G7: in analisi un meccanismo contro la propaganda russa

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 15:28 in Cina Russia UK

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Il ministro degli Esteri della Gran Bretagna, Dominic Raab, ha proposto, domenica 2 maggio, di creare un meccanismo congiunto tra i Paesi del G7 per contrastare la propaganda russa basata sulla disinformazione e sulla diffusione di notizie false.

Secondo quanto dichiarato da Raab, durante un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa Reuters, la Russia, così come anche la Cina, starebbe tentando di alimentare la sfiducia nei governi Occidentali attraverso la promozione di notizie false durante le elezioni oppure sull’inaffidabilità di alcuni vaccini contro il SarS-CoV-2. Inoltre, il ministro britannico ha sottolineato l’importanza di espandere la cerchia dei Paesi che hanno la stessa visione in merito al sostegno dei diritti umani, della democrazia e del libero scambio. Pertanto, ha concludo Raab, le barriere esistenti tra le Nazioni del G7 e gli altri Stati che la pensano similmente dovrebbero essere abbattute per “creare una rete più ampia di alleati a difesa della democrazia”.

Il gruppo in questione, formato da Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, si riunirà a Londra, dal 3 al 5 maggio, per discutere delle ultime questioni della politica internazionale. I Paesi, durante il suddetto vertice, saranno rappresentati dai ministri degli Esteri di ogni Stato membro. Vale la pena ricordare che il Prodotto Interno Lordo dei 7 Paesi ammonta a circa 40 trilioni di dollari, che rappresenta quasi la metà della quota economica globale.

Dal canto suo, la Russia ha sempre negato di aver diffuso notizie false e di aver interferito durante le elezioni di altri Paesi, sottolineando che le dichiarazioni che riecheggiano dall’Occidente non fanno altro che confermare quanto “l’isteria anti-russa” si stia intensificando. In accordo con Mosca, Pechino ha ribadito che i rappresentanti degli Stati europei e, più in termini generali, Occidentali, per via della loro mentalità post-imperiale, “si sentono in diritto di agire come forze dell’ordine mondiali”. È rilevante sottolineare che Londra ha identificato Mosca come la più grande minaccia alla sua sicurezza, sebbene consideri Pechino la sua più grande sfida a lungo termine dal punto di vista militare, economico e tecnologico.

Nell’ultimo periodo, sono stati numerosi Paesi ad aver espresso preoccupazione per la crescente cooperazione strategica tra la Russia, lo Stato più esteso al mondo a livello territoriale, e la Cina, la principale economia mondiale per il suo ritmo di crescita. In tale contesto, è importante sottolineare che, dal 22 al 23 marzo, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergej Lavrov, si è recato a Pechino per incontrare il suo omologo cinese, Wang Yi. Quest’ultimo ha condannato le accuse che l’Unione Europea ha mosso nei confronti della Russia, definendole “un mero pretesto di ingerenza”. Durante il vertice è stato sottolineato che, nonostante il mutamento della scena internazionale, l’asse sino-russo è sempre più determinato a “sostenere la giustizia internazionale” e i tentativi di ingerenza dell’Europa non ostacoleranno i progressi fatti dalla Cina poiché non potranno sovvertire la tendenza storica. È importante ricordare che l’Unione Europea ha imposto, martedì 22 marzo, misure restrittive a 11 persone e 4 entità responsabili di gravi violazioni e abusi dei diritti umani in Cina, nella Repubblica popolare democratica di Corea, in Libia, in Cecenia, in Sud Sudan e in Eritrea. A margine dei colloqui, il ministro degli affari Esteri cinese ha reso noto che le relazioni sino-russe “si svilupperanno in un formato più ampio e solido”, a prescindere dai mutamenti della scena internazionale. La Cina si è detta pronta, insieme alla Russia, a difendere l’ordine mondiale basato sul diritto internazionale, “ad aderire ai valori umani universali, quali pace, giustizia, democrazia, uguaglianza e libertà” in conformità alla Carta delle Nazioni Unite. Wang Yi ha osservato che la cooperazione tra Mosca e Pechino è fondamentale poiché ha un effetto “stabilizzante” sulla scena globale e regionale. La parte cinese ha esortato tutti i Paesi a rifarsi agli obiettivi e ai principi fondamentali della suddetta Carta e ad attuare il multilateralismo e la democratizzazione delle relazioni internazionali.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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