La Russia mette in guardia dalla crescente presenza degli USA nell’Artico

Pubblicato il 30 aprile 2021 alle 8:46 in Norvegia Russia USA e Canada

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La portavoce del Ministero degli Esteri della Federazione Russa, Maria Zakharova, ha richiamato l’attenzione sulla firma di un accordo aggiornato sulla cooperazione militare tra Stati Uniti e Norvegia, avvenuta il 16 aprile. Il riferimento va all’intesa raggiunta tra Washington e Oslo, la quale permetterà agli USA di costruire le strutture di tre aeroporti norvegesi e una base navale, oltre a facilitare l’appoggio militare del Paese nordico in caso di crisi o di guerra.

A tal proposito, Zakharova ha commentato affermando che la crescente presenza militare degli USA nella regione Artica, e i tentativi di attirarvi la NATO, sono di natura “distruttiva” e causano preoccupazioni per Mosca. Nello specifico, la portavoce ha messo in luce la divergenza di prospettive norvegesi e russe in merito al sempre maggiore coinvolgimento americano nella regione. Da un lato, le autorità di Oslo ritengono che la crescente presenza militare di Washington sul suo territorio sia normale, e rientri nel quadro di cooperazione della NATO. Allo stesso tempo, la Norvegia sostiene che queste azioni “non devono causare reazioni negative in Russia, poiché sono aperte e prevedibili”.

Tuttavia, Zakharova ha smentito tale tesi, sottolineando diversi punti che contraddicono quanto affermato dalle autorità norvegesi. “Al momento, vediamo un altro esempio della graduale abolizione di Oslo della politica di autolimitazione, che è in linea con il crescente potenziale militare nazionale”, ha evidenziato. In aggiunta, la portavoce ha altresì ricordato che dall’insediamento dell’attuale Governo norvegese, il 16 ottobre 2013, le spese per la difesa del Paese sono aumentate del 30%, così come i “tentativi di portare la NATO nell’Artico”. Pertanto, Zakharova ha ribadito che la Russia considera tali attività, specialmente nelle immediate vicinanze dei propri confini, come il “movimento intenzionale di Oslo verso un’escalation delle tensioni nella regione euro-artica e la distruzione degli accordi russo-norvegesi”.

La regione artica è diventata un’altra area di intensa concorrenza tra Stati per le numerose rotte marittime che si apriranno a causa dei cambiamenti climatici, le riserve di risorse naturali e metalli preziosi, ma soprattutto per la posizione strategica che occupa. In tale quadro, l’interazione tra gli attori internazionali nell’area si svolge sullo sfondo di un complicato intreccio geopolitico, che vede un rinnovato confronto tra Russia e USA.

Il ruolo della Norvegia è cruciale per il dispiegamento di contingenti statunitensi nell’ambito della difesa della NATO. Lo scorso 11 febbraio, gli USA hanno inviato per la prima volta 4 bombardieri strategici B-1B Lancer a Oslo, per rafforzare la presenza dell’Alleanza nella regione Baltica. I velivoli saranno posizionati all’aeroporto di Orland, dove arriveranno anche più di 200 soldati americani. Il B-1B è particolarmente difficile da contrastare. In questi velivoli è stato implementato un concetto di svolta della difesa aerea, realizzato ad altitudini molto basse e vicinissime al suolo. Inoltre, nella progettazione sono utilizzate tecnologie di riduzione della visibilità radar, che rendono “Lancer” un bersaglio difficile da intercettare per la difesa aerea. A settembre 2020, RIA ha riferito che, anche nel comparto della Marina, gli USA stavano negoziando con il Governo norvegese per dispiegare sottomarini nucleari della classe “Seawolf” alla base di Olawvern. In caso ciò avvenisse, il Pentagono sarebbe in grado di monitorare i sottomarini della Flotta del Nord russa.

Quest’ultima, di stanza nella penisola di Kola, si occupa di tutelare le imprese economiche vitali della Russia nella regione artica. La Marina è composta da diverse unità, tra cui sottomarini lancia-missili e siluri a propulsione nucleare, e velivoli lancia-missili e antisommergibile. Ad integrazione della Flotta del Nord vi è poi la più grande squadra di rompighiaccio nucleare e non del mondo, che conta più di 40 navi. Tali imbarcazioni svolgono un ruolo cruciale non solo per garantire la sicurezza delle coste russe, ma anche per promuovere e osservare il commercio marittimo attraverso la rotta del Mare del Nord.

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Mariela Langone

di Redazione

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