Baghdad accusa Ankara di violare la sua sovranità, richiamato l’incaricato d’affari

Pubblicato il 4 maggio 2021 alle 15:53 in Iraq Turchia

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L’Iraq ha richiamato l’incaricato d’affari della Turchia a Baghdad, il 3 maggio, per protestare contro la visita del ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar, ad una base militare turca nel Nord del Paese, nella provincia di Sirnak, dove le armate turche stanno continuando a combattere contro le milizie curde del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), del primo maggio.

Il Ministero degli Affari Esteri dell’Iraq ha rilasciato una dichiarazione in cui ha affermato di aver trasmesso all’incaricato d’affari turco una nota di protesta del governo iracheno per le “continue violazioni della sovranità e dell’inviolabilità del suo territorio e del suo spazio aereo da parte delle forze militari turche”.  Baghdad ha espresso “profondo risentimento e condanna” per la presenza di Akar in territorio iracheno per incontrare forze turche “illegalmente presenti” in loco, senza essersi dapprima coordinato o aver ricevuto approvazione dalle autorità dell’Iraq.

In risposta, la parte turca ha affermato che le proprie operazioni transfrontaliere non siano eseguite in violazione della sovranità dell’Iraq ma come uno sforzo per estirpare i gruppi ribelli. Ankara ha quindi ribadito il proprio rispetto per la sovranità e l’integrità territoriale irachene.

Lo scorso primo maggio il ministro della Difesa turco aveva visitato una base militare turca, nel Nord dell’Iraq insieme al capo di stato maggiore turco, Yasar Guler, e al comandante delle forze di terra di Ankara, Umit Dundar, per supervisionare le operazioni militari contro il gruppo armato del PKK lanciate il precedente 23 aprile.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan è un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda che è attiva anche nel Kurdistan iracheno. Ankara, l’Unione europea (UE) e gli Stati Uniti ritengono il PKK un’organizzazione terroristica. Gli episodi di insorgenza del gruppo in Turchia hanno avuto inizio nel 1984, con l’obiettivo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese e hanno coinvolto anche i territori montuosi dell’Iraq settentrionale. I membri del PKK utilizzano spesso le regioni settentrionali irachene come punto di partenza per poi compiere attentati all’interno dei territori turchi. In particolare, si rifugiano nelle regioni settentrionali di Qandil, Hakurk ed Erbil. La Turchia sostiene che i curdi siano stati responsabili di circa 40.000 morti verificatesi durante gli scontri iniziati più di trenta anni fa.

Per tali ragioni, la Turchia esegue incursioni transfrontaliere e attacchi aerei contro le basi del PKK nel Nord dell’Iraq. A tal proposito, lo scorso 30 aprile, Ankara ha annunciato la creazione di una nuova base militare turca in Iraq nell’area di Metina che è altresì oggetto di due operazioni militari turche contro il PKK, dette Claw-Thunderbolt e  Claw-Lightning. Prima di dare tale notizia, nel corso del 2020, vari funzionari turchi avevano annunciato la volontà del proprio Paese di istituire circa tre basi nei territori iracheni settentrionali e, nello specifico, nelle regioni di Sinat e Haftanin. Tali postazioni si potrebbero aggiungere alle circa dieci basi temporanee situate nei territori iracheni. Baghdad ha più volte protestato contro le attività turche nel proprio territorio con azioni simili a quelle del 3 maggio.

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Camilla Canestri

di Redazione

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