Afghanistan: attentato con autobomba in una residenza a Logar

Pubblicato il 1 maggio 2021 alle 8:55 in Afghanistan Asia

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Almeno 25 persone sono state uccise e oltre 60 sono rimaste ferite a causa di un attentato con autobomba avvenuto la sera del 30 aprile in una residenza per studenti nella provincia di Logar, situata a Sud di Kabul. 

L’esplosione è avvenuta alle 19, ora locale, nei pressi di un edificio nella città di Pul-e-Alam, secondo quanto ha riferito il capo del Consiglio Provinciale, Hasib Stanekzai. L’uomo ha riferito che nel palazzo viveva il suo predecessore, Abdul Wali Wakil, ma poi questo era stato convertito in una residenza per dipendenti pubblici o studenti. Un camion si è avvicinato all’edificio intorno alle 18:30. L’autista del mezzo ha dichiarato di essere parte di un’ONG che voleva aiutare la gente del posto. Stanekzai ha aggiunto che molte delle persone che si trovavano nell’edificio erano studenti che dovevano sostenere l’esame di ammissione all’università, la prossima settimana. Il capo del Consiglio Provinciale ha aggiunto che anche alcuni membri delle forze di sicurezza erano presenti nell’edificio quando è avvenuta l’esplosione. Anche un ospedale è stato danneggiato dalla detonazione. 

Intanto, anche nel resto del Paese affronta una serie di gravi minacce alla sicurezza. Secondo la stampa afghana, un numero compreso tra gli 11 e i 49 soldati e civili sono stati uccisi ogni giorno dagli attacchi dei talebani, dal 15 al 30 aprile, in 24 province afghane. Il totale è di 69 civili e 157 membri delle forze di sicurezza in 15 giorni. Inoltre, il 27 aprile, il capo dell’agenzia di intelligence afghana, Ahmad Zia Saraj, ha tenuto una conferenza stampa a Kabul, durante la quale ha dichiarato che i talebani hanno aumentato le loro attività del 24% in seguito all’accordo con gli Stati Uniti d’America firmato a Doha, in Qatar, il 29 febbraio 2020. Saraj ha aggiunto che il numero di assalti ha raggiunto un picco con l’annuncio del ritiro completo delle truppe da parte di Joe Biden, il 14 aprile. 

In risposta alle accuse, un portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che Kabul stava semplicemente “creando ansia nel mondo, in modo da poter persuadere le forze di occupazione a mantenere le proprie truppe nel Paese”. “I talebani non hanno aumentato gli attacchi, ma stavano solo rispondendo alle offensive contro di loro”, secondo Mujahid, che ha accusato il presidente afghano di aver tentato di “sabotare gli sforzi internazionali per la pace in modo da poter rimanere al potere più a lungo”.

Nonostante la situazione particolarmente instabile in Afghanistan, gli USA hanno comunque deciso di completare il ritiro delle proprie truppe, sebbene le alte sfere militari statunitensi abbiano affermato che le forze armate straniere potrebbero utilizzare altre basi militari nella regione, per condurre operazioni aeree e di intelligence nel Paese, in caso di necessità. Gli Stati dai quali questo potrebbe essere fattibile sono Tagikistan, Kazakistan e Uzbekistan. Tuttavia, l’ambasciatore degli Stati Uniti ad interim in Afghanistan, in un’intervista alla stampa afghana pubblicata il 29 aprile, ha sottolineato che Washington considerava terminata la guerra nel Paese, che era ormai un “vicolo cieco”. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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