Gli interessi strategici del Regno Unito nell’Indo-Pacifico

Pubblicato il 2 maggio 2021 alle 6:42 in Asia UK

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Al di là dei 4 Paesi che fanno parte del gruppo Quad, ovvero Australia, India, Giappone e Stati Uniti, diversi Stati del continente europeo stanno dimostrando un certo interesse a svolgere un ruolo di rilievo nell’Indo-Pacifico. Tra questi, c’è soprattutto il Regno Unito. Pochi giorni fa, il 26 aprile, il Segretario alla Difesa britannico, Ben Wallace, ha annunciato che il British Carrier Strike Group (CSG), guidato dalla portaerei HMS Queen Elizabeth, sarà interessato da un “dispiegamento globale” che includerà visite in 40 Paesi, tra cui India, Giappone, Corea del Sud e Singapore. La manovra, secondo il quotidiano The Diplomat, ha lo scopo di rafforzare la nuova posizione del Regno Unito nella regione indo-pacifica. Il gruppo includerà, in superficie, due cacciatorpediniere Tipo 45, ovvero HMS Defender e HMS Diamond, due fregate antisommergibili di tipo 23, la HMS Kent e la HMS Richmond, la nave RFA Fort Victoria e quella RFA Tidespring della Royal Fleet Auxiliary. Alla missione si unirà anche un sottomarino di classe Astute della Royal Navy, equipaggiato con missili da crociera Tomahawk.

A bordo della HMS Queen Elizabeth ci saranno otto jet veloci RAF F-35B Lightning II, quattro elicotteri d’attacco marittimo Wildcat, sette elicotteri antisommergibile Merlin Mk2 e tre elicotteri da commando Merlin Mk4. Il CSG ha in programma di visitare Paesi dal Mediterraneo al Mar Rosso, dal Golfo di Aden al Mar Arabico, dall’Oceano Indiano al Mar delle Filippine. L’attenzione maggiore, tuttavia, saraà rivolta alla regione indo-pacifica.

Una dichiarazione dell’Alto Commissariato britannico ha affermato che il CSG “si impegnerà in diverse esercitazioni congiunte con l’esercito di Nuova Delhi, nell’Oceano Indiano, con l’obiettivo di ampliare la portata dell’interoperabilità della flotta di Londra e per migliorare le sue capacità di difesa dalle minacce condivise. Commentando il dispiegamento del British Carrier Strike Group, Wallace ha sottolineato: “Il Regno Unito e l’India sono partner naturali nell’ambito della Difesa. La missione è un simbolo dell’azione britannica a livello globale e dimostra con forza il nostro impegno nei confronti dell’India e della regione indo-pacifica nell’affrontare le minacce all’ordine internazionale”. Il portavoce dell’Alto Commissariato britannico, riprendendo la medesima posizione, ha affermato che il dispiegamento “fornisce le capacità al governo del Regno Unito di reagire rapidamente a una varietà di situazioni emergenti in ambito umanitario e di sicurezza con i propri partner, oltre a sostenere il diritto marittimo internazionale a sostegno delle regole su cui è basato il sistema internazionale”.

In questo modo, il Regno Unito ha reso chiare le sue intenzioni verso l’Indo-Pacifico, ma l’approccio di Londra alla Cina non sarà, secondo The Diplomat, né facile né diretto. Per avere un’idea dei recenti rapporti tra Londra e Pechino pensiamo, ad esempio, alla decisione del governo britannico di escludere Huawei dalla sua infrastruttura di telecomunicazioni, alla questione dei passaporti inglesi ai cittadini di Hong Kong o a quella della minoranza musulmana degli Uiguri nello Xinjiang.

La posizione del Regno Unito su Cina e Indo-Pacifico è diventata poi molto più chiara negli ultimi mesi. A marzo, il governo britannico ha pubblicato il nuovo policy paper che illustra la strategia geopolitica del Paese dopo la Brexit, il cosiddetto “Global Britain in a Competitive Age“, in cui la Cina viene presentata come “la più grande minaccia statale alla sicurezza economica del Regno Unito”. Londra ha anche definito la Cina “uno Stato autoritario”, caratterizzato da sistemi di valori che pongono sfide alla Gran Bretagna e ai suoi alleati. Anche se il documento sottolinea che il Regno Unito continuerà a lavorare con Pechino su alcune questioni globali, le autorità britanniche hanno specificato che aumenteranno “la protezione delle infrastrutture nazionali critiche, delle istituzioni e della tecnologia sensibile” e rafforzeranno “la resilienza delle catene di approvvigionamento critiche, in modo da potersi impegnare con fiducia”. “Non esiteremo a difendere i nostri valori e i nostri interessi laddove saranno minacciati o quando la Cina agirà in violazione degli accordi esistenti”, si legge nel documento. L’Oceano Indiano e l’Indo-Pacifico hanno ricevuto un’attenzione particolare nel rapporto, con il Direttore Generale dell’Ufficio Esteri, Commonwealth e Sviluppo che si occuperà della regione.

Per quanto riguarda l’India, invece, il Regno Unito ha accettato di collaborare con Nuova Delhi allo sviluppo di tecnologie di caccia di sesta generazione e ha offerto il design della Queen Elizabeth per la realizzazione della seconda portaerei proposta dalla Marina indiana. Londra è anche interessata ad inviare un ufficiale di collegamento presso il Centro di fusione delle informazioni della Marina indiana per la regione dell’Oceano Indiano (IFC-IOR). L’IFC-IOR è un hub di condivisione delle informazioni chiave dei dati marittimi nell’area che coinvolge i partner dell’Indo-Pacifico. Il dispiegamento globale del CSG e gli imminenti impegni ed esercitazioni di difesa e sicurezza con le principali potenze indo-pacifiche sono dunque, secondo The Diplomat, una proiezione degli impegni in materia di sicurezza del Regno Unito, che lo vedranno rafforzare la sua presenza e il suo ruolo negli affari strategici della regione. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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