Kirghizistan: status speciale alla regione contesa di Batken

Pubblicato il 4 maggio 2021 alle 11:30 in Kirghizistan Tajikistan

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Il primo ministro del Kirghizistan, Ulukbek Maripov, ha annunciato, martedì 4 maggio, che il territorio di Batken, che è stato teatro del conflitto tra Bishkek e Dushanbe, diventerà una regione a statuto speciale.

Il documento che permetterà alla regione contesa di ricevere lo status speciale è stato sottoscritto, lo stesso 4 maggio, dal premier kirghiso. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS, ora dovrà essere esaminato dal Parlamento, il quale dovrà stabilire se approvarlo o meno. Se la legge verrà ratificata, la regione di Batken riceverà anche una serie di agevolazioni per i residenti. Maripov ha altresì informato i cittadini kirghisi che il Governo del Paese prevede di elaborare una serie di misure che permetteranno di restaurare le abitazioni danneggiate durante il conflitto del 28 e 29 marzo a spese dello Stato. Si tratterebbe di ristrutturare circa 30 abitazioni a Batken e altre 70 nei distretti di Leilek.

Inoltre, nel progetto di legge per conferire lo status speciale alla regione di Batken si propone di incaricare le autorità locali della gestione dell’attività di coordinamento sulla suddivisione territoriale, ma anche sugli enti statali e sugli organi di autogoverno locale. In aggiunta, nel documento si propone di creare un sistema di finanziamento preferenziale per Batken e una procedura speciale per il calcolo del bilancio regionale. Altrettanta importanza è stata associata all’elaborazione di sistemi di investimento preferenziali in linea con un meccanismo semplificato per gli appalti pubblici. Infine, qualora il documento venisse approvato, i residenti della regione riceveranno dei vantaggi nel campo dei servizi offerti dallo Stato o da enti comunali.

È rilevante ricordare che le tensioni tra il Tagikistan e il Kirghizistan si sono acuite il 28 aprile, quando sono iniziati scontri lungo il confine tra la provincia kirghisa di Batken e quella tagika di Sughd a causa di una disputa riguardante l’impianto idrico di Golovnoy, collocato sul fiume Isfara e rivendicato da entrambe le parti. Dapprima, gli abitanti di alcuni villaggi delle due province avevano iniziato a scagliare pietre gli uni contro gli altri. Successivamente, il 29 aprile, le rispettive forze armate si sono unite agli scontri con armi e mortai, e, secondo fonti kirghise, il Tagikistan avrebbe anche schierato un elicottero da guerra di tipo Mi-24.  In totale, sarebbero state circa 150 le persone che hanno partecipato agli scontri da entrambe le parti. 

Kirghizistan e Tagikistan hanno poi concordato un primo cessate il fuoco e il ritiro dei soldati per porre fine alle ostilità. Il primo maggio, la parte kirghisa ha però accusato il Tagikistan di aver continuato a militarizzare il confine e di aver aperto il fuoco contro alcuni veicoli del Kirghizistan. Successivamente, il primo maggio le autorità dei due Paesi hanno concluso un secondo accordo per il cessate il fuoco totale e per il ritiro dei soldati schierati lungo il confine conteso.

A livello materiale, nella parte del Kirghizistan, sarebbe stato distrutto un avamposto delle forze locali e più infrastrutture civili e non sarebbero state date alle fiamme, costringendo 33.388 civili kirghisi, tra i quali ci sarebbero 19.200 minori, ad evacuare l’area. Dal lato tagiko, invece, sarebbero stati riportati danni in seguito al bombardamento di un ponte. Dal punto di vista di vittime e feriti, invece, il Ministero della Salute del Kirghizistan ha affermato di aver subito 33 perdite di cui 30 erano civili e oltre 160 feriti. Da parte tagika i morti sarebbero stati 8, metà tra i quali erano guardie di frontiera.

Il confine tra Kirghizistan e Tagikistan diventa periodicamente teatro di disordini, sin dallo scioglimento dell’ex Unione Sovietica, avvenuto nel 1991. I due Paesi Centro-asiatici condividono 976 chilometri di confine, di cui 451 chilometri non sono chiaramente definiti e, pertanto, spesso diventano oggetto di contesa tra Bishkek e Dushanbe. Il contenzioso si complica in riferimento alle enclave. Ce ne sono otto in Asia centrale e, una di queste è Vorukh. Appartenente al territorio del Tagikistan, l’enclave è collocata nella regione di Batken, in Kirghizistan. Vorukh, che si estende su 130 km quadrati, ospita 35.000 residenti. La suddetta enclave è considerata il luogo più critico dell’Asia centrale. In particolare, sono in corso controversie per il controllo della strada che collega Vorukh al Tagikistan e per il bacino idrico locale.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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