Gazprom: previsto aumento del 50% della domanda di gas russo in Cina entro il 2030

Pubblicato il 30 aprile 2021 alle 9:04 in Cina Russia

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Gazprom, azienda russa leader nel settore energetico, prevede che la domanda di gas in Cina aumenterà di oltre il 50% entro il 2030. A riferirlo, il 29 aprile, è stato il direttore generale di Gazprom Export, Elena Burmistrova.

Nello specifico, tra i principali fattori di crescita Burmistrova ha citato una politica governativa attiva di sostituzione del gas con il carbone, uno stimolo statale della quota di gas nel bilancio energetico nazionale, e altri fattori macroeconomici favorevoli, incluso il tasso di crescita dell’economia cinese.

Nel 2020, Gazprom ha consegnato 4,1 miliardi di metri cubi di gas alla Cina attraverso il gasdotto Siberian Power. Inoltre, nel quarto trimestre del 2020, a causa di un inverno più freddo, su richiesta di Pechino, le forniture hanno superato gli obblighi contrattuali di Gazprom. Nel 2021, poi, l’aumento delle consegne è continuato in conformità con il programma di contratto di vendita di una maggiore offerta.

Secondo Burmistova, la probabilità di una ricorrenza della situazione del 2020, quando i prezzi del gas hanno raggiunto minimi storici, è quasi nulla. In tale anno, tutte le compagnie petrolifere e del gas hanno dovuto affrontare condizioni economiche sfavorevoli e prezzi spot sui mercati, i quali hanno toccato i minimi storici in primavera e in estate a causa della pandemia di coronavirus, della crisi economica derivata da quest’ultima e delle condizioni meteorologiche miti.

Allo stesso tempo, la compagnia energetica russa ha reso noto di aver superato con successo l’imprevedibilità del 2020, mantenendo una posizione “incoraggiante” nei mercati esteri. Il prezzo per i contratti di esportazione di Gazprom nel primo trimestre del 2021 è stato pari a 184 dollari per migliaia di metri cubi. Per tale anno, il prezzo medio di export potrebbe raggiungere i 200-206 dollari per migliaia di metri cubi, contro una previsione di 170 dollari. Per Gazprom, tuttavia, tale proiezione sarebbe conservativa. “Le dinamiche di mercato stanno iniziando a ispirare un certo ottimismo. Secondo le stime più preliminari, il prezzo dei nostri contratti nel primo trimestre del 2021 è di 184 per migliaia di metri cubi”, ha dichiarato Burmistrova.

In aggiunta, per il vice presidente del Consiglio di Amministrazione di Gazprom, Oleg Aksutin, entro il 2030 il mercato del gas cinese potrebbe raggiungere, e addirittura superare, il consumo europeo. Insieme, la domanda di gas in Europa e Cina potrebbe arrivare a 1.000 miliardi di metri cubi. In tale scenario, Gazprom si aspetta un aumento della nicchia di importazione in questi due mercati da 470 miliardi a 550 miliardi di metri cubi di gas. Tuttavia, Aksutin ha stimato che la capacità di esportazione dei moderni gasdotti europei e cinesi sia di circa 330 miliardi di metri cubi di gas all’anno, il che costituisce circa un terzo della domanda prevista nei due mercati.

Gazprom sta cercando di sopperire al pesante calo di fatturato registrato nel 2020. I registri contabili del colosso dell’energia russa, di fatto, hanno rivelato che in quell’anno la perdita netta è stata di 06,926 miliardi di rubli, a fronte di 733,994 miliardi di profitto netto. Si evince che nell’ultimo anno i ricavi dell’azienda siano diminuiti del 14,7%, per un totale di 4 trilioni di rubli. Tale calo è principalmente collegato alla riduzione della vendita di gas nel 2020, la quale è scesa del 20,4% rispetto al 2019, pari a 2.636 trilioni di rubli. Anche l’utile lordo di Gazprom nel 2020 si è ridotto del 25%, fino a 1.573 trilioni di rubli, mentre il guadagno delle vendite è sceso a 11.036 miliardi di rubli, contro i 629.114 miliardi nel 2019. In generale, le perdite del 2020, prima della decurtazione delle imposte, è stata di 922.066 miliardi di rubli. Nel 2019, a confronto, l’utile al lordo delle tasse era stato pari a 910,954 miliardi.

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Mariela Langone

di Redazione