Draghi al G20: in Italia pass d’ingresso per i turisti da maggio

Pubblicato il 4 maggio 2021 alle 19:48 in Europa Italia

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Il 4 maggio, il premier Mario Draghi ha esortato tutti i cittadini stranieri a viaggiare in Italia, affermando che è prevista l’introduzione di pass per l’ingresso a partire dalla metà di maggio, prima di gran parte del resto d’Europa.

Intervenendo a seguito di una riunione dei ministri del Turismo del G20, Draghi ha affermato che è importante fornire regole chiare e semplici per garantire che i viaggiatori possano tornare a spostarsi. Il premier ha dichiarato che l’Unione Europea avrebbe introdotto un pass sanitario entro la metà di giugno, consentendo facilità di spostamento per coloro che sono stati vaccinati, che sono appena risultati negativi o che potevano dimostrare di essersi recentemente ripresi dal COVID-19.

Tuttavia, Draghi ha sottolineato che l’Italia, che genera circa il 13% della sua produzione economica dal turismo, avrà il suo pass verde pronto entro la metà del mese di maggio. “Non aspettiamo fino a metà giugno per il passaggio dell’UE”, ha dichiarato Draghi. “A metà maggio i turisti possono avere il pass italiano”, ha aggiunto. “Quindi è arrivato il momento di prenotare le vacanze in Italia”, ha continuato il premier italiano. I viaggi tra le regioni italiane sono stati rigorosamente limitati per gran parte del 2021 per combattere il nuovo coronavirus. Tuttavia, con il numero di casi in calo, il governo spera di attirare visitatori durante l’estate con i cosiddetti “passaporti vaccinali”.

L’Italia è il presidente del G20 quest’anno e ha presieduto la riunione del 4 maggio dei ministri del Turismo, che hanno esaminato le modalità per riprendersi dai danni causati dal coronavirus. Gli arrivi di turisti internazionali sono diminuiti del 73% a livello globale nel 2020 e quasi 62 milioni di posti di lavoro nel settore dei viaggi e del turismo sono stati persi a livello globale a causa della pandemia, secondo il World Travel and Tourism Council. I ministri del G20 hanno affermato in un comunicato che la ripresa di questo settore è cruciale per la ripresa economica mondiale. Questi hanno poi sottolineato che la crisi sanitaria ha offerto “un’opportunità per ripensare il turismo” e modificarlo in modo sostenibile.

Nella dichiarazione congiunta non si fa riferimento specifico ai passaporti vaccinali, ma solo al sostegno e coordinamento di “iniziative di mobilità internazionale sicura”. I Paesi di tutto il mondo stanno cercando modi in cui le persone possano dimostrare di aver ricevuto vaccinazioni per consentire loro di viaggiare liberamente. Tuttavia, gli aeroporti, le agenzie di frontiera e le compagnie aeree temono che non ci sarà uno standard globale chiaro. In tale contesto, i Paesi del Sud-Europa che dipendono maggiormente dal turismo – come Spagna, Grecia e Portogallo – hanno chiesto con insistenza un rapido lancio del promesso “pass verde digitale” dell’UE, affermando che le loro economie non resisteranno alle perdite causate da un’altra stagione estiva limitata.

La Commissione Europea prevede di utilizzare un sistema centralizzato per la verifica dei pass digitali, che utilizzerà codici QR che possono essere scansionati in un’app per smartphone. Fornirà anche un modello per aiutare i Paesi membri a sviluppare le proprie app, anche se alcuni hanno già preparato le proprie versioni. Il gateway dovrebbe essere lanciato a giugno dopo i test di maggio. Ma gli stati settentrionali del blocco, meno dipendenti dal turismo, avvertono che una soluzione troppo rapida potrebbe essere una forzatura. “È una tempistica aggressiva e richiede cooperazione”, ha affermato Mats Snall, a capo dell’iniziativa svedese sul passaporto vaccinale digitale. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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