Egitto: lanciato un nuovo piano di riforme economiche

Pubblicato il 28 aprile 2021 alle 17:12 in Africa Egitto

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Il governo del Cairo ha annunciato, il 27 aprile, l’avvio della seconda fase del Programma nazionale di riforme economiche e sociali, con cui verrà posta particolare attenzione ai settori della tecnologia, dell’agricoltura e delle telecomunicazioni.

A darne notizia è stato il primo ministro, Mostafa Madbouli, nel corso di un incontro con alcuni partner per lo sviluppo, ministri, deputati, membri di sindacati e rappresentanti di organizzazioni non governative. Nello specifico, il premier ha fatto riferimento al “Programma nazionale per le riforme di ristrutturazione economica”, il quale rappresenta il secondo stadio di un piano a più fasi implementato a partire dal 2016. A detta di Madbouli, la prima parte del programma, basata sulle politiche economiche e finanziarie dell’Egitto, ha avuto il successo sperato, così come mostrato dai dati diffusi dagli istituti internazionali. Ora, con la seconda fase, ci si rivolgerà prevalentemente a tre settori, legati a industrie trasformative con un elevato impiego di tecnologia, ovvero agricoltura, tecnologia dell’informazione e comunicazione. L’obiettivo è favorire riforme strutturali, nei sistemi di lavoro e nella governance delle istituzioni statali legate a tali ambiti, con il fine ultimo di aumentare i tassi di crescita economica del Cairo e favorire la sostenibilità dell’economia egiziana.

Il premier ha proseguito il suo discorso presentando alcuni dati che dimostrano la buona performance del sistema economico del Paese Nord-Africano a seguito dell’implementazione delle riforme economiche. In particolare, nell’anno fiscale 2018/2019 è stata registrata una crescita del PIL del 5,6%, rispetto al 2,9% del 2013/2014. L’inflazione è passata dal 4,3% di settembre 2019 al 34,2% di luglio 2017, mentre il tasso di disoccupazione è diminuito al 7,5% nel secondo trimestre del 2019, contro il 12,4% nel secondo trimestre del 2016. Parallelamente, per la prima volta, il tasso di povertà è diminuito nell’anno fiscale 2019/2020 raggiungendo il 29,7%, rispetto al 32,5% dell’anno fiscale 2017/2018.

Anche secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI), nel 2020, l’economia egiziana è stata tra quelle in più rapida crescita, con una percentuale pari al 3,6%, mentre il PIL medio, di 360 miliardi di dollari all’anno, ha reso l’economia del Cairo la seconda maggiore a livello arabo. A tal proposito, il primo ministro ha evidenziato che, nonostante le ripercussioni della pandemia di Covid-19, l’Egitto è stato tra i 16 Paesi che hanno raggiunto una crescita economica superiore all’1%, in un periodo in cui solo 11 nazioni sono cresciute dello 0-1% mentre altri 167 paesi hanno subito una contrazione. Tuttavia, lo scopo del Paese Nord-africano è aumentare la crescita economica annuale, toccando il 6-7% durante i prossimi tre anni fiscali.

In tale quadro, dai dati del World Economic Outlook del Fondo Monetario Internazionale è emerso che l’Egitto e l’Iran sono stati gli unici ad aver registrato una crescita economica durante la pandemia. Ciò ha destato particolare sorpresa, se si considera che l’economia del Cairo dipende molto da industrie basate sulle interazioni sociali, prime fra tutte il turismo. A detta del FMI, il successo della performance economica egiziana è da collegarsi alle “misure proattive” incoraggiate dal capo di Stato, Abdel Fattah al-Sisi, volte ad affrontare i bisogni sanitari e sociali e a mitigare l’impatto del virus. In questo modo, il Paese è riuscito anche a continuare a rispettare le condizioni dell’accordo stand-by del Fondo, un rigoroso programma economico che consente all’Egitto di avere accesso ai finanziamenti dell’organizzazione. 

In tale quadro, il 10 marzo, Fitch Ratings ha confermato il rating di default dell’emittente in valuta estera (IDR) a lungo termine dell’Egitto a “B +”, con una prospettiva stabile. Anche in questo caso, le valutazioni e le prospettive si basano sulla serie di riforme economiche e fiscali promosse dalle autorità del Cairo, oltre che sulla stabilità e resilienza mostrata dal Paese Nord-africano durante la crisi globale provocata dalla diffusione di Covid-19.

Ad ogni modo, anche in Egitto il calo registrato nel traffico di turisti si è riflesso nel calo dei ricavi dell’intero settore, che ha registrato dapprima una diminuzione di circa il 55% durante la prima metà del 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, per poi raggiungere l’apice nei mesi successivi, quando i ricavi sono diminuiti di circa il 90% rispetto al trimestre corrispondente del 2019, con cifre pari a circa 305 milioni di dollari. Gli esperti prevedono che bisognerà attendere il 2024-2025 per assistere ad una nuova fase di prosperità per il settore turistico.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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