Siria: attacco missilistico di Israele nel Nord-Ovest

Pubblicato il 5 maggio 2021 alle 9:21 in Israele Siria

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Le forze di difesa aerea della Siria hanno intercettato un attacco aereo missilistico di Israele contro varie aree situate nel Nord-Ovest della Siria, tra cui la città portuale di Latakia, situata sul Mediterraneo, a circa 25km dalla base militare russa di Hmeimim, il 5 maggio. Uno tra i missili israeliani ha colpito una fabbrica di plastica a Latakia e ha causato un morto e 6 feriti.

I media di Stato siriani hanno riferito che l’attacco è avvenuto prima dell’alba, a partire dalle 02:00, ora locale, e ha colpito la città di Latakia, la vicina cittadina di Hifa e quella di Masyaf, nel governatorato di Hama. L’Esercito siriano ha dichiarato di essere riuscito ad intercettare i missili israeliani e ad abbatterne alcuni. Secondo quanto riferito da Reuters, poi, un miliare disertore ha affermato che il raid israeliano avrebbe colpito anche più aree nella città di Jabla, nella provincia di Latakia, una roccaforte per la minoranza alauiti a cui appartiene il presidente siriano, Bashar Al-Assad, e che dominerebbe l’esercito e le forze di sicurezza siriane. Assad, in particolare, proviene dal villaggio di Qerdaha, situato a 28km a Sud-Est da Latakia.

Al momento, l’Esercito israeliano non ha commentato i fatti. Come ricordato da Al-Jazeera English, è raro che Israele riconosca raid o attacchi singoli ma, secondo fonti di intelligence occidentali, nell’ultimo periodo, il Paese avrebbe potenziato la cosiddetta “guerra ombra” contro obiettivi legati all’Iran presenti in Siria. In particolare, i raid israeliani servirebbero a colpire sia strutture quali centri di ricerca per lo sviluppo di armi, sia convogli militari che trasportano missili dal Libano alla Siria. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani (SOHR) con sede a Londra, negli ultimi mesi, gli attacchi israeliani contro la Siria avrebbero già ucciso decine di uomini delle forze governative e combattenti loro alleati.

In Siria, le milizie sciite libanesi di Hezbollah sostenute dall’Iran, controllano ampie aree nelle aree orientali, meridionali e Nord-occidentali del Paese, le zone di frontiera tra Siria e Libano, così come vari sobborghi intorno a Damasco. Hezbollah è stato creato nel 1982 come movimento di resistenza contro l’allora occupazione israeliana del Libano meridionale. Nel tempo, è diventato anche un partito politico locale e un’organizzazione paramilitare sciita, il cui nome in arabo significa “il Partito di Dio”.  Israele e gli Stati Uniti considerano Hezbollah un’organizzazione terroristica e, per il primo, il gruppo rappresenta la più grande minaccia proveniente dall’esterno dei confini nazionali. Nel 2006 le forze israeliane e Hezbollah hanno combattuto una battaglia di 34 giorni, nella quale sono morte 1.200 persone in Libano e 158 a Israele.

Nel contesto del conflitto siriano, i militanti di Hezbollah appoggiano le forze del presidente siriano, Bashar Al-Assad, con il sostegno di Teheran. Dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, con l’obiettivo di porre fine alla presenza militare dell’Iran nel Paese.

In Siria è in corso una guerra civile iniziata il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione aveva iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. Con l’intensificarsi degli scontri, negli anni, tra i gruppi ribelli anti-governativi si sono radicalizzati alcuni gruppi di fondamentalisti islamici sunniti che hanno iniziato a lottare per il controllo su alcune aree del Paese. In tale contesto, l’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi di Hezbollah. I ribelli siriani, invece, sono appoggiati dalla Turchia.

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Camilla Canestri

di Redazione

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