Sudan: sospeso temporaneamente l’accordo con la Russia sulla base navale

Pubblicato il 29 aprile 2021 alle 8:43 in Russia Sudan

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Il Sudan ha annunciato la sospensione dell’accordo con la Federazione Russa per l’istituzione di una base militare sul territorio del Paese africano. La notizia è trapelata, il 28 aprile, dal quotidiano Al-Arabiya, ripreso successivamente dall’agenzia di stampa di Mosca TASS. Secondo quest’ultima, l’intesa firmata dalla Russia e dal Sudan sarà sospesa “fino all’approvazione da parte della legislatura di Khartoum”. Al-Arabiya ha altresì specificato che la nazione africana avrebbe già notificato la parte russa.

Il primo dicembre 2020, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha incaricato il ministro della Difesa del proprio Governo, Sergey Shoygu, di firmare un accordo per l’apertura di una base logistica della Marina di Mosca in Sudan. Il patto ha una validità di 25 anni e sarà automaticamente rinnovato per periodi di 10 anni se nessuna delle parti si oppone. Secondo il documento, lo scopo è quello di “sostenere la pace e la stabilità nella regione”. Alla Marina russa sarà permesso di mantenere fino a quattro navi alla volta, comprese quelle a propulsione nucleare, e sarà presidiata da un massimo di 300 militari e civili. Gli aeromobili potranno altresì atterrare presso la base se necessario, in quanto questa fornisce una pista d’atterraggio.

Ciò consentirà a Mosca di garantire la consegna sicura di armi nella regione e di combattere la pirateria marittima. In particolare, nel 2020, è stato stimato che la Russia abbia stipulato contratti di forniture militari con l’Africa, Sudan incluso, per un valore di oltre 2.5 miliardi di dollari. Tali accordi, tenendo conto dell’instabilità in alcuni Paesi della regione, hanno bisogno di essere salvaguardati, obiettivo che si pone al centro dell’agenda della nuova base militare di Mosca. In aggiunta, la Russia sarà in grado di importare ed esportare attraverso i suoi porti marittimi e aeroporti tutte le attrezzature e gli equipaggiamenti necessari per il funzionamento della base e lo svolgimento dei compiti delle navi da guerra. A tal fine, Khartoum non addebiterà alcuna tassa aggiuntiva.

La base navale del Mar Rosso sarà la prima della Russia in Africa, e solo la seconda all’estero, dopo quella di Tartus in Siria. Dal canto opposto, gli Stati Uniti hanno la loro unica base permanente nel continente nel porto di Gibuti, circa 1.000 chilometri a Sud, che si affaccia sullo stretto tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden, un centro nevralgico per la navigazione mondiale. In tale contesto, la rivalità tra Mosca e Washington è stata altresì rilevata quando, lo scorso 28 febbraio, la fregata Admiral Grigorovich, appartenente alla Flotta russa del Mar Nero, è entrata a Port Sudan per la prima volta nella storia recente della Federazione Russa. Il giorno successivo, il primo marzo, un cacciatorpediniere degli USA è attraccato nello stesso porto chiave del Mar Rosso.

Il peso della Russia in Africa è in continuo aumento. A detta di alcuni media locali citati dall’agenzia stampa di Mosca RIA, la Federazione ha ogni possibilità di ottenere un’influenza dominante nel continente. Nello specifico, tra i vantaggi della Russia ci sarebbero l’assenza di un passato coloniale, il sostegno di movimenti di liberazione africani e la formazione di numeroso personale nelle università russe. Negli ultimi anni, poi, Mosca è diventato un importante mercato per le materie prime, le attrezzature militari e di sicurezza, e l’aviazione civile in Africa, oltre allo sviluppo di infrastrutture e telecomunicazioni. Di conseguenza, i media hanno sottolineato che le ambizioni della Russia nel continente non sono più ideologiche, ma Mosca starebbe cercando di perseguire la propria agenda tramite l’utilizzo del soft power.

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Mariela Langone

di Redazione

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