Somalia: scontri tra esercito e ribelli a Mogadiscio

Pubblicato il 27 aprile 2021 alle 6:39 in Africa Somalia

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In Somalia, i combattenti dell’opposizione hanno bloccato alcune parti della capitale, Mogadiscio, dopo che, nella serata del 25 aprile, erano scoppiati scontri con le truppe governative per protestare contro l’estensione del mandato del presidente, Mohamed Abdullahi Mohamed, detto Farmajo. Diversi testimoni hanno riferito che uomini armati e veicoli dotati di mitragliatrici hanno preso posizione nelle roccaforti delle forze filo-opposizione. “Sia gli agenti di sicurezza somali sia i combattenti dell’opposizione si sono schierati lungo alcune strade chiave. C’è movimento di mezzi civili ma, in alcune aree, non consentono a nessuno di spostarsi”, hanno dichiarato fonti locali citate da al-Jazeera. 

La Somalia si trova nel mezzo di una seria crisi politica. Circa una settimana fa, il 12 aprile, la Camera bassa del Parlamento ha votato a favore della proroga di due anni del mandato presidenziale di Mohamed Abdullahi Mohamed. Stando ai media locali, le forze leali al senatore ed ex signore della guerra, Muse Sudi Yalahow, e all’ex presidente, Hassan Sheikh Mohamud, avrebbero occupato gran parte dei distretti di Abdiasis e Karan temendo i possibili attacchi dei militari fedeli al presidente Farmajo. In un’altra parte di Mogadiscio, le truppe che sostengono il comandante della polizia recentemente licenziato, Sadiq Omar Hassan, hanno istituito posti di blocco intorno alla sua residenza, pronti a respingere qualsiasi attacco del governo. Omar Hassan era stato licenziato la scorsa settimana dopo aver definito “illegale” la riunione con cui la Camera bassa del Parlamento somalo ha votato a favore della proroga del mandato del presidente. Le proteste si sono intensificate tra il 16 e il 18 aprile, suggerendo che la rivolta, finalizzata a diffondersi in tutta la città, sta avendo un certo impatto. Nella notte di domenica 25 aprile, sono scoppiati combattimenti tra le forze governative e quelle alleate a vari leader dell’opposizione. Spari e colpi di arma da fuoco sono stati uditi in vari sobborghi di Mogadiscio. Gli scontri, verificatisi principalmente nei quartieri settentrionali di Sanca e Marinaya e nel trafficato incrocio KM4, nel centro della capitale, sono iniziati dopo che decine di sostenitori dell’opposizione hanno marciato in segno di protesta contro la proroga del mandato di Farmaajo. Al momento, non ci sono notizie di vittime. 

“I diplomatici stanno cercando di portare le parti al tavolo dei negoziati, chiedendo di allentare le tensioni. Tutti vogliono calma”, ha dichiarato Catherine Soi, corrispondente di al-Jazeera da Nairobi. La crisi sta preoccupando diversi sponsor stranieri del Paese, che hanno invitato Farmaajo a riprendere il dialogo con i leader dei cinque Stati federali somali sullo svolgimento delle elezioni. “Sono molto preoccupato per gli eventi in corso a Mogadiscio”, ha twittato, domenica 25 aprile, l’inviato dell’Unione europea Nicolas Berlanga. “L’interesse generale richiede la massima moderazione. Bisogna preservare le istituzioni che appartengono a tutti con il dialogo. La violenza è inaccettabile. I responsabili saranno portati alla giustizia”, ha aggiunto. Il primo ministro della Somalia, Mohamed Hussein Roble, ha dichiarato, lunedì 26 aprile, durante una conferenza stampa di essere “deluso dalle violenze volte a destabilizzare la pace e la stabilità a Mogadiscio durante il mese sacro del Ramadan” e ha esortato le forze di sicurezza “a mantenere il loro impegno nazionale e a proteggere la sicurezza della popolazione”.

La situazione di stallo rivela divisioni all’interno dei servizi di sicurezza della Somalia. Queste minacciano altresì un possibile scontro tra le forze somali, creando un’opportunità per i militanti islamisti di al-Shabaab, l’organizzazione terroristica legata ad al-Qaeda. “La lunga crisi politica della Somalia è entrata in una nuova e pericolosa fase”, ha riferito, il 17 aprile, in una nota informativa, l’International Crisis Group, un gruppo di esperti con sede a Bruxelles. “Si dice che l’opposizione stia prendendo in considerazione la formazione di un governo parallelo. Le crepe si sono approfondite in un apparato di sicurezza a lungo diviso lungo le linee dei clan e gli oppositori del presidente hanno giurato di resistere all’estensione del suo mandato”, ha aggiunto la nota. 

La Somalia è entrata in una situazione di caos dopo la fine del mandato costituzionale di Farmajo, l’8 febbraio, senza che il governo centrale e leader regionali riuscissero a raggiungere un accordo elettorale. I leader dell’opposizione somala sottolineano altresì che il mandato del Parlamento è terminato il 27 dicembre 2020 e che quindi l’organo non ha il potere di estendere il mandato quadriennale del presidente. Dopo un incontro, avvenuto sabato 17 aprile a Mogadiscio, gli ambasciatori di Stati Uniti e Gran Bretagna e i rappresentanti delle Nazioni Unite, dell’Unione Europea e dell’UA hanno detto a Farmaajo che “non c’è altra soluzione se non un accordo basato sul consenso”. La comunità internazionale ha poi avvertito che la partnership con la Somalia potrebbe essere a rischio se il presidente non cambierà atteggiamento.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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