Libia: Bengasi pronta ad accogliere il governo

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 10:57 in Africa Libia

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Mentre il Comitato militare congiunto 5+5 ha riferito di essere giunti alle ultime operazioni volte ad aprire la strada costiera che collegherà l’Est e l’Ovest libico, l’Esercito Nazionale Libico (LNA) ha affermato di essere disposto ad ospitare un meeting del governo di unità nazionale.

Da un lato, le forze affiliate al generale dell’LNA, Khalifa Haftar, che continuano a controllare le regioni libiche orientali, nella sera del 27 aprile, hanno affermato che sono pronte a garantire qualsiasi incontro dell’esecutivo di recente formazione e ad assicurare la sicurezza dei delegati che giungeranno nella Libia orientale. Tali dichiarazioni giungono dopo che, il 26 aprile, un incontro governativo, il primo previsto a Bengasi dalla formazione del nuovo governo, è stato rinviato. Diverse fonti hanno riferito che ad aver ostacolato l’organizzazione della seduta sono stati uomini armati e civili fedeli al generale Haftar, i quali hanno impedito a una delegazione governativa, incaricata di ultimare i preparativi, di entrare a Bengasi dopo l’atterraggio del loro aereo presso l’aeroporto di Benina. Mentre per il governo libico l’incidente del 26 aprile ha rappresentato un’opportunità per coloro che cercano di minare il percorso politico libico, altri hanno messo in luce come quanto accaduto segnali delle divergenze interne, soprattutto tra l’Est e l’Ovest libico, non ancora del tutto superate.

Da parte sua, l’LNA ha giustificato la propria mossa affermando che la delegazione governativa è stata accompagnata da membri di “milizie armate”, in una mossa definita provocatoria. Tuttavia, nella dichiarazione del 27 aprile, il portavoce dell’Esercito, Ahmed al-Mismari, ha sottolineato che nelle aree orientali sono presenti servizi di polizia e di sicurezza regolari, supportati da unità militari con un alto livello di formazione, preparazione e organizzazione. Motivo per cui, ci si opporrà a qualsiasi nuovo eventuale spostamento di uomini armati provenienti dalle aree occidentali, caratterizzate da caos e insicurezza. Ciò significa che, nel caso di un nuovo meeting nell’Est libico, dovranno essere le forze locali a garantire protezione e sicurezza.

Parallelamente, il primo ministro del governo libico ad interim, Abdul Hamid Dbeibah, ha affermato che presto visiterà la città orientale di Bengasi per comprendere quali sono i bisogni della popolazione locale e ha chiarito che il proprio esecutivo farà in modo che non vi siano ostacoli alla fornitura di servizi per l’intera popolazione libica e si impegnerà ad affrontare qualsiasi sfida. Questo è quanto dichiarato nell’incontro di gabinetto del 27 aprile, il terzo dalla nomina del nuovo esecutivo, avvenuta a seguito delle elezioni del 5 febbraio scorso. A proposito del rinvio dell’incontro del 26 aprile, il premier ha affermato che vi sono persone che non hanno ancora compreso la necessità di cogliere una “opportunità storica” per stabilire uno Stato reale che preservi l’orgoglio e la dignità dei libici. Tuttavia, ha chiarito Dbeibah, al momento, il governo è stato in grado di unificare la maggior parte delle istituzioni statali “e non resta che unificare l’establishment militare”, cosa che deve essere realizzata il più presto possibile e prima delle elezioni previste per il 24 dicembre 2021.

In concomitanza con la terza riunione dell’esecutivo libico ad interim, sempre il 27 aprile, hanno avuto inizio i colloqui del Comitato militare congiunto 5+5, l’organismo nato a seguito della Conferenza di Berlino del 19 gennaio 2020, composto da delegati delle parti che per anni si sono affrontate presso i fronti di combattimento, ovvero l’esercito legato al Governo di Accordo Nazionale (GNA), con sede a Tripoli, e l’LNA guidato da Haftar. Al termine della prima giornata di colloqui, i partecipanti hanno stabilito di riunirsi fino al 29 aprile. Nel frattempo, è stato riferito che le procedure logistiche volte alla riapertura della strada costiera tra Sirte e Misurata, che collegherà l’Est e l’Ovest della Libia, sono giunte alla fase finale, e che si è in attesa del termine delle operazioni di sminamento. Al meeting partecipano anche i membri del Consiglio presidenziale ad interim, ovvero il capo Mohamed al-Menfi e i suoi due vice, Musa al-Koni e Abdullah Hussein al-Lafi, i quali hanno promesso aiuti finanziari per promuovere la riapertura della strada costiera. Un altro dossier al centro dei dibattiti del Comitato è l’allontanamento di forze e mercenari stranieri dalla Libia, secondo quanto previsto dall’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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