Russia: FSB sventa attacco terroristico in 9 città russe

Pubblicato il 29 aprile 2021 alle 10:39 in Russia

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Il Servizio Federale per la Sicurezza della Russia (FSB) ha arrestato, giovedì 29 aprile, 16 estremisti ucraini membri dell’organizzazione neonazista MKU che stavano pianificando un attacco terroristico in nove città russe.

Le operazioni si sono svolte in contemporanea in nove città della Federazione, quali Irkutsk, Krasnodar, Saratov, Tambov, Tyumen, Chita, Anapa, Pushchino, Pereslavl-Zalessky. Durante la perquisizione, gli agenti FSB hanno rinvenuto componenti per la fabbricazione di ordigni esplosivi autoprodotti, materiali estremisti e informazioni che rivelavano i crimini commessi e quelli pianificati. Le autorità russe hanno anche trovato dei filmati violenti inviati al leader del gruppo, Egor Krasnov.

Secondo l’FSB, Krasnov avrebbe coordinato le attività del gruppo dall’Ucraina. Il 19 marzo, le forze dell’ordine russe avevano arrestato 14 estremisti dello stesso gruppo a Gelendzhik e a Yaroslavl. Anche in tale occasione, durante le operazioni dell’FSB erano stati sequestrati materiali estremisti, armi e istruzioni per la fabbricazione di ordigni esplosivi.

Il processo di recruiting di nuovi membri, sempre più frequente, prevede lo svolgimento di azioni illegali e violente, tra cui anche l’omicidio. È solo a partire da quest’anno, il 2021, che il gruppo MKU è iniziato ad apparire nella stampa russa. In precedenza, né le autorità russe né quelle ucraine riconoscevano l’esistenza di tale organizzazione. L’acronimo russo, MKU, sta per “Maniaci” “Culto” e “Omicidio” e il leader, Egor Krasnov, è un ragazzo sulla ventina che si trova in Ucraina, presso il centro di detenzione preventiva di Dneprovsky Zentral. Ad oggi, su Krasnov pendono le accuse di aver commesso tre rapine e omicidio. Nonostante sia in carcere, l’estremista continua a coordinare le cellule della sua organizzazione in Russia e in Ucraina.

Le principali attività antiterroristiche in Russia sono svolte dal Servizio Federale per la Sicurezza, in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e altre agenzie di polizia. L’ufficio del procuratore generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità.

Al fine di ridurre la minaccia del terrorismo in Russia, un mese fa, il 9 marzo, la Camera Bassa della Federazione Russa ha approvato, in prima lettura, un disegno di legge per bloccare i contenuti ritenuti estremisti o associabili al terrorismo.

In passato, soprattutto a partire dal 1996, erano principalmente i separatisti ceceni a minacciare la sicurezza della Russia e ad organizzare assedi di matrice terroristica. I tre attacchi più gravi che hanno colpito la nazione sono avvenuti a Stavropol, a Mosca e in  Settentrionale.  

Il primo si è verificato il 14 giugno 1995. Con il fine di richiedere il ritiro delle truppe russe dal Caucaso, un gruppo di separatisti ceceni prese in ostaggio circa 1.600 persone all’interno dell’ospedale cittadino. Le vittime totali furono 129, oltre a diverse centinaia di feriti. Il secondo attacco durò tre giorni, dal 23 al 26 ottobre 2002. Anche in questo caso, una coalizione di separatisti ceceni sequestrò circa 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. In seguito a trattative non soddisfacenti, le autorità russe intervennero per porre fine al sequestro. La tragedia si concluse con la morte di 129 persone e numerosi feriti. Il terzo attentato era stato organizzato nella regione autonoma dell’Ossezia del Nord, a Beslan, quando, dal primo al 3 settembre 2004, un gruppo di separatisti ceceni attaccò una scuola. Durante l’assedio e l’assalto delle forze speciali russe morirono 334 persone, mentre oltre 800 rimasero ferite. Durante la missione del 2004, a guidare i gruppi d’assalto era Movsar Barayev, il nipote del comandante della milizia cecena, Arbi Barayev, organizzatore dei precedenti sequestri.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione