Cina: la prima esercitazione della portaerei Shandong nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 3 maggio 2021 alle 12:27 in Asia Cina

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero della Difesa della Cina ha reso noto che il gruppo da battaglia della portaerei Shandong, la prima ad essere stata realizzata da Pechino, ha eseguito un’esercitazione militare nel Mar Cinese Meridionale che si è conclusa il 2 maggio per la prima volta.

In tale data, il portavoce della Marina militare cinese, Gao Xiucheng, ha confermato che il corpo navale cinese aveva organizzato l’esercitazione della Shandong nel Mar Cinese Meridionale, rispondendo ad una domanda sulle attività dell’imbarcazione, salpata dal porto di Dalian il precedente 24 aprile. Gao ha quindi specificato che si è trattato di un’operazione ordinaria, organizzata secondo un piano di lavoro annuale, totalmente legittima e che ha portato benefici sia per aumentare le capacità di salvaguardare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo nazionali della Cina, sia per preservare la pace e la stabilità regionali. Il portavoce ha quindi affermato di sperare che il mondo esterno possa guardare oggettivamente a tali operazioni, aggiungendo che, in futuro, la Marina militare cinese continuerà ad organizzare attività simili.

Il 29 aprile scorso, l’esercitazione era stata preannunciata dallo stesso Ministero della Difesa cinese che aveva altresì specificato che l’obiettivo delle operazioni fosse testare le performance delle armi e degli equipaggiamenti, aumentare il livello delle esercitazioni delle portaerei e migliorare la capacità delle truppe di condurre missioni.

La Shandong è la prima portaerei di costruzione cinese ed è stata inaugurata il 17 dicembre 2019. La nave è la seconda imbarcazione di tale genere a disposizione dal Paese dopo la Liaoning acquistata dall’Ucraina e che ha, di recente, condotto esercitazioni nei pressi di Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale. Il 2 maggio, la Shandong ha eseguito la sua prima esercitazione nel Mar Cinese Meridionale del 2021. Come riferito da South China Morning Post, la Cina sta potenziando le proprie capacità navali e, oltre alle operazioni delle due portaerei, lo scorso 23 aprile, ha inaugurato tre nuove imbarcazioni, la nave d’assalto anfibia Hainan, il cacciatorpediniere lanciamissili Dalian e il sottomarino a propulsione nucleare Lunga Marcia-18.

Nell’ultimo periodo, il Mar Cinese Meridionale  è stato al centro di tensioni tra la Cina e le Filippine dopo che, il 21 marzo scorso, Manila aveva inoltrato a Pechino una prima protesta diplomatica per la presenza, a partire dal precedente 7 marzo, di circa 220 imbarcazioni cinesi nei pressi delle scogliere Whitsun Reef, definendo le navi in questione “milizie”. La Cina aveva affermato che queste stessero cercando riparo nell’area, dove avrebbero avuto diritto di trovarsi visto che tale zona rientrerebbe in acque rivendicate da Pechino e, in particolare, nell’arcipelago delle Spratly o Nansha, considerate cinesi. Il loro numero era progressivamente diminuito, ma le imbarcazioni cinesi sarebbero restate in loco per giorni per essere poi raggiunte da altre, spingendo le Filippine a chiedere loro di andarsene, ad inviare aerei da guerra per monitorare le loro operazioni e ad intensificare le pattuglie di quattro navi da guerra dell’Esercito a sostegno della Guardia costiera, già presente in loco.  Anche gli USA erano intervenuti sulla vicenda dichiarando il proprio appoggio a Manila e accusando Pechino di utilizzare “milizie militari” per “intimidire, provocare e minacciare altre Nazioni”. Manila aveva poi inviato una seconda protesta diplomatica alla Cina, il 14 aprile scorso.

Il Mar Cinese Meridionale è al centro di dispute di sovranità tra la Cina, Taiwan, le Filippine, il Vietnam, la Malesia e il Brunei che hanno rivendicazioni concorrenti su tali acque. In particolare, per la Cina, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici e, nello specifico, da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Alla luce di tali rivendicazioni, Pechino ha, ad esempio, costruito isole artificiali e postazioni militari in più punti, provocando proteste da parte degli altri Paesi. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

In tale quadro, gli USA sono presenti militarmente nel Mar Cinese Meridionale e rifiutano le rivendicazioni di sovranità cinesi. Le navi da guerra statunitensi conducono spesso esercitazioni di “libertà di navigazione”, per assicurare “la libertà e l’apertura dell’Indo-Pacifico”. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.