Il Ministero degli Esteri russo analizza l’ipotesi di disconnessione dal sistema SWIFT

Pubblicato il 4 maggio 2021 alle 8:54 in Russia

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La portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha dichiarato, il 3 maggio, che Mosca sta promuovendo la cooperazione tra il proprio sistema di pagamento mondiale e le controparti straniere, nell’ottica di un’eventuale disconnessione dal sistema di pagamento internazionale SWIFT, il più grande sistema internazionale per il trasferimento di informazioni e l’effettuazione di pagamenti tra banche, il quale coinvolge oltre 11.000 tra le principali organizzazioni in circa 200 Paesi.

Pertanto, al momento, la Russia sta lavorando per minimizzare le perdite in caso di accesso limitato agli strumenti finanziari internazionali, ma considera ancora ipotetico lo scenario di disconnessione da pagamenti interbancari SWIFT. Secondo Zakharova, il Sistema di Messaggistica Finanziaria della Banca Centrale russa (FMS) può essere visto come un esempio di strumenti alternativi. Quest’ultimo è già in uso dal 2014, quando gli Stati Uniti hanno iniziato a “minacciare” di estromette Mosca dal sistema SWIFT a seguito dell’annessione della Crimea, costituendo un canale alternativo di messaggistica finanziaria elettronica, spesso definito analogo al sistema SWIFT, e ha la funzione di garantire la trasmissione ininterrotta di messaggi finanziari all’interno del Paese. L’FMS è ora in discussione per essere accostato a sistemi analoghi stranieri, tra cui i cinesi CUP e CIPS, la SEPA europea, e il SEPAM iraniano.

Il Ministero degli Esteri russo ha poi sottolineato che la cooperazione tra il sistema di pagamento mondiale di Mosca e le controparti straniere è in continua crescita, come si può notare dalla carta cinese Unionpay, la giapponese JCB e la Maestro internazionale, le quali funzionano sia nella Federazione sia all’estero. Tuttavia, a detta di Zakharova, è troppo presto per parlare di un calendario specifico per il completamento di uno strumento nazionale nel settore delle operazioni di pagamento e della sua promozione sui mercati internazionali, in quanto si tratta di un processo a lungo termine che richiede tempo.

Parallelamente, però, Mosca sta studiando attivamente le possibilità offerte dalle moderne tecnologie digitali e il loro potenziale di utilizzo per aumentare la stabilità e l’indipendenza del sistema finanziario nazionale e dei mezzi di pagamento. A tal proposito, la portavoce russa ha osservato che le valute digitali potrebbero costituire la fondazione di un sistema finanziario internazionale rinnovato, ed essere alla base di operazioni di regolamento transfrontaliero. La Banca Centrale russa ha riferito di star valutando la possibilità di emettere un rublo digitale il 13 ottobre 2020. Tale concetto dovrebbe essere presentato al pubblico già nell’aprile 2021. La discussione pubblica avrà luogo a giugno e un prototipo sarà sviluppato a dicembre. Il rublo digitale è una forma aggiuntiva della moneta nazionale, e avrà caratteristiche combinate di rubli in contanti e non, conservandone lo stesso valore. Come i soldi in liquidità, sarà possibile utilizzare la moneta virtuale offline, senza accesso a Internet. In aggiunta però, data la sua natura digitale, sarà consentito l’utilizzo del nuovo rublo per gli acquisti online, così come avviene con i mezzi di pagamento senza contanti. Tutti gli agenti economici, compresi gli individui, le imprese, i partecipanti ai mercati finanziari e il Governo, avranno accesso al rublo digitale. La valuta svolgerà tutte e tre le funzioni del denaro: fungerà da mezzo di pagamento, misura del valore e riserva.

La discussione sull’autonomia dal sistema internazionale SWIFT, in Russia, è diventata un punto centrale delle politiche del Cremlino soprattutto in seguito all’annessione della Crimea nel 2014, quando sono iniziate le prime minacce da parte di Washington di estromissione dal sistema. Di recente, la volontà di Mosca di valutare ipotesi alternative potrebbe essere dettata dall’eventualità di essere colpita da sanzioni statunitensi ancora più severe. In aggiunta, lo scorso 29 aprile, il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulla Federazione Russa in cui è stato richiesto lo scollegamento del Paese da SWIFT in caso di “invasione dell’Ucraina”.

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Mariela Langone

di Redazione

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