Immigrazione: Ocean Viking soccorre 236 migranti al largo della Libia

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 18:26 in Immigrazione Libia

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Almeno 236 persone sono state tratte in salvo dalla Ocean Viking, al largo delle coste libiche, martedì 27 aprile. La nave, gestita dalla Ong SOS Mediterranee, ha individuato e recuperato i migranti in acque internazionali, a 32 miglia nautiche dalla città di Zawiya, a Ovest di Tripoli. In un post su Twitter, il gruppo ha riferito che gli individui soccorsi, inclusi 114 minori non accompagnati, si trovavano a bordo di due gommoni sovraffollati.

Nella mattinata di martedì, il servizio Alarm Phone aveva segnalato la presenza di due imbarcazioni in difficoltà nelle acque al largo della Libia e aveva avvertito sia le autorità sia SOS Mediterranee. Dopo aver completato con successo la sua missione di salvataggio, la Ong aveva riferito: “Diversi sopravvissuti erano deboli, disidratati, ma ora si stanno riprendendo. Alcune donne hanno subito lievi ustioni da carburante e problemi respiratori da fumi inalati”.

Solo poco tempo fa, il 21 aprile, un gommone si è capovolto nelle acque a Nord-Est di Tripoli, facendo perdere le tracce di tutte le 130 persone che si ritiene fossero a bordo. Diverse organizzazioni che si occupano di diritti umani hanno accusato le autorità di non aver fatto abbastanza per salvare le vite. Anche il Papa e l’Onu hanno condannato l’incidente. Tuttavia, la Guardia costiera libica e l’agenzia di frontiera europea, Frontex, hanno respinto le critiche. In particolare, secondo quanto si apprende dal sito InfoMigrants, diversi membri del Parlamento europeo hanno scritto una lettera al Commissario per gli affari interni dell’UE, Ylva Johansson, dicendo che tutte le autorità libiche ed europee erano state informate e che nessuno era andato a soccorrere i migranti in oltre 48 ore. Secondo il documento, solo un aereo spotter gestito da Frontex era stato dispiegato. Il velivolo, a detta di InfoMigrants, aveva identificato l’imbarcazione e informato tutte le autorità e le navi mercantili della zona ma, secondo un portavoce di Frontex, la vera causa della tragedia sarebbe stato il maltempo.

La Libia rimane una delle aree di transito più utilizzate dai migranti che intendono raggiungere l’Europa. I trafficanti di esseri umani, la maggior parte operanti nel Paese nordafricano, lanciano in mare gommoni o barche da pesca affollate che sperano di raggiungere le coste europee. Alcuni migranti scappano da conflitti o persecuzioni, mentre molte delle centinaia di migliaia di persone soccorse in mare negli ultimi anni fuggono dalla povertà. Il Paese, teatro per anni di una lunga guerra civile, rappresenta un punto di transito fondamentale per diversi migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana. 

Il naufragio del 21 aprile è stato l’ultimo lungo la rotta del Mediterraneo centrale, dove quest’anno sono morti finora circa 350 migranti. Dal 2014, più di 20.000 persone hanno perso la vita in mare mentre cercavano di raggiungere l’Europa dall’Africa. Più di 17.000 di questi decessi si sono verificati nel Mediterraneo centrale, descritto dalle Nazioni Unite come il percorso più pericoloso al mondo per migranti e richiedenti asilo.

Su questa rotta, il numero di persone che attraversano il Mediterraneo per cercare di raggiungere l’Europa è aumentato di quasi quattro volte a marzo, rispetto allo stesso mese di un anno fa, raggiungendo quota 1.800 persone. Tunisia e Costa d’Avorio sono i Paesi da cui è partito il maggior numero di migranti imbarcatisi su questa rotta. Nel Mediterraneo occidentale, invece, nel mese di marzo, sono stati rilevati circa 1050 attraversamenti illegali, quasi il doppio rispetto allo stesso mese del 2020. Il totale per i primi tre mesi del 2021, per quanto rigurada la rotta occidentale del Mediterraneo, si è attestato a circa 2 700, ovvero l’8% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Gli algerini hanno rappresentato i tre quinti degli arrivi quest’anno, mentre i marocchini hanno costituito il secondo gruppo più consistente. Nel Mediterraneo orientale, secondo i dati di Frontex, sono stati segnalati nel mese di marzo, circa 1 850 rilevamenti di attraversamenti illegali, il 43% in meno rispetto a un anno fa. Sempre su questa rotta, nel periodo gennaio-marzo, il numero totale di rilevamenti è sceso del 71%, arrivando a circa 3 300. Siriani e turchi rappresentano le nazionalità più numerose.

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Chiara Gentili

di Redazione

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