Incontro Italia-Iraq e attacco a Baghdad

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 15:15 in Iraq Italia

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Il 2 maggio, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha incontrato il suo omologo iracheno, Fuad Hussein, a Roma. Intanto, a Baghdad, due razzi hanno colpito l’aeroporto internazionale, senza causare vittime. 

Almeno due razzi  di tipo Katyusha sono stati lanciati, nella notte tra domenica 2 maggio e lunedì 3 maggio, nel perimetro dell’aeroporto internazionale di Baghdad, secondo quanto hanno riferito le forze armate irachene. Uno dei razzi sarebbe stato intercettato e distrutto. I funzionari della sicurezza hanno aggiunto che un’altra offensiva aveva preso di mira un’area vicino all’aeroporto, poco prima. Tuttavia, non ci sono state segnalazioni di danni o vittime e, per il momento, nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. L’ultimo assalto contro l’aeroporto internazionale di Baghdad, che ospita anche le truppe statunitensi della coalizione contro lo Stato Islamico, si era verificato il 22 aprile.

Intanto, il giorno precedente, il ministro degli Esteri italiano aveva discusso proprio della stabilizzazione dell’Iraq durante un incontro alla Farnesina con il collega iracheno, Fuad Hussein. In tale occasione, Di Maio ha innanzitutto rinnovato le condoglianze per il tragico incendio presso l’ospedale Ibn Al-Khatib di Baghdad e ha poi sottolineato il continuo impegno di Roma a sostegno delle istituzioni e del popolo iracheno, in vista di una piena stabilizzazione del Paese, che è stata definita “cruciale per l’intera regione”. Il ministro ha quindi sottolineato il contributo dell’Italia, nel quadro della coalizione internazionale contro lo Stato Islamico, e ha nuovamente condannato un altro attacco con razzi che si era verificato presso l’aeroporto di Erbil, il 14 aprile. Di Maio ha poi ribadito l’importanza della cooperazione bilaterale tra Roma e Baghdad, ricordando la presenza di imprese italiane nel Paese e l’impegno del proprio Paese in ambito culturale e attraverso la cooperazione allo sviluppo. I due ministri hanno infine passato in rassegna alcuni dei principali temi di interesse regionale, a partire dall’Iran. 

Proprio a seguito di un aumento delle tensioni nella regione, il 18 febbraio, i ministri della Difesa della NATO hanno deciso di ampliare la portata della missione in Iraq, portandola da 500 a 4.000 unità, con il fine di “sostenere l’esercito” iracheno. La notizia è stata riferita lo stesso giorno dal segretario, Jens Stoltenberg. L’Alleanza, già partner della coalizione contro l’ISIS, ha approvato tale operazione l’11 luglio 2018, durante un vertice di Bruxelles, con il fine di addestrare le truppe locali, per stabilizzare il paese e combattere il terrorismo. Il ministro degli Esteri italiano, nel corso di un incontro con Stoltenberg, tenutosi il 26 marzo, nella seconda giornata di lavori a Bruxelles, ha confermato l’impegno dell’Italia in Afghanistan e il ruolo di primo piano in Iraq. A tale proposito, Roma si sarebbe proposta a guida della Missione Nato in Iraq. L’Italia è già a capo della missione NATO in Libano (UNIFIL) e di quella in Kosovo (K-FOR). Inoltre nel corso dell’incontro del 24 marzo, i rappresentanti hanno concordato che l’Alleanza debba fare di più per gestire l’instabilità nel “grande Sud”, inteso come l’area del Medio Oriente e Nord Africa. 

Un report pubblicato dalle Nazioni Unite, nel mese di agosto 2020, indicava la presenza di 10.000 i militanti dell’ISIS ancora attivi in Iraq e in Siria. Questi si sarebbero organizzati in piccole cellule che si spostano tra i due Paesi liberamente, mentre altri avrebbero trovato riparo nel Nord-Est dell’Iraq, nella zona montuosa di Hamrin, da cui starebbero conducendo una “guerra di logoramento” contro le forze di sicurezza irachene. Inoltre, secondo diverse fonti, l’obiettivo dell’organizzazione è minare il governo di Baghdad, attraverso attentati contro forze di sicurezza e gruppi civili che colpiscono anche infrastrutture statali, situate perlopiù in “aree aperte” a Nord della capitale. La presunta sconfitta dello Stato Islamico risale al 9 dicembre 2017, quando, dopo tre anni di combattimenti, il governo iracheno annunciò la vittoria sull’ISIS. In particolare, fu il primo ministro dell’Iraq allora in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. L’inizio della presenza dello Stato Islamico in Iraq risale, invece, al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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