Notizie di un altro attacco nel Nord del Burkina Faso

Pubblicato il 30 aprile 2021 alle 10:28 in Africa Burkina Faso

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Almeno 18 persone sono state uccise in un attacco armato nel villaggio di Yattakou, situato nella provincia settentrionale di Seno, il 26 aprile. L’assalto è avvenuto lo stesso giorno del rapimento dei tre europei nel Sud-Est del Paese. 

Nonostante le violenze si siano verificate lunedì 26 aprile, la notizia è cominciata a circolare sulla stampa internazionale a partire da giovedì 29 aprile. Un funzionario locale del Nord del Burkina Faso, Salfo Kabore, governatore della provincia di Seno, ha riferito che un gruppo di uomini armati non identificati ha effettuato un attacco. Una persona è rimasta ferita gravemente ed è stata trasferita nella capitale del Burkina Faso, Ouagadougou. L’attacco è avvenuto lo stesso giorno in cui due giornalisti spagnoli e un ambientalista irlandese sono stati uccisi e un soldato burkinabé è scomparso, quando il mezzo su cui viaggiavano è caduto in un’imboscata effettuata da un gruppo armato nel parco nazionale di Arly, nel Sud Est del Paese. 

I giornalisti, David Beriain e Roberto Fraile, stavano accompagnando il capo dell’ONG irlandese, Rory Young, in una pattuglia anti-bracconaggio quando sono stati attaccati. Fonti della sicurezza hanno riferito che gli aggressori avevano sorpreso il gruppo, che comprendeva anche soldati e guardie forestali, con camioncini e motociclette. Inizialmente denunciati come scomparsi, le autorità del Burkina hanno riferito il 27 aprile che gli stranieri erano stati “giustiziati dai terroristi”. Beriain era un reporter di guerra che lavorava per una filiale spagnola della CNN, poi chiusa, e aveva fondato la sua casa di produzione specializzata in documentari. Fraile ha lavorato in precedenza per la CyLTV spagnola. Secondo i resoconti dei media europei, l’uomo era stato ferito in Siria alla fine del 2012 mentre riportava una serie di notizie relative al Free Syrian Army. 

Sebbene non sia chiaro chi siano i responsabili delle ultime violenze in Burkina Faso, un alto funzionario della sicurezza ha riferito alla stampa che queste potrebbero essere attribuite a combattenti legati allo Stato Islamico, che sono noti per operare nell’area lungo il confine con il Niger. Il funzionario ha parlato a condizione di restare anonimo, poichè non era autorizzato a rivelare tali dettagli. Tuttavia, è noto che il Burkina Faso è stato travolto da una crescente ondata di violenze contro i civili e le forze di sicurezza, negli ultimi anni, e a tale proposito il governo ha affermato che “i terroristi hanno compiuto atti di intimidazione, saccheggio e omicidio tra la popolazione civile”. Ousséni Tamboura, ministro delle Comunicazioni e portavoce dell’esecutivo, ha sottolineato che il fenomeno terroristico “non risparmia nessuno”, in riferimento ai recenti episodi. 

Anche all’inizio del mese di aprile la provincia di Seno era stata interessata da un attacco, che aveva preso di mira una località nota come Gorgadji. I militanti avevano ucciso almeno 10 agenti per la difesa locale, volontari reclutati dal governo per supportare l’esercito, secondo quanto ha riferito Hamidou Damboro Zango, il capo del villaggio. Zango, il cui figlio e nipote sono stati uccisi nelle violenze, ha raccontato che, anche se Gorgadji è sotto il controllo dell’esercito, i ribelli effettuano raid notturni per rubare il bestiame degli abitanti. Quando i combattenti volontari hanno cercato di recuperare gli animali, dopo un furto, sono caduti in un’imboscata e sono stati uccisi. “Abbiamo bisogno di aiuto”, ha dichiarato il capo villaggio. 

La regione desertica del Sahel, che comprende Mali, Burkina Faso, Niger, Nigeria e Ciad, ha visto un aumento della minaccia islamista a partire dal 2012. Secondo il Global Terrorism Index 2020, l’espansione dei gruppi affiliati allo Stato Islamico nell’Africa sub-sahariana ha portato ad una crescita del terrorismo nella regione durante il 2019. I primi 7 dei 10 Paesi maggiormente interessati dalla crescita del fenomeno sono: Burkina Faso, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Mali, Niger, Cameron ed Etiopia. Non solo, questi stessi Stati stanno anche affrontando problematiche legate al cambiamento climatico e sono tra i luoghi al mondo con la più alta crescita demografica. Durante il 2019, il più grande aumento delle morti per terrorismo si è verificato proprio in Burkina Faso, dove i decessi sono passati da 86 a 593, con un aumento di quasi il 590%. Nel Paese la minaccia deriva principalmente da 3 organizzazioni: lo Stato Islamico nel Grande Sahara (ISGS), Jamaat Nusrat al-Islam wal Muslimin (JNIM) e la sezione del Burkina Faso di Ansar al-Islam. 

Alla luce di una crescente insicurezza regionale, il 27 aprile, le Nazioni Unite hanno avvertito che un numero record di persone, circa 29 milioni, in sei Paesi del Sahel hanno bisogno di assistenza umanitaria. Il numero di persone bisognose di assistenza è aumentato di 5 milioni e che si trovano nel Nord del Camerun, in Ciad, in Mali, in Niger e nel Nord-Est della Nigeria. Negli ultimi anni, ampie parti del Sahel occidentale, una regione semi arida situata a Sud del deserto del Sahara, sono state colpite da violenze che coinvolgono molteplici gruppi armati, campagne militari di eserciti nazionali e partner internazionali, nonché milizie locali.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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