporti bilaterali, centrale è stato il ruolo svolto dal supporto che l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti hanno dato alle proteste popolari e al colpo di stato militare che, nel 2013, ha rimosso in Egitto il governo appoggiato dalla Fratellanza Musulmana. La Turchia, in tale contesto, ha preso le parti opposte. Le tensioni tra i Paesi si sono poi acuite quando, nel 2017, l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Bahrein e l’Egitto – anche noti come “quartetto arabo” – hanno deciso di interrompere i rapporti con il Qatar, alleato storico della Turchia. Le cause scatenanti sono state le accuse mosse al Qatar per aver finanziato il terrorismo e per aver supportato gruppi islamici considerati illegali, tra questi, ad esempio, rientra la Fratellanza Musulmana, nonché per i suoi legami con l’Iran. Inoltre, i rapporti tra Emirati Arabi Uniti e Turchia si sono ulteriormente deteriorati anche per via del conflitto libico, dove i due Paesi supportano fazioni opposte. Il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, presieduto dal premier Fayez al-Sarraj, è sostenuto da Turchia, Italia e Qatar. Al contrario, dalla parte del comandante Khalifa Haftar, invece, uomo forte del governo di Tobruk, sono schierate Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Russia, Giordania e Francia. 

La conversazione telefonica del 4 maggio è giunta un giorno prima dell’incontro di alto livello tra la Turchia e l’Egitto. Si tratterebbe, a detta della stampa internazionale, di una concreta dimostrazione della volontà di Ankara a riconciliarsi e ad interagire positivamente con un’altra potenza araba alleata agli Stati Uniti. In tale contesto, è importante sottolineare che, il 12 marzo, il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha dichiarato che Ankara e Il Cairo hanno ristabilito i contatti diplomatici che erano stati interrotti nel 2013. Nonostante ciò, l’Egitto non sembrerebbe essere tanto entusiasta quanto la Turchia, come hanno dimostrato le dichiarazioni rilasciate dal ministro degli Affari Esteri egiziano, Sameh Shoukry, il 14 marzo. “Le parole non sono sufficienti, devono essere seguite da fatti concreti”, queste le parole che Shoukry ha pronunciato in tale data.  

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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