L’Egitto è pronto ad acquistare 30 jet Rafale dalla Francia

Pubblicato il 4 maggio 2021 alle 9:45 in Egitto Francia

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Il 4 maggio, il Ministero della Difesa egiziano ha confermato che la Francia e l’Egitto hanno concluso un accordo per la vendita di 30 aerei da caccia multiruolo di tipo Rafale prodotti dall’azienda francese Dassault Aviation. L’acquisto sarà finanziato con un prestito che l’Egitto ripagherà in almeno dieci anni, tuttavia il dicastero egiziano non ha rivelato quali saranno i costi della transazione.

Nel riportare la notizia, l’agenzia di stampa Reuters ha citato un sito internet investigativo chiamato Disclose, secondo il quale il valore della vendita dei Rafale potrebbe essere pari a 3,75 miliardi di euro.  Il finanziamento di tale somma sarebbe garantito per l’85% dallo Stato francese insieme alle banche BNP Paribas SA, Credit Agricole, Societe Generale e CIC. Sulla base di documenti riservati a cui ha avuto accesso, la stessa fonte ha poi affermato che Parigi e Il Cairo avessero già concluso un’intesa alla fine del mese di aprile 2021 che potrebbe essere quindi firmata ufficialmente il 4 maggio, quando una delegazione egiziana si recherà in Francia. Oltre ai Rafale, poi, la stessa intesa potrebbe coprire anche contratti di vendita dal valore di 200 milioni di euro che coinvolgono del consorzio europeo produttore di missili MBDA e il fornitore di equipaggiamenti francese Safran Electronics & Defense. Una fonte interna al governo francese avrebbe rivelato che “presto” potrebbe essere fatto un annuncio ufficiale riguardante l’intesa. Tuttavia, al momento, non sono trapelati altri commenti ufficiali da parte francese.

L’accordo potrebbe rappresentare un ulteriore passo importante per gli aerei da caccia di tipo Rafale nel 2021, dopo che, il 25 gennaio scorso, già la Grecia aveva firmato un accordo con la Francia per finalizzare la vendita di 18 velivoli dello stesso tipo. In tal caso, l’accordo aveva avuto un valore di 2,5 miliardi di euro ed era stato siglato ad Atene. Oltre alla Grecia, poi, la Francia ha venduto jet Rafale anche al Qatar e all’India. La direttrice di Human Rights Watch in Francia, Benedicte Jeannerod, ha denunciato l’intesa annunciata il 4 maggio e stretta dalla Francia con il governo del presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi. Jeannerod ha affermato: “Firmando il mega-contratto con il governo di Al-Sisi mentre questo preside in Egitto alla peggior repressione degli ultimi decenni, allo sradicamento della comunità a sostegno dei diritti umani e al compimento di gravi violazioni, usando il pretesto della lotta al terrorismo, la Francia sta solamente incoraggiando tale spietata repressione”.

Lo scorso dicembre, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva affermato che la vendita di armi francesi all’Egitto non sarebbe stata vincolata a questioni legate ai diritti umani in quanto la Francia non voleva indebolire le capacità del Cairo di combattere il terrorismo nella regione. Tale dichiarazione era costata più critiche a Macron che era stato accusato da varie organizzazioni per i diritti umani di aver “finto di non vedere” le crescenti violazioni dei diritti umani da parte del governo di Al-Sisi. Parigi, dal canto suo, ha risposto affermando di seguire una politica in base alla quale non avanza critiche aperte ai Paesi in materia di diritti umani, in modo da essere più efficiente nella discussione caso per caso in privato. L’Egitto e la Francia hanno coltivato strette relazioni economiche e militari dall’ascesa di Al-Sisi, mosse dall’instabilità in Libia e nella regione e dalla minaccia posta dai gruppi jihadisti in Egitto. Lo scorso 6 dicembre, al Sisi si è recato in visita in Francia dove ha ricevuto da Macron la più alta onorificenza conferita dallo Stato francese, ovvero l’ Ordine nazionale della Legion d’onore.

Tra il 2013 e il 2017, la Francia è stata il principale fornitore di armi dell’Egitto. Tra i contratti di tale periodo ve ne è stato uno per la vendita di 24 aerei da guerra ai quali potevano esserne aggiunti altri 12. Tuttavia, le intese del periodo si sono esaurite, così come anche i negoziati per la vendita di ulteriori Rafale e navi da guerra che si trovavano ad uno stato avanzato. Alcuni diplomatici citati da Reuters hanno affermato che la causa di tali interruzioni sarebbe stata legata a problemi di finanziamento mossi dal timore rispetto alla capacità egiziana di ripagare sul lungo termine prestiti garantiti dallo Stato e non da questioni legate ai diritti umani.

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Camilla Canestri

di Redazione

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