Yemen: governo e milizie Houthi scambiano 21 prigionieri

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 8:34 in Medio Oriente Yemen

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Una fonte dell’esercito yemenita ha rivelato, il 26 aprile, che le forze filogovernative dello Yemen, affiliate al presidente legittimo, Rabbo Mansour Hadi, e le milizie di ribelli sciiti Houthi hanno completato un nuovo scambio di prigionieri.

Stando a quanto riportato da al-Jazeera, l’operazione ha avuto luogo grazie alla “mediazione locale” e ha visto le due parti belligeranti scambiarsi 21 detenuti ciascuna. In particolare, ha poi precisato la fonte di al-Jazeera, i soldati yemeniti rilasciati appartengono alla sesta e settima regione militare, situate nei governatorati di ‘Amran, nel Nord dello Yemen, e Dhamar, posto a Est. La notizia è stata confermata anche dal capo della Commissione per lo scambio di prigionieri e detenuti del sesto distretto militare di al-Jawf, il colonnello Yahya Al-Haser, il quale ha specificato che lo scambio è stato condotto nella provincia di Ma’rib ed ha rappresentato il risultato dei “grandi sforzi” profusi dalla suddetta Commissione. Parallelamente, anche i delegati Houthi, ancor prima del 26 aprile, hanno riferito di aver accolto 22 combattenti precedentemente detenuti dalle forze filogovernative.

Quanto accaduto il 26 aprile giunge a seguito del fallimento dell’ultimo round di negoziati, svoltosi in Giordania dal 24 gennaio al 21 febbraio scorso. Poi, il 6 aprile, il governo yemenita si era detto disposto ad effettuare un nuovo scambio di prigionieri con le milizie di ribelli Houthi, secondo il principio “tutti per tutti”, in occasione dell’avvento del mese sacro di Ramadan. Lo scambio dei prigionieri è uno dei punti stipulati nell’Accordo di Stoccolma del 13 dicembre 2018. Quest’ultimo è un patto in base al quale i ribelli sciiti avevano accettato, tra le diverse clausole, di ritirarsi da tutti e tre i porti principali dello Yemen, Hodeidah, Saleef e Ras Isa, lasciando svolgere alla delegazione dell’Onu le necessarie attività di monitoraggio e gestione dell’area. Un altro punto riguarda lo scambio di prigionieri tra governo e milizie Houthi, pari a circa 15.000 detenuti. Da un lato, il governo ha consegnato un elenco composto da 8.567 nomi all’inviato delle Nazioni Unite, mentre, dall’altro lato, gli Houthi hanno chiesto il rilascio di 7.000 prigionieri. In tale quadro si inserisce l’operazione del 15 ottobre 2020, quando 1.056 prigionieri, affiliati al governo legittimo e ai ribelli sciiti Houthi, sono stati rilasciati, dando luogo al maggiore scambio di detenuti mai verificatosi nel corso del conflitto yemenita.

Nonostante l’operazione del 26 aprile, che si spera possa contribuire a rafforzare la fiducia tra le due parti belligeranti, le tensioni sul campo non si sono ancora placate. Sin dalla prima settimana di febbraio scorso è il governatorato di Ma’rib a destare particolare preoccupazione. Si tratta dell’ultima roccaforte delle forze filogovernative situata nel Nord dello Yemen, che i ribelli Houthi stanno provando ad espugnare prima di sedersi al tavolo dei negoziati. Al momento, le battaglie si concentrano prevalentemente nelle zone occidentali di Ma’rib. Circa gli ultimi sviluppi sul campo, il 26 aprile, fonti militari hanno riferito che l’esercito governativo ha ripreso il controllo del fronte di al-Mashjah, nel distretto di Sirwah, dove il gruppo sciita era riuscito a stanziarsi nei due giorni precedenti. La notizia è stata confermata anche dal Ministero della Difesa yemenita, secondo cui le forze filogovernative, sostenute da membri delle tribù locali hanno lanciato un contrattacco, costringendo gli Houthi a fuggire, dopo aver subito perdite materiali e in termini di vite umane. Parallelamente, le medesime fonti hanno affermato che le forze yemenite hanno respinto nuovi attacchi presso Kassara, mentre i media filo-Houthi hanno denunciato circa 20 raid aerei della coalizione internazionale a guida saudita.

Ad oggi i ribelli sciiti non hanno ottenuto risultati significativi nella regione di Ma’rib. In tale quadro, un leader di spicco del gruppo, Mohammed al-Houthi, ha affermato, in un tweet del 27 aprile, che le proprie milizie porranno fine all’offensiva di Ma’rib solo quando “gli stranieri, l’ISIS e al-Qaeda” abbandoneranno la regione, non lasciando altro che i “suoi figli”.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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