Turchia: arrestato un membro chiave dell’ISIS

Pubblicato il 2 maggio 2021 alle 19:30 in Medio Oriente Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La polizia turca ha reso noto, il 2 maggio, di aver arrestato quattro giorni prima a Istanbul un uomo di nazionalità afghana conosciuto come Basim che è stato uno stretto collaboratore dell’ex leader dello Stato Islamico, Abu Bakr al-Baghdadi, e che era considerato a capo della struttura militare dell’organizzazione.

Basim è stato catturato nel distretto di Atasehir, nel lato asiatico della città turca, il 28 aprile scorso, secondo quanto riferito dalla polizia di Istanbul. Quest’ultima ha realizzato l’operazione in collaborazione con l’intelligence turca, la National Intelligence Organization (MIT), e ha rilasciato immagini dell’uomo prima e dopo l’arresto. Nella foto più recente Basim appare come un uomo parzialmente calvo, con la barba e con indosso un giacchetto chiaro, in quella precedente all’arresto, invece, Basim aveva capelli lunghi, una barba folta e in tenuta militare mentre brandiva una spada.

 Secondo notizie emerse dall’indagine, dopo la caduta dell’ISIS nel 2019, Basim avrebbe aiutato al-Baghdadi a nascondersi in Siria, nella provincia Nord-orientale di Idlib, che confina con la Turchia. Oltre a questo, media locali citati da Al-Arabiya, hanno affermato che Basim fosse altresì sospettato di aver organizzato addestramenti dell’ISIS in Siria e in Iraq e di aver fatto parte del consiglio decisionale dell’organizzazione. Sempre secondo le stesse fonti, l’uomo sarebbe arrivato in Turchia con un passaporto e una carta di identità falsi.

Il primo novembre 2019, lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante aveva dato annuncio e confermato la morte dell’allora leader dell’organizzazione, Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso a seguito di un’operazione nel Nord della Siria coordinata dalle forze statunitensi, il 27 ottobre dello stesso anno. Gli Stati Uniti avevano promesso una ricompensa di 25 milioni di dollari per la cattura di Baghdadi, che ha condotto il gruppo islamista a partire dal 2010, quando l’organizzazione era ancora una branca sconosciuta di al-Qaeda operante in Iraq. In seguito all’annuncio della morte di Al-Baghdadi, lo Stato Islamico aveva reso noto da subito, il 31 ottobre successivo, che il suo successore sarebbe stato Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, poi chiamato con lo pseudonimo Abdulnasser al-Qirdash. Quest’ultimo era stato arrestato dai servizi di intelligence iracheni il 20 maggio 2020.

Secondo quanto riportato da Al-Jazeera English, la Turchia condurrebbe sporadicamente rai contro sospetti membri dell’ISIS all’interno dei propri confini. In tale Paese, lo Stato Islamico ha condotto vari attacchi. Tra i più noti vi sarebbe quello avvenuto in un locale di Istanbul il primo gennaio 2017 nel quale persero la vita 39 persone e quello avvenuto nel centro storico della stessa città nel quale morirono 12 persone nel 2016. La testata Ahval ha specificato che, ad oggi, la Turchia continuerebbe ad essere un centro di transito regionale per i membri dell’ISIS nonostante gli sforzi messi in campo da Ankara per evitare l’arrivo di combattenti e armi dell’organizzazione in Siria.

Basim, in particolare, secondo Deutsche Welle, sembrava essere scomparso alcuni mesi dopo la sconfitta dello Stato Islamico in Siria e Iraq, il 9 dicembre 2017. L’ISIS era presente sul suolo iracheno dal 2014, anno in cui aveva iniziato ad occupare vaste porzioni del territorio nazionale, compresa la seconda città irachena, Mosul, conquistata il 10 giugno 2014 e che era stata il principale centro urbano conquistato dall’ISIS in Iraq. Il 10 luglio 2017, il governo di Baghdad aveva poi annunciato di aver riconquistato Mosul e, il successivo 9 dicembre, l’allora primo ministro dell’Iraq, Haider Al-Abadi, aveva annunciato la vittoria del Paese sullo Stato Islamico dopo tre anni di battaglie, in seguito alla a riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.