Il Kirghizistan accusa il Tajikistan di militarizzare il confine conteso

Pubblicato il 1 maggio 2021 alle 16:31 in Kirghizistan Tajikistan

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Il Kirghizistan ha accusato il Tajikistan di aver aumentato il numero di soldati e di equipaggiamento militare schierati nei pressi del confine tra i due Paesi, il primo maggio, in seguito agli scontri tra le parti di tre giorni prima, nei quali avevano perso la vita 41 persone e oltre 100 erano state ferite. Le guardie di frontiera kirghise in servizio al confine hanno poi affermato che le truppe tagike avrebbero aperto il fuoco contro alcuni veicoli del Kirghizistan nei pressi di un villaggio kirghiso.

In particolare, le guardie di frontiera kirghise hanno rilasciato una dichiarazione in cui hanno affermato che: “In violazione degli accordi bilaterali sul ritiro delle truppe dalle loro basi, l’altra parte sta continuando a portare più soldati e strumentazioni militari lungo il suo confine con il Kirghizistan”. Oltre a questo, vi sarebbe un’area nel territorio conteso tra le due Nazioni in cui vivono migliaia di kirghisi che sarebbe stata isolata dal resto del Paese in quanto i soldati tagiki starebbero bloccando le vie d’accesso a tali territori. Al momento, il Tajikistan non ha ancora rilasciato commenti in merito a tali dichiarazioni, tuttavia, le forze di sicurezza del Paese hanno affermato che Dushanbe si stia attenendo ad un accordo per cessate il fuoco e per il ritiro delle truppe.

Lo scorso 28 aprile, sono iniziati scontri di frontiera tra il Kirghizistan e il Tajikistan lungo il confine tra la provincia kirghisa di Batken e quella tagika di Sughd a causa di una disputa riguardante l’impianto idrico di Golovnoy, collocato sul fiume Isfara e rivendicato da entrambe le parti. Dapprima, gli abitanti di alcuni villaggi delle due province hanno iniziato a scagliare rocce gli uni contro gli altri. Successivamente, le rispettive forze armate si sono unite agli scontri con armi e mortai, inoltre, secondo fonti kirghise, il Tajikistan avrebbe anche schierato un elicottero.  In totale, sarebbero state circa 150 le persone che hanno partecipato agli scontri da entrambe le parti. Il 29 aprile, Kirghizistan e Tajikistan hanno poi concordato un cessate il fuoco per porre fine alle ostilità.

A livello materiale, nella parte del Kirghizistan, sarebbe stato distrutto un avamposto delle forze locali e alcune case sarebbero state date alle fiamme. Dal lato tagiko, invece, sarebbero stati riportati danni in seguito al bombardamento di un ponte. Dal punto di vista di vittime e feriti, invece, il Kirghizistan ha affermato di aver subito 33 perdite di cui 30 erano civili e 132 feriti. Da parte tagika i morti sarebbero stati 8, metà dei quali erano guardie di frontiera.

Il confine tra Kirghizistan e Tajikistan è stato più volte teatro di disordini, sin dallo scioglimento dell’ex Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (URSS), avvenuto nel 1991. Da allora, i due Paesi Centro-asiatici condividono 976 chilometri di confine, di cui 451 chilometri non sono stati chiaramente demarcati e sono restati oggetto di contesa tra Bishkek e Dushanbe. In particolare, le dispute sono iniziate quando il Kirghizistan e il Tajikistan dichiararono l’indipendenza dall’URSS, rispettivamente il 31 agosto e il 9 settembre del 1991. Le parti rivendicano infrastrutture, percorsi stradali, pozzi e canali appellandosi a documenti diversi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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