Colombia: il presidente Duque ritira il progetto di riforma fiscale

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 18:45 in America Latina Colombia

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Il presidente colombiano, Ivan Duque, ha annunciato che ritirerà la proposta di riforma fiscale lanciata dal suo governo in seguito a una serie di violente proteste e all’opposizione di gran parte dei parlamentari. Il capo di Stato, tuttavia, ha ribadito che una modifica al sistema è ancora necessaria per garantire una certa stabilità fiscale.

Le proteste, iniziate il 28 aprile e proseguite anche domenica 2 maggio, nonostante l’annuncio del presidente, hanno provocato disordini sparsi, inclusi episodi di saccheggi e rapine, distruzione dei mezzi pubblici e blocchi stradali in diverse città. Gli scontri con le forze dell’ordine hanno altresì causato alcune vittime, ma il bilancio ufficiale dei decessi legati alle manifestazioni non è ancora noto. “I giovani, le organizzazioni sociali e i cittadini, che si sono mobilitati e hanno visto morti, hanno sconfitto il governo”, ha scritto in un post su Twitter il senatore di sinistra, Ivan Cepeda. “Che il governo non presenti la stessa riforma con degli stratagemmi. I cittadini non accetteranno trucchetti”, ha aggiunto.

I funzionari locali di Cali, dove le manifestazioni sono state più violente, hanno confermato tre vittime. Un decesso si è verificato nella città di Neiva, uno nel comune di Madrid e l’ultimo a Soacha, dove un agente di polizia è rimasto ucciso. L’ufficio del procuratore ha riferito, in una dichiarazione emessa domenica pomeriggio, che stava indagando su 14 morti a livello nazionale. Diversi gruppi per la difesa dei diritti umani hanno denunciato abusi della polizia, specialmente a Cali, e hanno alzato il bilancio delle vittime, affermando che i decessi sarebbero più di 20. Il direttore della polizia nazionale ha affermato che il corpo delle forze dell’ordine fornirà al procuratore tutte le informazioni necessarie alle indagini.

Prima dell’annuncio di domenica, Duque aveva affermato, venerdì 30 aprile, che la legge sarebbe stata rivista per rimuovere alcuni dei suoi punti più controversi, tra cui il livellamento dell’Iva sui consumi e alcuni beni alimentari. Il governo, dal canto suo, insisteva che la proposta non poteva essere ritirata. Tuttavia, dopo le violenze di piazza, è giunto a sorpresa il cambio di rotta del presidente: “Chiedo al Congresso di ritirare la legge proposta del Ministero delle Finanze e di elaborare con urgenza una nuova legge che sia frutto del consenso, al fine di evitare l’incertezza finanziaria”.

Nello specifico, il progetto di riforma fiscale prevedeva l’aumento generale dell’Iva e un incremento delle tasse sui redditi medi. Una misura del genere, che il governo ritiene vitale per stabilizzare le finanze della Colombia, mantenere il suo rating di credito e finanziare i programmi sociali, rimane necessaria, ha sottolineato Duque. “I partiti politici, i funzionari locali, gli imprenditori e la società civile hanno contribuito con idee preziose negli ultimi giorni”, ha affermato il presidente nel suo discorso pubblico, aggiungendo: “C’è consenso sulla necessità di tasse temporanee su imprese e dividendi e su un aumento dell’imposta sul reddito per misure di austerità statali più ricche e approfondite”. “È il momento, per tutti noi, di lavorare insieme senza malizia”, ha concluso.

Mentre la banca centrale ha avvertito che la mancata approvazione della riforma avrà un impatto negativo sull’economia, molti legislatori, sindacati e gruppi della società civile hanno definito il recente ritiro una “vittoria”. Non tutti, però, sono di questa opinione. “Non è sufficiente ritirare la riforma”, ha detto un manifestante intervistato da Agence France Presse nella capitale del Paese, Bogotà, specificando che la gestione della pandemia da parte del governo “si è ritorta contro i cittadini”. Oltre che Bogotà e Cali, le proteste hanno coinvolto altre grandi città come Medellin, Barranquilla e Cartagena. Le forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti. “La vasta maggioranza si mobilita in pace e dice no ai saccheggi e no alla violenza”, ha scritto su Twitter il sindaco di Cali, Jorge Ivan Ospina, mentre condivideva i video delle ampie proteste nella sua città, nonostante l’ondata di casi di COVID-19.

Il Paese sudamericano sta affrontando la sua peggiore recessione in mezzo secolo, con un calo del PIL del 6,8% nel 2020. I manifestanti hanno affermato che le modifiche fiscali, inclusa l’espansione dell’imposta sul reddito, renderebbero più povera la popolazione, già in difficoltà a causa della pandemia di coronavirus. La Colombia, dove vivono circa 50 milioni di persone, ha registrato finora il terzo numero più alto di infezioni del Sud America, con 2,8 milioni di casi e 73.200 morti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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