Colloqui sul nucleare: l’Iran vorrebbe la revoca di alcune sanzioni

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 13:22 in Iran USA e Canada

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Il terzo round di negoziati per riportare gli USA al Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), anche noto come accordo sul nucleare iraniano, è ripreso il primo maggio, dopo il suo inizio, il precedente 27 aprile.

A conclusione degli incontri del primo maggio, il capo della delegazione iraniana nonché vice ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, ha affermato che i negoziati hanno raggiunto “una certa maturità” con l’inizio della stesura di testi che richiede più tempo e potrebbe quindi rallentare l’iter. Alla luce del consenso finora costruito, Araghchi ha affermato che gli USA dovrebbero eliminare le sanzioni imposte su più settori dell’economia iraniana, quali quello energetico, automobilistico, finanziario e bancario. Tuttavia, il delegato iraniano non ha indicato quali siano il consenso o il meccanismo che gli USA dovrebbero impiegare per revocare le sanzioni ma ha affermato che Teheran continuerà a negoziare fin quando le posizioni delle parti saranno vicine e le richieste iraniane saranno soddisfatte.

Tra gli altri partecipanti, la parte russa ha commentato l’andamento dei colloqui esprimendo “ottimismo cauto e crescente” e affermando di sperare di raggiungere risultati concreti entro tre settimane. Al contempo, il Regno Unito, la Francia e la Germania hanno affermato che ancora sia necessario raggiungere un consenso sui punti più critici e che il successo non sia garantito, seppur non impossibile.

I negoziati a Vienna sono ripresi il 6 aprile scorso, quando una “Commissione mista” formata dai rappresentai dei Paesi che ancora fanno parte del JCPOA, ovvero Iran, Cina, Russia, Germania, Francia e Regno Unito, si sono incontrati di persona nella capitale austriaca. Anche una delegazione degli USA, guidata dall’inviato speciale di Washington in Iran, Robert Malley, è presente a Vienna, ma non ha preso parte all’incontro con gli altri Paesi, in quanto Teheran si è rifiutata di negoziare in modo diretto con Washington, fino ad una completa rimozione delle sanzioni a suo carico. Pertanto, sono gli altri Paesi riferire tra le delegazioni iraniana e statunitense, nel quadro di colloqui indiretti. L’obiettivo degli incontri di Vienna è quello di riportare gli USA all’interno dell’intesa e di far sì che l’Iran torni a rispettare quanto da essa previsto.

Al momento, le parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo che risolva la questione, tuttavia, più partecipanti hanno definito l’atmosfera dei colloqui “positiva”. L’obiettivo delle parti coinvolte è quello di raggiungere un’intesa entro la fine del mese di maggio 2021,ovvero prima della fine del termine dell’intesa tra l’Iran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), relativa ad attività di monitoraggio, così come delle elezioni presidenziali iraniane, programmate per il 18 giugno. 

Il 14 luglio 2015, l’Iran, la Cina, la Francia, la Russia, il Regno Unito, gli Stati Uniti, la Germania e l’Unione europea avevano firmato il JCPOA. L’intesa aveva previsto limiti allo sviluppo del programma nucleare iraniano in cambio del progressivo allentamento delle sanzioni internazionali che gravavano su Teheran.  Tuttavia, l’8 maggio 2018, l’ex-presidente statunitense, Donald Trump, aveva ritirato il proprio Paese dal JCPOA e aveva reimposto sanzioni sull’Iran, ritenendo che il Paese non avesse rispettato gli impegni presi in modo soddisfacente. Le misure in questione hanno, da un lato, aggravato le condizioni economiche del Paese mediorientale, e, dall’altro lato, acuito le tensioni tra Iran e Stati Uniti. Teheran aveva violato più disposizioni del JCPOA e, il 4 gennaio scorso, ha ripreso l’arricchimento di uranio al 20% presso l’impianto nucleare sotterraneo di Fordow.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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