Somalia: il presidente fa un passo indietro, ma l’opposizione non si ferma

Pubblicato il 29 aprile 2021 alle 6:34 in Africa Somalia

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Il presidente della Somalia, Mohamed Abdullahi Mohamed, ha annunciato che desisterà dal cercare di prolungare il suo mandato di altri due anni, piegandosi alle pressioni interne e internazionali, dopo una serie di scontri nella capitale tra forze di sicurezza a lui fedeli e gruppi di opposizione. Questi ultimi, formati anche da membri del personale di polizia e dell’esercito che hanno disertato dal loro ruolo, si sono tuttavia rifiutati di ritirarsi dalle postazioni occupate. Poche ore prima dell’annuncio del presidente, il primo ministro Mohamed Hussein Roble aveva denunciato la proposta di estensione del mandato presidenziale e aveva chiesto di avviare i preparativi per organizzare nuove elezioni. 

La proposta del presidente non solo ha diviso le forze di sicurezza, ma ha anche costretto un numero indefinito di persone, tra le 60.000 e le 100.000, a fuggire dalle proprie case a seguito dei disordini, che hanno suscitato timori di una guerra a tutto campo tra fazioni pesantemente armate, l’una a favore e l’altra contro il capo di Stato. “Anche i bambini capiscono che l’atmosfera di guerra è sempre la stessa”, ha riferito per telefono a Reuters il capitano Ahmed Nur, un ufficiale militare passato all’opposizione. “Siamo ancora nelle nostre postazioni di difesa, questo pomeriggio aspettiamo decine di militari dalla regione di Lower Shabelle”, ha aggiunto, sottolineando che il fronte non ha ancora intenzione di ritirarsi.

Mohamed, dal canto suo, ha promesso che comparirà davanti al Parlamento per discutere della proposta e, secondo quanto pensano gli analisti, fare un passo indietro. L’iniziativa sull’estensione del mandato presidenziale era stata approvata dalla Camera bassa del Parlamento a inizio marzo, ma era stata respinta dal Senato, provocando una crisi politica interna di serie dimensioni. Le forze fedeli all’opposizione hanno preso il controllo di alcuni punti chiave della capitale. 

Una sessione parlamentare speciale dovrebbe tenersi sabato primo maggio, ma diversi membri dell’opposizione hanno sostenuto, dopo il discorso presidenziale di mercoledì, che Mohamed non si dimetterà. Il presidente, nel suo intervento, ha menzionato “individui ed entità straniere che non hanno alcun obiettivo se non quello di destabilizzare il Paese. Il suo discorso è stato insignificante, offensivo e irrispettoso”, ha detto Abdirahman Abdishakur, del partito di opposizione Wadajir, in una dichiarazione su Facebook. Un altro deputato, Mahad Salad, ha esortato la popolazione a fare in modo che il presidente decida di tenere le elezioni. “Non ha menzionato come si possa risolvere lo stallo politico di oggi e non ha chiesto una riconciliazione politica”, ha detto Salad a Reuters.

Le forze armate della Somalia includono membri delle milizie di clan che si sono spesso scontrati tra loro per il potere e le risorse. Il presidente Mohamed è dei Darod, uno dei principali clan della Somalia. La maggior parte dei leader dell’opposizione e dell’esercito somalo nella capitale sono Hawiye, un altro grande clan presente nel Paese. Rashid Abdi, analista ed esperto del Corno d’Africa, ha spiegato a Reuters che il discorso di Mohamed “sta lasciando aperte varie opzioni”. “Il presidente ha semplicemente trasferito la responsabilità al Parlamento”, ha affermato, dal canto suo, Omar Mahmood, analista dell’International Crisis Group. “C’è stato un track record di ritardi e tattiche diversive associate a questo ciclo elettorale”, ha aggiunto, specificando che l’opposizione ha le sue ragioni per diffidare dei negoziati.

Nel frattempo, i miliziani islamisti di al-Shabaab, approfittando della situazione di caos, stanno spostando le loro offensive dalle zone rurali alle città e stanno tornando a colpire la capitale. Mercoledì 28 aprile, un’autobomba è esplosa fuori da un quartier generale della polizia, a Mogadiscio, uccidendo almeno 7 persone e ferendone altre 11. L’organizzazione terroristica somala ha rivendicato la responsabilità dell’incidente. “Avrebbe potuto uccidere molte più persone se non si fosse fermato”, ha riferito un portavoce della polizia, il colonnello Abdiqani Mohamed Qalaf, specificando che 2 soldati e 3 passanti sono stati uccisi dall’attentatore suicida.

La Somalia è entrata in una situazione di caos dopo la fine del mandato costituzionale di Mohamed Abdullahi Mohamed, l’8 febbraio, senza che il governo centrale e i leader regionali riuscissero a raggiungere un accordo elettorale. I membri dell’opposizione somala sottolineano altresì che il mandato del Parlamento è terminato il 27 dicembre 2020 e che quindi l’organo non ha il potere di estendere il mandato quadriennale del presidente. Dopo un incontro, avvenuto il 17 aprile a Mogadiscio, gli ambasciatori di Stati Uniti e Gran Bretagna e i rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’UA hanno detto a Mohamed che “non c’è altra soluzione se non un accordo basato sul consenso”. La comunità internazionale ha poi avvertito che la partnership con la Somalia potrebbe essere a rischio se il presidente non cambierà atteggiamento.

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Chiara Gentili

di Redazione

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