Giappone, India e Australia: accordo sulla catena di approvvigionamento, Pechino non approva

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 16:31 in Cina Giappone

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I ministri dell’Economia di Giappone, India e Australia, il 27 aprile, hanno concluso un accordo noto come “Iniziativa la resilienza della catena di approvvigionamento” per stabilire un nuovo meccanismo di cooperazione per rafforzare la catena di approvvigionamento regionale di vari settori, quali quello automobilistico e delle attrezzature sanitarie. Il 28 aprile, la Cina ha chiesto loro di rispettare le leggi dell’economia di mercato e le regole del libero scambio.

L’intesa è stata stretta durante un incontro online promosso dal ministro dell’Economia giapponese, Hiroshi Kajiyama, con i suoi omologhi indiano e australiano, Piyush Goyal e Dan Tehan, a seguito del quale le parti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta. In essa è stato dichiarato che l’accordo del 27 aprile sosterrà le aziende nell’utilizzo delle tecnologie digitali e nella diversificazione di commercio e investimenti. Le parti condivideranno le miglior pratiche per la resilienza della catena di approvvigionamento e organizzeranno eventi promozionali per esplorare occasioni di diversificazione. I ministri hanno poi stabilito che si incontreranno una volta all’anno per portare avanti l’iniziativa che potrebbe essere anche ampliata in futuro

Durante l’incontro i tre ministri dell’Economia hanno evidenziato come la diffusione dell’epidemia di coronavirus abbia messo in risalto la vulnerabilità della catena di approvvigionamento a livello globale e sono convenuti sull’importanza dei piani di risposta alle emergenze e della gestione delle crisi per evitare l’assenza di beni e prodotti.

Il 28 aprile, il portavoce del Ministero Affari Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha commentato l’accordo tra Giappone India e Australia affermando che la promozione artificiale del trasferimento della catena di approvvigionamento industriale violi le leggi economiche e dei fatti oggettivi. Per Pechino, ciò non contribuirebbe alla risoluzione dei problemi delle singole Nazioni, non beneficerebbe né alla stabilità della catena di approvvigionamento industriale globale, né alla ripresa dell’economia mondiale. La Cina spera quindi che le parti coinvolte rispettino le leggi dell’economia di mercato e i principi del libero scambio. Zhao ha affermato che la formazione e lo sviluppo della catena di approvvigionamento industriale globale sia stata il risultato di scelte aziendali e delle leggi di mercato.

Giappone, India e Australia avevano iniziato a discutere dell’Iniziativa di Resilienza della Catena d’Approvvigionamento dal primo settembre 2020. Secondo alcuni osservatori tale proposta sarebbe servita a fornire un modo per contrastare il dominio della Cina nel settore, andando a creare anche una possibile rete economica oltre che militare di contrapposizione a Pechino. Nella dichiarazione del 27 aprile, i tre Paesi non hanno, però, nominato direttamente la Cina,

Insieme agli USA, India, Giappone e Australia formano il Quadrilateral Security Dialogue (Quad), un forum strategico informale riunitosi per la prima volta nel 2004, in risposta a catastrofi naturali che avevano interessato l’Oceano Pacifico. Di recente, il gruppo si è concentrato sulla tematica dell’apertura e della libertà della regione Indo-Pacifica. Pechino ritiene che il gruppo Quad avrebbe come obiettivo il contenimento dello sviluppo regionale cinese e aveva avanzato l’ipotesi, smentita poi dal primo ministro giapponese Suga, che i quattro Paesi stessero creando una mini-NATO asiatica. Australia, USA, Giappone e India hanno tutte di recente attraversato momenti di conflittualità più o meno accesi con la Cina e gran parte delle tematiche di scontro sono ancora oggi aperte.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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