Niger: attacco letale nella regione di Tillabéri

Pubblicato il 5 maggio 2021 alle 18:55 in Mali Niger

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La notte tra il 4 e il 5 maggio, almeno 16 soldati nigerini e 4 civili sono stati uccisi in un attacco armato nella città di Banibangou, situata nella regione Nord-occidentale di Tillabéri, al confine con il Mali. 

La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa turca, Anadolu, che cita una pagina Facebook di informazioni sulle operazioni dell’esercito della Nigeria. Secondo la fonte, almeno 200 “banditi” divisi in due gruppi hanno effettuato l’attacco. Il primo si è scontrato con le forze armate e il secondo, invece, si è diretto verso il villaggio. A seguito di “pesanti combattimenti”, sono state riportate numerose vittime e alcuni soldati nigerini sono scomparsi, ma non è stato specificato quanti. La stampa turca è stata la prima a riportare la notizia. A tale proposito, si sottolinea una particolare attenzione, anche sul fronte umanitario, da parte delle organizzazioni e dei media turchi verso il Niger. 

Si tratta del secondo assalto nella regione nigerina al confine con il Mali, negli ultimi quattro giorni. Il primo maggio, una pattuglia militare nella regione di Tahoua era caduta vittima di un’imboscata letale. La stessa zona era stata teatro di un attacco considerato tra i più letali di quest’anno, effettuato il 21 marzo, che aveva causato la morte di 141 persone. Secondo i funzionari locali, la responsabilità era da attribuire a militanti affiliati allo Stato Islamico. Secondo un rapporto di organizzazioni umanitarie coordinate dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), le violenze del 21 marzo potrebbero essere state una vendetta per una serie di arresti di persone sospettate di appartenere a gruppi armati nella zona. 

A tale proposito, il quotidiano Al-Jazeera English ha sottolineato che, il 2 maggio, il governo del Niger ha reso noto che le forze armate del Paese avevano ucciso 24 “sospetti terroristi” catturati nella regione, che avevano tentato di fuggire. I sospetti stavano progettando un attacco proprio nella città di Banibangou. Tuttavia, l’esercito era stato allertato e, dopo uno scontro armato, 26 individui erano stati arrestati, il 28 aprile. Uno di questi era poi morto a causa delle ferite riportate nel combattimento. Mentre stavano aspettando il trasferimento nella vicina Chinegodar, dove si trova una base militare nigerina, i prigionieri hanno cercato di scappare, durante la notte tra il 29 e il 30 aprile, dopo essere riusciti a disarmare una guardia. “Ignorati i colpi di avvertimento, i 24 prigionieri sono stati feriti a morte e uno di loro è riuscito a scappare”, ha riferito il Ministero della Difesa, aggiungendo che era stata avviata un’inchiesta sull’accaduto. 

La regione occidentale del Niger, al confine con il Mali ed il Burkina Faso, è un’area particolarmente instabile della regione desertica del Sahel. In tale zona, la violenza è cominciata ad aumentare a seguito di un’insurrezione jihadista, nel 2012, durante la quale un gruppo di militanti ha preso il controllo del Nord del Mali, per poi espandersi nei Paesi vicini, soprattutto nei confinanti Burkina Faso e Niger. Oggi, i gruppi armati attivi nella regione sono affiliati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. La loro presenza ha alimentato i conflitti etnici e religiosi già presenti, causando migliaia di decessi e costringendo milioni di persone ad abbandonare le loro case. Nello specifico, gli attacchi nel Niger occidentale sono cresciuti in modo drastico nei primi 4 mesi del 2021, causando la morte di oltre 300 persone dall’inizio dell’anno.

Nella regione è attivo lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), un’organizzazione militante islamista affiliata allo Stato Islamico dal 2015, nata da una divisione interna all’organizzazione nota come al-Mourabitoun, “le Sentinelle”, un violento gruppo terroristico jihadista dell’Africa occidentale. Questo gruppo, a sua volta, è stato formato da una fusione, nel 2013, tra il battaglione al-Mulathamun, “gli Uomini Mascherati” e il Movimento per l’Unità e la Jihad in Africa occidentale. Entrambe le organizzazioni erano derivate da Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM). Nel dicembre 2015, al-Mourabitoun si è fusa di nuovo con AQIM, a seguito di un attacco congiunto all’hotel Radisson Blu a Bamako, la capitale del Mali, effettuato il 20 novembre 2015 e che ha causato la morte di 20 civili. A maggio dello stesso anno, Adnan Abu Walid al-Sahraoui e i suoi seguaci dello Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS) hanno promesso fedeltà all’ISIS. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.