Maduro sottopone le ONG venezuelane al controllo dell’ufficio contro il terrorismo

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 16:40 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha riferito che, a partire dal primo maggio, le Organizzazioni non governative venezuelane dovranno registrarsi presso l’Ufficio nazionale contro la criminalità organizzata e il finanziamento del terrorismo, fornendo i nomi dei loro membri, le loro fonti di finanziamento, i loro movimenti bancari e un elenco delle associazioni che collaborano con loro. “Ciò è necessario perché queste ONG destabilizzano il Venezuela”, ha detto il presidente.

Più di 700 organizzazioni, che chiedono l’annullamento del nuovo regolamento, hanno segnalato che la richiesta di registrazione si basa sul presupposto che associazioni senza scopo di lucro e le ONG possano commettere reati come il terrorismo. Il funzionamento di queste entità sarà soggetto a certificazione governativa. “Si stanno modificando le basi del principio di libera associazione”, ha spiegato l’avvocato Alí Daniels, direttore di Access to Justice, evidenziando che, in base a questa nuova istanza, sarà rilasciato un certificato che permetterà al rappresentante legale delle associazioni di esercitare le proprie azioni, sottoponendo così il funzionamento dell’organizzazione al permesso del Governo.

Da parte sua, Diosdado Cabello Rondón, vicepresidente del Partito socialista unito del Venezuela (PSUV), ha sottolineato che molte di queste organizzazioni sono legate a programmi di destabilizzazione. “Basta con questo scandalo. Se ne vadano in Colombia oppure si registrino, e soprattutto dicano da chi sono finanziate”, ha riferito Diosdado Cabello. Il vicepresidente ha fatto poi riferimento alle legislazioni di Paesi come Perù, Spagna e Honduras, in cui le ONG devono dichiarare tutte le loro azioni e legami con lo Stato.

Amnesty International si è unita all’allerta sulla situazione delle ONG che, venerdì 23 aprile, avevano chiesto un’urgente azione globale per denunciare il provvedimento. Con lo scopo di introdurre ulteriori controlli, il Governo di Nicolás Maduro sta anche preparando una legge per regolamentare la cooperazione estera e il progetto è già stato presentato al Parlamento per la discussione.

Il presidente della Colombia, Iván Duque, aveva chiesto all’Unione Europea, 7 aprile, di esercitare maggiori pressioni sul Governo del presidente venezuelano, sostenendo che sia “chiaramente la dittatura più brutale che l’America Latina abbia mai visto nella sua storia recente” e insistendo sulla necessità di “ripristinare la democrazia” nel Paese vicino. “Bruxelles deve dare il suo contributo affinché ci sia finalmente una democrazia in Venezuela”, aveva segnalato Duque. In risposta, Cabello aveva minacciato il Governo colombiano, sostenendo che quest’ultimo volesse attaccare il Venezuela. “Se mai avremo una guerra con la Colombia, la faremo nel loro territorio”, aveva sottolineato il vicepresidente del PSUV.

I rappresentanti di diverse Organizzazioni non governative, come Human Rights Watch, hanno dicharato che il Governo venezuelano perseguita da anni le associazioni che si impegnano a fornire aiuti umanitari, sequestrando farmaci, commettendo irruzioni nelle loro sedi centrali e bloccando i loro conti bancari. Hanno poi evidenziato che una soluzione pacifica e democratica alla crisi politica, umanitaria e dei diritti umani in Venezuela “non sarà possibile senza una società civile indipendente e attiva che la promuova”.

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Ludovica Tagliaferri

di Redazione

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