Kazakistan denuncia la Russia per violazioni delle norme dell’UEE

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 6:45 in Kazakistan Russia

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L’Unione Economica Eurasiatica (UEE), capeggiata dalla Federazione Russa, è stata progettata per facilitare il commercio tra gli Stati membri del blocco. Nell’ultimo periodo, l’Unione ha affrontato nuove sfide, soprattutto al confine tra il Kazakistan e la Russia.

Un deputato della Camera bassa del Parlamento del Kazakistan, Azat Sembinov, ha dichiarato, il 28 aprile, di aver ricevuto lamentele da imprenditori del Paese, i quali lo hanno informato del blocco di oltre 300 camion kazaki presso la stazione di frontiera di Syrym, vicino alla città di Oral, nel Nord-ovest del Kazakistan. Secondo Sembinov, il rallentamento potrebbe essere associato al fatto che le autorità russe abbiano deciso, unilateralmente, di imporre controlli molto più rigidi lungo la linea di confine. Tali misure, a detta del funzionario kazako, rappresentano una violazione dei trattati che regolamentano l’UEE.

“L’inasprimento dei controlli alle frontiere all’interno della Unione Economica Eurasiatica impedisce la libera circolazione delle merci, provoca danni finanziari diretti alle imprese e non è conforme al principio di uno spazio economico unico”, ha ribadito Sembinov. Inoltre, il 24 aprile, il Comitato per la Sicurezza Nazionale aveva sottolineato la possibilità che i controlli operati dalla Russia lungo il confine avrebbero potuto subire una stretta per far fronte al crescente aumento del traffico illegale di merci e del contrabbando. Anche se in tale occasione è stato il Kazakistan ad esprimere preoccupazione per le violazioni delle norme UEE, è importante sottolineare che, nel febbraio 2020, le autorità di Nur-Sultan adottarono misure analoghe nei confronti del traffico kirghiso.

Non è la prima volta che i politici kazaki denunciano presunte violazioni di Mosca degli obblighi previsti dall’UEE, come è avvenuto nel dicembre 2020, quando la Russia ha bloccato l’importazione di determinate derrate alimentari. In tale occasione, il viceministro del Commercio e dell’Integrazione del Kazakistan, Zhanel Kushukova, ha riferito che a causa di tali limitazioni il Paese aveva perso oltre 200 milioni di tenge, che corrispondono a 480.000 dollari.

L’Unione Economica Eurasiatica, istituita il primo gennaio 2015, è un gruppo internazionale composto da Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Russia. L’idea, ispirata dall’integrazione tra i Paesi dell’Unione europea, è stata annunciata nell’ottobre 2011 dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che riprese una proposta lanciata originariamente, nel 1994, dal presidente kazako, Nursultan Nazarbaev.

L’UEE è uno spazio comune dotato di controlli doganali che hanno lo scopo di favorire l’integrazione commerciale tra gli Stati membri della Comunità degli Stati Indipendenti. Secondo i dati ufficiali dell’organizzazione, l’UEE si estende su più del 14% della superficie globale e include 184,3 milioni di persone. L’industria energetica gioca un ruolo di importante nell’UEE poiché produce, in totale, il 15% della produzione globale di petrolio, per un valore di 652,1 milioni di tonnellate. Detiene la quota del 19,5% della produzione globale di gas, per una somma di 795,3 milioni di metri cubi e 1287,8 milioni di Kilowatt, che corrisponde al 5% globale. Per quanto riguarda il PIL, l’UEE detiene il 3,2% del PIL mondiale, il 2,2% della produzione industriale globale e il 2,8% degli export mondiali.

Il 18 novembre 2011, i presidenti di Bielorussia, Kazakistan e Russia avevano firmato un accordo che stabiliva l’obiettivo di fondare l’Unione Economica Eurasiatica entro il 2015. L’accordo includeva piani per la futura integrazione e la creazione di una Commissione Economica Eurasiatica, modellata sulla base della Commissione europea, e di uno Spazio Economico Eurasiatico, anch’esso ispirato allo Spazio Economico dell’UE.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione