Gli interessi strategici dell’India in Asia Centrale

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 16:15 in India Kirghizistan

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Il Kirghizistan ha ospitato l’ottava edizione delle esercitazioni delle forze speciali congiunte indiano-kirghise, le “Khanjar”. Le manovre militari hanno avuto inizio il 16 aprile e si concluderanno il 29 aprile.

Dal comunicato stampa, non è chiaro quante truppe stiano prendendo parte alle esercitazioni congiunte, anche se una foto condivisa dalla pagina Facebook ufficiale dell’Esercito indiano sono raffigurati circa 40 soldati in totale. L’ottava edizione è stata avviata, il 16 aprile, con una cerimonia di apertura a Bishkek, capitale del Kirghizistan. All’evento erano presenti il comandante delle guardie nazionali kirghise, il colonnello Ergeshov Talantbek, e l’ambasciatore indiano in Kirghizistan, Alok Dimri.

L’India condivide una lunga parte della propria storia con numerose regioni dell’Asia centrale. Nonostante ciò, gli analisti hanno sottolineato che, nell’epoca moderna, l’India sembrerebbe essere rimasta indietro rispetto alla Russia e alla Cina, perché, al contrario di queste ultime, l’influenza che esercita sugli Stati dell’Asia centrale è ridotta. Tuttavia, Nuova Delhi non ha mai accantonato i propri interessi strategici nella suddetta regione e li ha sempre coltivati con costanza. Questo è dimostrato dalle esercitazioni bilaterali militari che, sempre più regolarmente, avvicinano l’India e il Kirghizistan. Ad aggiungersi a questo sono le manovre militare che, annualmente, il Paese tiene con l’Uzbekistan e il Kazakistan. Per quanto riguarda il Tagikistan, Nuova Delhi e Dushanbe hanno organizzato un’esercitazione militare nel 2003, dopo aver firmato un accordo bilaterale di difesa, ma non ci sono rapporti accessibili che suggeriscano successive operazione di tale tipologia.

Inoltre, l’India, il 9 giugno 2017, è entrata a far parte della Shanghai Cooperation Organization (SCO) e ha partecipato alle esercitazioni che prevedevano la presenza di una pluralità di Stati ed erano gestite dalla Russia. Mentre nel 2019 le manovre includevano la maggior parte dei Paesi dell’Asia centrale, nel 2020, a causa delle tensioni con la Cina, l’India non ha partecipato a alle esercitazioni, denominate “Kavkaz 2020”.

Operazioni militari analoghe alle attuali Khanjar-VIII rientrano nelle regolari interazioni tecnico-militari tra l’India e il Kirghizistan. Ciò che vale la pena sottolineare è che i due Paesi, nonostante il drastico aumento di casi Covid-19 in India, abbiano comunque scelto di organizzare le manovre. Tale mossa è stata definita dagli analisti come “una traiettoria ascendente” della cooperazione Nuova Delhi-Bishkek.

La prima volta che l’asse indiano-kirghiso ha avviato il progetto di operazioni militari congiunte è stato nel dicembre 2011, a Nahan, una città indiana nel Nord del Paese. In termini generali, le esercitazioni sono composte da manovre militari in alta quota che rientrano nelle operazioni antiterroristiche e non hanno un’ingente copertura mediatica. Quasi quattro anni dopo, nel luglio 2015, si è tenuta la seconda edizione, a Tokmok, in Kirghizistan. Secondo quanto riferito dal quotidiano The Diplomat, alle manovre avrebbero preso parte un totale di 100 militari. In seguito, le Khanjar-III, sono state organizzate nel 2016, in India mentre, l’anno successivo, il 2017, Khanjar-IV sono state realizzate in Kirghizistan. Nel 2018, le Khanjar-V hanno fatto ritorno in India, presso la Counter Insurgency Jungle Warfare School di Vairengte. Nonostante non ci siano rapporti che lo confermi, si presume che le successive Khanjar-VI abbiano avuto luogo in Kirghizistan. Infine, nel febbraio 2020, i funzionari del governo indiano avevano annunciato l’intenzione di organizzare Khanjar-VII in India. Anche in questo caso, probabilmente a causa della ridotta copertura mediatica, non sono accessibili i documenti che lo attestino. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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