Lampedusa: sbarcati 532 migranti su 4 mezzi

Pubblicato il 1 maggio 2021 alle 11:55 in Immigrazione Italia

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Nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, 4 diverse imbarcazioni, con a bordo 532 migranti, hanno raggiunto le coste di Lampedusa. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ANSA, le motovedette della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza hanno soccorso i mezzi che si trovavano tra 1 miglio e 12 miglia nautiche dalla costa. I migranti sono stati sottoposti ad un primo controllo sanitario sul molo Favaloro e sono stati poi portati all’hotspot di contrada Imbriacola dove si trovano un totale di 572 persone. 

Su una delle quattro imbarcazioni soccorse, a 12 miglia da Lampedusa, c’erano 297 africani subsahariani, fra cui due donne e due minori. Il mezzo è stato scortato dalle motovedette fino alle coste italiane. Poco prima, a 5 miglia dall’isola, era stata intercettata una “carretta” di 10 metri con a bordo 56 persone, di cui 27 donne e 4 minori, mentre a 12 miglia era stato bloccato un’altra imbarcazione con a bordo 85 africani subsahariani. Infine, poco dopo le 8, sono arrivati altri 94 migranti di diverse nazionalità, fra cui due donne e un minore. Tutti i mezzi sono stati posti sotto sequestro. 

Durante il mese di marzo, sulla rotta che attraversa il Mediterraneo verso l’Europa, il numero di persone in transito è aumentato di quasi quattro volte, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, raggiungendo quota 1.800 persone. Tunisia e Costa d’Avorio sono i Paesi da cui è partito il maggior numero di migranti. Sempre a marzo, nel Mediterraneo occidentale, invece, sono stati registrati circa 1050 attraversamenti illegali, quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2020. Tuttavia, il totale per i primi tre mesi del 2021 sulla rotta occidentale si è attestato a circa 2.700, ovvero l’8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Gli algerini hanno rappresentato i tre quinti degli arrivi del 2021, mentre i marocchini hanno costituito il secondo gruppo più consistente. Nel Mediterraneo orientale, secondo i dati di Frontex, sono stati segnalati nel mese di marzo, circa 1 850 rilevamenti di attraversamenti illegali, il 43% in meno rispetto a un anno fa. Sempre su questa rotta, nel periodo gennaio-marzo, il numero totale di rilevamenti è sceso del 71%, arrivando a circa 3 300. Siriani e turchi rappresentano le nazionalità più numerose.

La Libia rimane una delle aree di transito più utilizzate dai migranti che intendono raggiungere l’Europa. I trafficanti di esseri umani, la maggior parte operanti nel Paese nordafricano, lanciano in mare gommoni o barche da pesca affollate che sperano di raggiungere le coste europee. Alcuni migranti scappano da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Il Paese, teatro per anni di una lunga guerra civile, rappresenta un punto di transito fondamentale per diversi migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana. 

Dal 2014, più di 20.000 persone hanno perso la vita in mare mentre cercavano di raggiungere l’Europa dall’Africa. Più di 17.000 di questi decessi si sono verificati nel Mediterraneo centrale, descritto dalle Nazioni Unite come il percorso più pericoloso al mondo per migranti e richiedenti asilo. Solo poco tempo fa, il 21 aprile, un gommone si è capovolto nelle acque a Nord-Est di Tripoli, facendo perdere le tracce di tutte le 130 persone che si ritiene fossero a bordo. Diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno accusato le autorità di non aver fatto abbastanza per salvare le vite. Anche il Papa e l’Onu hanno condannato l’incidente.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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