L’Egitto si riconferma il maggior acquirente di armi italiane

Pubblicato il 29 aprile 2021 alle 17:59 in Egitto Italia

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Nel 2020, l’Egitto è risultato, per il secondo anno consecutivo, il maggior acquirente di armi italiane. Lo rende noto l’associazione Rete italiana Pace e Disarmo che, dopo aver preso visione in anteprima della Relazione governativa annuale sull’export di armamenti, inviata al Parlamento dalla Presidenza del Consiglio, ha riferito i primi dettagli sull’andamento delle vendite estere dei sistemi militari italiani nell’anno appena trascorso. Attendiamo comunque il documento definitivo, pubblicato ogni anno in base alla legge 185 del 9 luglio 1990, intitolata “Nuove norme sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”. 

In generale, fra le prime 10 destinazioni delle autorizzazioni all’export di armi italiane nel 2020 troviamo 5 Paesi NATO (3 dei quali anche nell’Unione Europea), uno dell’Africa Settentrionale e 4 dell’Asia. Complessivamente, il 56,1% delle autorizzazioni per licenze all’export ha come destinatari Paesi fuori dall’UE e dall’Alleanza Atlantica. 

L’anno scorso, il totale delle nuove autorizzazioni rilasciate per l’esportazione di materiale d’armamento ha raggiunto i 3.927 milioni di euro. La cifra ha segnato un calo del 25% rispetto al 2019. Anche se il 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia di coronavirus, che ha avuto un impatto notevole sull’economia del Paese, la tendenza, per quanto riguarda il settore bellico, sembrerebbe essere quella di una graduale riduzione del volume delle esportazioni militari rispetto ai picchi del 2015 e degli anni successivi. In particolare, l’export aveva registrato cifre elevate sei anni fa, con un volume pari a 8,2 miliardi, per poi aumentare, nel 2016, fino a un totale di 14,9 miliardi e calare leggermente, nel 2017, a 10,3 miliardi. Il triennio 2015-2017 aveva dunque segnato numeri record nelle esportazioni e ciò ha trascinato le commesse per l’industria militare italiana su un livello superiore a quello di inizio secolo. Pertanto, nonostante l’andamento in discesa, il 2020 ha potuto contare su un valore di esportazioni non indifferente, per un totale di circa 4 miliardi di euro. Oltre all’Egitto, la maggior parte delle vendite sono andata al Qatar, al Turkmenistan e all’Arabia Saudita.

Nel dettaglio, il governo in carica l’anno scorso, ovvero il cosiddetto Conte II, ha aumentato il numero di licenze per esportazioni militari all’Egitto, con una quota arrivata a circa 991,2 milioni di euro, pari a 120 milioni in più rispetto all’anno precedente, grazie alla licenza di vendita di due Fregate FREMM. Dopo Il Cairo, al secondo posto, ci sono gli Stati Uniti, con 456,4 milioni di euro, 150 milioni in più rispetto al 2019, seguiti dal Regno Unito, con 352 milioni. Il Qatar ha registrato una quota di export militare italiano pari a 212 milioni di euro, la Germania pari a 197,6 milioni, in lieve calo, e subito dopo la Romania con una quota di 169,6 milioni di euro. Al settimo, ottavo, nono e decimo posto ci sono poi, rispettivamente, la Francia con 154,5 milioni, il Turkmenistan, con 149,5 milioni, calando nettamente dal secondo posto del 2019, l’Arabia Saudita, con 144,4 milioni di euro in licenze, nonostante il blocco relativo alla vendita di missili e bombe d’aereo, e la Corea del Sud, con 134,8 milioni.

In definitiva, secondo quanto rivelato da Rete italiana Pace e Disarmo, per il quinto anno consecutivo la maggior parte degli armamenti e dei sistemi militari italiani è stata destinata, nel 2020, a Paesi situati nelle aree del Nord Africa e del Medio Oriente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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